CHE BATOSTE PER RENZI

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Sempre peggio per Renzi che ora teme anche scherzi nei voti segreti sulle Unione Civili. Che sia sempre più isolato è evidente, avendo perso anche sponsor internazionali a destra e sinistra ed essendo pesantemente calato nella fiducia degli italiani. Ora, però, ha preso due sberle che lasciano il segno..La prima è stata, martedì scorso, con l’intervista a La7 (“Di martedì”) , nella quale ha pesantemente criticato, pur senza citarlo, il segretario-premier come tutta l’attuale politica. La seconda ,oggi, con la pesante dichiarazione del Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Junker: “ Renzi non offenda l’UE. La flessibilità l’ho inventata io, non lui” E un big non falco dell’Unione come Moscovici aveva anticipato: “L’Italia non chieda troppo , ha già avuto molto.” Questo in risposta ad un’altra levata di scudi renziana anti-Bruxelles che ancora non ha dato il “via” al bilancio italiano , sempre sotto osservazione perché alcuni conti non tornerebbero.
Le prese di posizioni di mons. Nunzio Galantino, segretario generale dei Vescovi Italiani, in pole-position per diventarne, a breve, il presidente, avendo il totale sostegno di Papa Francesco, e di Junker, solitamente cauto e questa volta insolitamente duro sono colpi pesanti per Renzi. Che ora, quasi per reazione contro i cattolici, dai quali pure proviene, sostiene le Unioni Civili anche con quelle adozioni che stanno dividendo anche il suo partito e che la Cei ha espressamente invitato a togliere da una legge certo necessaria, ma tale da non trasformarsi in un simil-matrimonio.
Monsignor Galatino è un presule abituato a parlar chiaro e lì, a “Di Martedì” è stato esplicito: i politici di oggi non parlano più con le persone, chiusi nella loro torre d’avorio e , spesso, i cittadini si rivolgono ai sacerdoti per avere aiuto e consiglio, quindi i Vescovi hanno il polso della situazione del nostro Paese che non è affatto rosea, con mancanza di lavoro, in particolare per i giovani, rende difficile sperare nel futuro. Anche perché chi i politici, ad iniziare da chi è al potere, invece di dire la verità sulla situazione reale preferiscono fare promesse, sapendo di non poterle mantenere. Duro anche l’affondo sulla marcia indietro per il decreto che avrebbe tolto il reato di immigrazione clandestina, contestato ormai non solo dai magistrati perché non funziona affatto, anzi ostacola le indagini e chi lo commette può cavarsela con una multa, pur se di 5 mila euro. Ad una domanda dell’intervistatore monsignor Galantino ha detto senza se e senza mala che la marcia indietro del governo è derivata dalla paura di perdere voti perché si preferisce sintonizzarsi sugli umori invece che sui fatti, su questo come su altri temi.
Anche sull’immigrazione l’autorevole presule è stato d’una chiarezza esemplare dicendo che la Chiesa non è “buonista”, come taluni l’accusano di operare, è certo per l’accoglienza del diverso ,del profugo, dell’immigrato, rispettandone la cultura, ma nel contempo pretendendo il rispetto delle nostre leggi, della nostre tradizioni, della nostra cultura. Solo così può esservi integrazione ed è ridicolo, assurdo il comportamento di chi, ritenendo di favorirla, eliminano il presepe o altri simboli della nostra identità. In sostanza, monsignor Galantino non ha fatto che ribadire quel che ha detto anche Papa Francesco e i gravi fatti di Colonia, Zurigo, Salisburgo ed Amburgo, con le conseguenti polemiche, dimostrano che la strada indicata dalla Chiesa cattolica è quella giusta.
Probabilmente Matteo Renzi era ancora sotto-choc per l’intervista del big dei Vescovi italiani, scelto nell’incarico ricoperto direttamente dal Santo Padre, ed aveva cercato un diversivo nel far la voce grossa contro l’UE (“andrò a Bruxelles a battere i pugni sul tavolo se non ci concedono quel che chiediamo”) che proprio dal vertice della Commissione Europea è venuta la nuova batosta, anticipata, come detto, dal commissario europeo all’economia, il francese Pierre Moscovici, non certo un falco alla tedesca, anzi fautore della crescita, il quale aveva detto che l’Italia ha già avuto molto da Bruxelles anche in fatto di flessibilità.
Questo aveva scatenato i “pugni sul tavolo” renziani, costringendo, questa volta, Junker ad uscire dal suo tradizionale riserbo , premettendo che i rapporti tra Italia ed Unione Europea “non sono i migliori al momento” e, quindi, verrà in Italia a febbraio perché si deve “occupare di questo problema”. Quindi, ecco l’affondo: “Renzi non deve offendere la Comunità Europea, cercando di sminuirla , a introdurre la flessibilità sono stato io, non Renzi;” Eppoi giù ancor più duro : “Esito sempre ad esprimermi con lo stesso vigore con cui Renzi si rivolge a me perché non aggiusta sempre le cose: Ritengo che il primo ministro italiano, che io amo molto, abbia torto a vilipendere la Commissione a ogni occasione.Non vedo perché lo faccia. L’Italia a dir la verità non dovrebbe criticarla troppo”, anche perché “noi abbiamo introdotto flessibilità anche contro la volontà di alcuni Stati membri che molti dicono dominare in Europa”. Come a dire : Renzi è un ingrato e non capisco perché se la prenda con me che, pur contro il parere della Merkel, ho voluto la flessibilità, della quale l’Italia ha già molto usufruito.
Forse la spiegazione è semplice: perché il segretario-premier è in grande difficoltà in Italia e tenta di cercare diversivi, il principale :prendersela con l’Unione Europea e, così, finendo, volutamente o no, per andare sul terreno dei grillini e dei leghisti, ossia di quei populisti che dice di voler contrastare.
Che il segretario-premier stia perdendo, di continuo, colpi lo dimostra anche la pessima gestione delle Unioni Civili che ha voluto anticipare e che divide il Pd sulla Stepchild Adoption, criticata dai cattolici dem, in maggioranza renziani, i quali hanno presentato un emendamento per introdurre l’affido rafforzato che. comunque, non piace nemmeno ai centristi di governo. I voti segreti al Senato -si inizia il 26– comportano, infatti, insidie pesanti perchè possono indurre anche una parte degli oppositori, grillini e sinistra dem, a fare scherzi, pur essendo favorevoli alla proposta della Cirinnà . Che ripete : il testo non si tocca”, imitando Renzi . Il quale sul tema adozioni, sentendo puzzo di bruciato, ha lasciato,sì, libertà di coscienza, ma sostenendo, personalmente, la legge nella sua versione integrale come con molta forza ha fatto anche la vice-segretaria Serracchiani.
Forse non cadrebbe il governo con un voto contrario, ma si aprirebbero processi e polemiche con scontri durissimi anche all’interno del Pd .Per il segretario-premier sarebbe, comunque, una pesante sconfitta, resa ancor più preoccupante da quei sondaggi che dimostrano, con una flessione dei 5Stelle, lievi aumenti del centrodestra che, ormai, supera il Pd.