ALLARME ROSSO: Per l’ISTAT 1 su 4 a rischio povertà

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  giustus

l’Istat ha pubblicato il suo rapporto “Noi Italia” relativo alla situazione del Paese nel 1913  Hai voglia i dire che dobbiamo avere fiducia. Siamo in ripresa è il quasi slogan di Matteo Renzi. E i suoi ministri e i dirigenti Pd, in Tv, ripetono come un mantra questa affermazione, replicando, spesso stizziti, a chi obietta che non è proprio così. Ora che cosa diranno premier e compagni ?

I dati sono, infatti, disastrosi come riportano i gionali di oggi. Sempre più italiani, ad esempio, non possono pagare ticket sanitari  o prestazioni urgenti così vanno a farsi curare negli ambulatori gratuiti di associazioni e onlus, il 23,4% delle famiglie ha difficoltà a pagare mutui, affitti e bollette, il 25% degli italiani è a rischio povertà e 10 milioni, ossia il 10% della popolazione, è proprio in povertà, mentre  un giovane su quattro né studia né lavora, in questo siamo superati solo dalla Grecia nell’UE. Vi risparmio il resto  sempre disperante  e c’è da chiederci come ne usciremo ?

Sì, ora a distanza di oltre un anno, un lieve miglioramento  potremo anche registrarlo e, forse, qualcuna delle leggi approvate, poche rispetto ai tanti annunci, porterà un pur minimo risultato, semprechè  non sia tale da peggiorare la situazione come alcune della tanto sbandierate riforme fanno temere. Tuttavia siamo ancora lontani  dalla tanto attesa ripresa perché le aziende continuano a chiudere, la disoccupazione è sempre alta , soprattutto tra i giovani con livelli record, ed i poveri aumentano con un sempre maggior numero di famiglie che non arriva alla terza settimana del mese.

Tutto questo, mentre il governo va avanti a testa bassa, sfidando tutte le opposizioni, svuotando di fatto il Parlamento con continui decreti-leggi e voti di fiducia, criticati anche dal nuovo Capo dello Stato nel suo breve, ma incisivo discorso alle Camere. Ora s’è aggiunta anche la decisione del premier e segretario del Pd Matteo Renzi  di far chiudere anticipatamente, con decisione a maggioranza, le discussioni sulle riforme, provocando, alla Camera, l’Aventino di tutte le opposizioni. Vi pare mossa azzeccata, questa, mentre il Paese sta bruciando e aumenta anche il rischio terrorismo con le nostre forze dell’ordine che, sottopagate, spesso non hanno nemmeno carburante per le auto o risorse per i giubbotti antiproiettili e armi più moderne?

Davvero una nuova legge elettorale o un’affrettata riforma istituzionale che abolisce il Senato (senza reali risparmi e inserendo, magari, consiglieri regionali inquisiti che, così, eviterebbero i rigori della legge ) sono più importanti di un fronte comune con obiettivo ripresa? Persino una parte del Pd critica queste impostazioni, ma poi, per il timore di elezioni anticipate (che Renzi ,comunque, persegue  insieme a Berlusconi che, voce dal sen fuggita, le ha proposte) finisce per approvare quasi tutto. Almeno fino ad ora anche se sull’Italicum annuncia battaglia .

Qui si sta scherzando con il fuoco , da quello simbolico della crescente protesta  dei cittadini a quello reale dei terroristi dell’Isis, ora ormai quasi alle porte di casa, vista la situazione della Libia.

E’ tempo, quindi, che anche Matteo Renzi faccia un esame di coscienza , rendendosi conto che, se vuole avere a cuore gli interessi dei cittadini e del Paese e intende avere un futuro politico, deve cambiare registro. E rendersi conto che anche oggi deve prevalere, in politica, la cultura del dialogo, del confronto , rilanciando la socialità, stando realmente al fianco dei più deboli, dei poveri. La strada da percorrere la indica quasi ogni giorno un grande Uomo di Chiesa venuto dalla periferia del mondo: Papa Francesco.