Sempre più evidente l’isolamento di Renzi

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Per chi ieri sera ha visto “Ballarò” si è potuto rendere conto di quanto vado scrivendo da diverso tempo: il nostro segretario-premier è sempre più solo lo dimostra il fatto che anche dalla Nigeria attacca l’Unione Europea e si prende i rimbrotti persino del commissario socialista Moscovici, un tempo suo amico. E tanto per chiarire la situazione, il capogruppo del Partito Popolare nell’europarlamento, il tedesco Weber fedelissimo della Merkel, ripete che l’Italia ha già avuto tanto in flessibilità. Addio, quindi, alle speranze italiane di ottenerne ancora per far quadrare il bilancio dello Stato ed evitare catastrofiche conseguenze.

Non è, quindi, un caso che il Financial Times scriva che l’Italia sta scivolando al livello della Grecia, concetto ripreso da Enrico Letta in una intervista a ”La Stampa” che titola “Letta:”Italia sempre più isolata in Europa, c’è il rischio di diventare una seconda Grecia”.

Quindi, ieri sera nella trasmissione televisiva quando il conduttore Massimo Giannini ha replicato al renziano Anzaldi che aveva chiesto il suo licenziamento (“La Rai può licenziarmi, il Pd no”), è stato un coro nel criticare Matteo Renzi che insiste nell’attaccare i vertici UE, sperando di catturare qualche voto in più, ma danneggiando pesantemente l’Italia e gli italiani. A quel coro s’è unito, con ampie e dure argomentazioni, anche un ex-estimatore di Renzi come Paolo Mieli e l’impressione generale è di un premier sempre più solo ed in stato confusionale. A meno che la sua sia una strategia, come io spesso ho pronosticato, per andare al voto a giugno insieme alle amministrative che , celebrate sole, senza, cioè una totale caratura politica, rischiano di segnare una sconfitta del Pd non solo a Roma.

Da qui anche l’insistenza nel mantenere le adozioni nel ddl Cirinnà e nel rifiutare la proposta di Alfano che ha fatto il pieno i posti, ma deve fare i conti con la sua base ed i due milioni del Family Day.

Le votazioni segrete al Senato sulle unioni civili sono una costante insidia e il soccorso verdiniano non è certo sulle adozioni per le coppie gay, mentre sono in fibrillazione anche i cattolici dei 5Stelle oltre a quelli del Pd. E se si superasse, comunque, lo scoglio delle probabili defezione e la “Cirinnà” venisse approvata con la stepchild adoption cosa faranno gli alfaniani oltretutto in agitazione per l’Italicum che prevede il ballottaggio tra liste non tra coalizioni, mettendo, in pratica, fuori gioco i centristi?

Il fatto è che Matteo Renzi, l’uomo solo al comando, si sta giocando tutto, imitando leghisti e grillini nell’attacco all’Ue, ma rischiando di perdere voti moderati. Non è un caso che il centrodestra, secondo gli ultimi sondaggi, supera unito il Pd addirittura di un paio di punti. Né, alla fine, gli gioverà molto la sua difesa ad oltranza della” Cirinnà” così com’è, rinnegando, addirittura quello che dichiarava nel 2007, come gli ha ricordato l’ex-amico Adinolfi, partecipando, da presidente della Provincia di Firenze, al Family Day che allora manifestava contro i Dico da lui fieramente avversati. Per carità, in democrazia si può cambiare idea anche se passare dal no per i diritti civili delle coppie gay al sì addirittura anche per le adozione ce ne corre . E c’è da meravigliarsi se, a certi livelli del Vaticano, c’è chi afferma:  “Matteo Renzi ci ha voltato le spalle”, aggiungendo: ”In Italia siamo in un sistema che è finito da tempo e gli attuali politici non se ne accorgono” ?