LE STELLINE DI GIUSTUSBLOG.IT

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Stamane sono veramente preoccupato: il mega-decreto Conte? Bhe, certo , dopo aver visti la vignetta di Giannelli, pubblicata sul Corriere della Sera, non sono certo del migliore umore: Una pioggia intensa di banconote che, nella caduta e stanno per arrivare a terra si liquefanno per giungere pioggerellina nelle mani di una striminzita e delusa Italia che non riesce a trattenerne neppure una goccia”.
Ma, ancora più preoccupato lo sono per le lacrime della ministra Bellanova. Ricorderete quando vedemmo in TV quelle della Fornero: fu un pianto di qualche centinaio di migliaia di cittadini che fidandosi dello Stato avevano presento domanda di pensione che avevano definito esodo, questo per lasciare posto ai giovani. Un pianto vero per quelle persone, pianto che durò diversi anni per loro.
Ora la commozione ha raggiunto l’attuale ministra dell’agricoltura, la sua commozione è per essere riuscita a stabilizzare seicentomila clandestini -oddio, che ho fatto, lei non vuole che si chiamino in quel modo- circola voce che passato il momento della commozione, la Bellanova stia per rivolgersi al Prof. Sabbatini perché l’Accademia della Crusca provveda a far togliere dai dizionari italiani quella parola.
Insomma signora, ci mette a conoscenza di quali vantaggi ci verranno da quelle sue lacrime? Pensa forse che quelle che stiamo versando noi non siano sufficienti? Oppure, le sue saranno mica come quelle della Fornero, di coccodrillo!

CHE SIA LA VOLTA BUONA PER FAR PRENDERE UNA DECISIONE DEFINITIVA A CONTE – ARCURI NELL’OCCHIO DEL CICLONE PER LE MASCHERINE SE LA PRENDE CON I FARMACISTI E NON RISPONDE AL PRECISO J’ACCUSE DI UNA IMPRENDITRICE ALTOATESINA

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Mi chiedo: “Cosa aspetta il mega-presidente, mega-Conte che nomina mega- commissari, incapaci nella migliore delle ipotesi se non qualcos’altro. Credo che sia venuto e superato il tempo massimo per la resa dei conti. E’ tempo di novità, è tempo di crisi, di governo perché quella economica è già in stato di avanzamento: in quel settore c’è poco da dire, alberghi che non aprono, il resto a seguire: per difendere che, l’indifendibile? Credo che il problema delle mascherine, l’ultimo venuto fuori non a caso, dovrebbe essere l’ultima goccia. Cosa fanno i grillini puri e duri? E i dem? Anche loro finiscono per essere complici in questa ultimissima bagarre. Sorprende Italia Viva che continua a minacciare sostenendo un premier tanto stracotto, quanto inutile.
Non sono solo arroganti e, per certi spetti anche irresponsabili, certi commissari scelti dal premier Conte, ma addirittura, come nel caso del superbig della Protezione Civile Domenico Arcuri, illustre sconosciuto fino a ieri, assunto al firmamento della Protezione civile, chiamato per risolvere problemi (le mascherine) al di sopra delle sue capacità da un Presidente già di per se stesso inappropriato a Palazzo Chigi. Questo Arcuri, fino ad ieri messo, per scelta politica, a capo di Invitalia, con il suo mandatario, sono insofferenti alle critiche e portati ad atteggiamenti dittatoriali.
La vicenda delle mascherine chirurgiche è emblematica, in proposito; messo come commissario al disopra del capo della Protezione Civile proprio per reperire il materiale sanitario che mancava nella battaglia contro il Covid-19 è subito partito con il piede sbagliato promettendo ingenti quantità di quei materiali in breve tempo. Pareva il Mandrake dei fumetti e, quando non è riuscito a mantenere le promesse, se l’è presa con la burocrazia, con le Regioni e così via. Poi invia 300 mila mascherine al presidente dei medici di famiglia per distribuirle agli associati, per fortuna quel presidente fa un controllo e si accorge che non sono adatte e se le avesse distribuite i medici sarebbero stati senza reale protezione. Secondo voi Arcuri si scusa per un errore così grave? No, per lui è una piccola mancanza magari del capo della protezione civile non certo sua. Vi risparmio le altre deficienze della sua gestione come i tamponi con solo i bastoncini, senza reagenti e, quindi, inutilizzabili, i ritardi nel reperire, cosa oggettivamente non facile, i respiratori per le terapie d’emergenza, ecc..
Comunque nelle conferenze stampe fa sempre la prima donna, lancia strali qua e là, pare il “risolvi tutto”, molto a parole perché a dimostrarlo sono le proteste del personale sanitario per la grave carenza di difese nella lotta contro il coronavirus. La riprova la potete trovare nelle collezioni dei quotidiani con le molte irate interviste di medici e infermieri. Quindi ecco il capolavoro delle mascherine: è una vera emergenza, non si trovano, sono poche le fabbriche italiane nel settore e quelle poche lavorano, soprattutto, per l’esportazione, soprattutto la Cina. Il settore, così, è una jungla, con la speculazione che la fa da padrona, c’è chi paga anche 20-30euro per una mascherina.
Arcuri, giustamente, vuol risolvere il grave problema, rivolge un accorato appello affinché chi può converta la propria attività produttiva per fornire mascherine, siamo in emergenza, aiutiamo i nostri sanitari, aiutiamo l’Italia. Non pochi accolgono l’appello. E la situazione oggettivamente migliora, ma sempre giustamente Arcuri vuole che quelle mascherine siano alla portata di tutti, lo Stato dovrebbe fornirle gratuitamente ai cittadini come in altri Paesi, comunque ad un prezzo equo è già un passo avanti. Già alcune aziende, come una sorta appositamente a Bolzano, forniscono le mascherine alle farmacie ad un prezzo equo 48 centesimi sì che possono essere vendute a 70 cent.mi.
Arcuri, però, non è d’accordo, intende decidere lui il prezzo imposto e fa un accordo con tre aziende e fissa il prezzo di vendita al minuto: 50 cent.mi più iva 61 centesimi in totale. E’ il caos. Varie aziende cessano la produzione: sarebbe sottocosto, le farmacie disdicono gli accordi con l’azienda altoatesina, una catena di supermercati annunzia che non metterà più in vendita le mascherine. Nelle farmacie scompaiono così in altri punti vendita e torna la jungla.
La Federfarma, l’altro giorno, denuncia una situazione insostenibile: i distributori al prezzo imposto non consegnano più le mascherine e le farmacie ne sono provviste né possono venderle ad un prezzo inferire a quello di costo.
Logica vorrebbe che il supercommissario Arcuri ammettesse di aver sbagliato e rivedesse il prezzo imposto, arrivando mettiamo ai famosi 70 centesimi. Invece no va in conferenza stampa alla Protezione Civile e tuona: “Basta bugie, la colpa della mancanza delle mascherine e delle farmacie e dei distributori. Il prezzo è 61 centesimi, gli speculatori se ne facciano una ragione.” E poi: “Lavoriamo nell’esclusivo interesse dei cittadini al fine di tutelarne al meglio la loro salute. Qualche volta faccio degli errori, per i quali mi aspetto critiche e se serve reprimende, ma solo dai cittadini. Abbiamo distribuito 280 milioni di mascherine da inizio emergenza, le Regioni ne hanno 55 milioni nei loro magazzini, è una quantità sufficiente. Il prezzo delle mascherine chirurgiche è fissato in 50 centesimi più iva: è e resta quello. Gli speculatori se ne facciano una ragione.”
Come risposta ecco l’intervista-J’accuse di una imprenditrice che aveva creduto all’appello di Arcuri, la quale documenta con estrema chiarezza perché le mascherine sono scomparse. E’ una dirigente di Italia Viva in Alto Adige, ma non vuol metterla in politica: Si chiama Stefania Gander che a Bolzano, insieme a due colleghi imprenditori, aveva deciso di rispondere all’appello di fabbricare mascherine. Così vengono comprati macchinari in Cina (spesa 200 mila euro e 30 mila per il trasporto, affitto di capannoni, assunzione di lavoratori, mettendosi a lavorare giorno e notte, fornendo le farmacie mascherine al prezzo di 46 euro in modo che vengano vendute, poi, a 70 centesimi, ma quando Arcuri fissa il prezzo a 50 le farmacie annullano tutti gli ordini.
La Gander s’è sentita, così, presa in giro da Arcuri e dice: “all’improvviso lo Stato che ci aveva chiamato ci ha voltato le spalle e quando sento Arcuri dire che produrre una mascherina costa 5 centesimi gli sbatterei in faccia le fatture. Non ci sto farmi dire da lui che sono una liberista da salotto con il coktail in mano. Non cisto a farmi dar della sciacalla”.
Ho l’impressione che la querelle non finisca qui e sarebbe il caso che il premier Conte richiamasse all’ordine il suo super-commissario visto che nonostante le sue arroganti ed inaccettabili dichiarazioni oltretutto contro anche i farmacisti che sono stati e sono anch’essi in prima linea, le mascherine sono scomparse. Chiedere al sindaco di Firenze.

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GOVERNO: E’ SCONTRO CON LE REGIONI E SUL MES I GRILLINI NON MOLLANO
MENTRE CONTE FA PONZIO PILATO E NON DECIDE PER EVITARE LA CRISI Quando sento parlare di ridurre il potere della burocrazia mi vengono le traveggole, vedo grigio, mi cambiano i colori. Ho raggiunto una certa età e si da quando mi tornano i ricordi, ho sempre sentito parlare di burocrazia e dei danni che essa crea: allora, in quei tempi, poteva essere anche indispensabile, ma, oggiè un controsenso, è contro natura, è possibile che la tecnologia che fra poco ci porterà su Marte, non riesce a trovare un logaritmo per evitare questa calamità? Altro che covid, pensare che si debba varare un decreto di ben 258 articoli con 438 pagine dattiloscritte e non so quanti periodi e frasi, sicuramente all’ottanta per cento incomprensibile buttate li in quel burocratese creato solo per mettere in difficoltà i destinatari di quel decreto. Sono arrivati giovani presidenti del Consiglio, ministri giovanissimi addirittura qualche sbarbatello, tutti muniti di smart-phon, di ipad, di tutte le diavolerie che la tecnologia sforna continuamente e, poi, 258 articoli per 438 pagine di poco o nulla.
D’altra parte, il premier Conte, sperando così di salvare il suo governo sfiduciato anche dagli italiani nei sondaggi, sempre più spaccato al suo interno con un fronte renziani-dem in scontro continuo, pensa a guadagnare tempo, facendo il Ponzio Pilato, ossia non decidendo, con i grillini che sembrano aver fatto un patto interno di non belligeranza tra le varie anime. Così, mentre il Paese va nel burrone con un milioni in più di bambini in povertà, la cassa integrazione normale o in deroga non decolla, gli aiuti non arrivano a famiglie ed aziende o se arrivano sono con il contagocce, la Federfarma lancia l’allarme sulla mancanza di mascherine, di guanti e di alcool, tutti generi introvabili e quando compaiono i prezzi sono triplicati con tanti saluti al supercommissario Arcuri, quello delle mascherine a 0,50 e che solo ora ha fatto una specie di bando internazionale per i kit dei tamponi, visto che senza reagenti ed annessi non servono e ne mancano qualche milione.
Oggi, dopo una lunga notte di confronto all’interno della maggioranza parlamentare con il premier ed i capi delegazioni c’era stato il nuovo rinvio del decreto sui 55 miliardi di euro, come dicevo, con una bozza di 258 articoli e di 438 pagine, con i problemi di interpretazione delle norme e, come se non bastasse non poche voci erano senza copertura, avendo superato i 55 miliardi previsti ed approvati dal Parlamento.
“La solita storia -aveva scritto il Corriere della Sera, fotografando la situazione- il governo annuncia come imminente il Cdm, questa volta per approvare il decreto dei 55 miliardi, poi, si incarta per via dei contrasti nella maggioranza.”
Si prevedeva la soluzione, poi, ancora discussioni con la previsione che i ministri si riunissero in serata. Invece ecco annunziato per il tardo pomeriggio un pre-consiglio dei ministri e chissà se, finalmente, si troverà la quadra per misure annunziate con grande conferenze stampa ed annunzi di Palazzo Chigi e ministri per fine aprile ed oggi 11 maggio si è ancora nell’incertezza, mentre troppi italiani stanno letteralmente morendo di fame e la rabbia nei più disperati aumenta sempre più con gravi rischi per l’ordine pubblico e grandi brindisi della criminalità organizzata non solo per i boss ancora fuori dal carcere, ma anche per sostituirsi allo Stato in alcune aree del Paese, offrendo pacchi viveri e addirittura aiuti economici senza usura, questa viene adoperata da altri approfittatori magari in doppiopetto.
In un altro Paese, in una vera democrazia un premier Ponzio Pilato è del tutto inadeguato, visto che è lì per caso come qualche suo ministro come ad esempio la ministra dell’Istruzione costretta a fare marcia indietro sull’esame di terza media dopo la rivolta dei Presidi, in una democrazia compiuta, dicevo, un presidente del Consiglio del genere si sarebbe già da tempo dimesso o parte della sua maggioranza gli avrebbe detto addio e se continua così anche Matteo Renzi rischia di far la parte del clan del “can che abbaia e non morde” come si usa dire.
Confesso che è sempre più penoso e moralmente pesante dover scrivere di una catastrofe annunciata e sentire tante notizie, tante interviste fatte sul territorio, di tantissime disperazioni, di famiglie precipitate da un giorno all’altro da una certa agiatezza al non avere mezzi per fare la spesa. La Caritas sta documentando, con grande sofferenza, questa drammatica realtà. E chi sta al governo continua a litigare, si scontra, si divide e molti degli aiuti pur varati non arrivano per la burocrazia, perché chi sta in banca non ha uno scudo penale nel consegnare un prestito ad una azienda e se questa poi fallisce è lui, il bancario, penalmente e civilmente responsabile.
Qualcuno ammalato di potere pagherà, alla fine, per quello che ha inflitto a tanti cittadini? Io mi auguro di sì se , davvero, si avrà il coraggio di fare una commissione d’inchiesta parlamentare su come è stato affrontato il Covid-19 come ha proposto Matteo Renzi .

NON FUNZIONA PROPRIO NULLA – IL GOVERNO SUL FILO DI RASOIO E GLI ITALIANI LASCIATI PIU’ CHE MAI NEL CAOS

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Qualcuno penserà che uno parla per partito preso ma, a questo punto credo che Conte con il la “Armata Brancaleone” sia veramente indifendibile, i suoi provvedimenti dubbi in odore di incostituzionalità: non v’è una cosa che fili liscia, senza contare che l’umore dei cittadini sembra sia arrivato al limite, tanto da mettere a repentaglio anche la salute. La polemica inutile con la Regione Calabria, poi la Sardegna, quindi, la Puglia e di oggi, l’Alto Adige che forte, come la Sardegna, dello Statuto Speciale, pretendono l’autonomia riconosciutagli dalla Carta Costituzionale e non intendono attendere oltre alle decisioni di un governo che fino ad oggi ha saputo fare solo chiacchIere, per non parlare poi della situazione, quanto meno, incresciosa in cui si messo un Ministro della Giustizia, non solo inadatto quanto inopportuno per un incarico di prestigio come quello di guardasigilli.
Capi mafia, capi camorra e capi ‘ndrangheta scarcerati e rimandati a casa dove possono di nuovo esercitare il loro potere, scontro Regioni-governo e perfino l’Alto Adige-ministro degli Affari regionali, decreto per la ripresa, annunciato per fine aprile ed oggetto di roboanti annunci con una pioggia di miliardi, ma ancora libro dei sogni oggi 8 maggio per la disperazione di famiglie, aziende, partite Iva, colf, badanti ed affini che si sentono sempre più abbandonati dallo Stato, in generale, e, in particolare, da un governo che litiga su tutto, proprio su tutto. Ed ha con un premier per caso e non pochi ministri per caso, per la verità soprattutto grillini che hanno rispolverato Latouche, non avendo nemmeno compreso bene che la “decrescita felice” è solo un’utopia come l’economista-sociologo francese aveva scritto nel suo saggio. Aggiungete le opposizioni che hanno chiesto al Senato le dimissioni del ministro della Giustizia Bonafede, tentando Matteo Renzi di votarle “sì” facendo cadere il governo visto che al diktat di Italia Viva di un “contratto” preciso sulle cose da fare per rimanere in maggioranza per ora il premier Conte ha risposto solo “parole, parole” come la celebre canzone di Mina. Ogni cittadino, inoltre, non comprende più cosa può o non può fare perché i decreti del Presidente del Consiglio sono spesso contraddittori, con il rischio di equivoci ed anche le forze dell’ordine si trovano in difficoltà nelle applicazioni, considerando che, poi, a livello regionale e locale le norme nazionali vengono spesso cambiate o ignorate. In sostanza siamo nel caos più completo ed ora s’aggiunge la certificazione anche del commissario italiano agli Affari Economici, ex-premier Pd a Roma, al Mes senza vincoli per le spese nella Sanità, quel Mes al quale i grillini hanno detto e ripetuto di no, ma che con ben 37 miliardi di euro ci consentirebbe di sistemare alla grande tutta la nostra sanità sul territorio con le necessarie innovazioni anti-virus.
Se pensate che la bozza di documento sul decreto che doveva arrivare a fine aprile ed era già tardivo a quella data, è composto da 770 pagine, dicasi 770, un tomo da archivio storico, ma su quelle pagine non c’è ancora intesa tra i presunti alleati.
Non vado avanti perché sarebbe troppo deprimente solo scrivere ciò che non va ancora. Il fatto è che qui non funziona proprio nulla. E di qualcuno dovrà pur essere la responsabilità, non dei milioni di italiani che, disciplinatamente e responsabilmente hanno accettato una quarantena prorogata troppo a lungo anche secondo non pochi scienziati. Forse il premier Conte in quel super Comitato tecnico scientifico che, alla fine, tutto decide avrebbe fatto meglio ad inserire, su 20 componenti, una buona parte di donne magari quelle big-virologhe che tutte le tv intervistano quotidianamente. Probabilmente non avremmo avuto tutto questo caos.
A questo punto lasciamo perdere i profeti di sventura per i quali se non c’è questo governo si va al voto anticipato. Non sta scritto da alcuna parte e la Costituzione, come s’è visto anche con la formazione di questo governo di contrari e di ex-nemici giurati, consente al Capo dello Stato di provare varie strade, comprese quelle di un governo di emergenza considerato che nell’emergenza siamo e dall’emergenza rischiamo di uscire per cadere nella catastrofe. Che Dio ci aiuti! Solo lui può.

SE LA SITUAZIONE PERMANE, EBBENE, E CRISI SIA

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Non si riesce più a contare quanti siano i bocconi amari che Conte ha ingoiato sino ad oggi e, almeno da quanto appare all’orizzonte, troppi ne incombono: un orizzonte cupo che lascia solo spazio ad un temporale di dimensioni inaspettate. Il momento, dicono in molti, compreso Berlusconi che ormai si differenzia in tutto da quel centro-destra che sostiene di essere asse portante, non sarebbe adatto per una crisi, ma è altrettanto vero che andare avanti con un governo che non governa, credo sia anche peggio.
Si scontrano su tutto nel governo e il nuovo decreto di aiuti a famiglie ed imprese non decolla anche a causa dei grillini che rispolverano assistenzialismo ed odio nei confronti degli imprenditori, ritornando anche in sintonia con la Lega sul no alla messa in regola degli extra-comunitari, indispensabili nel settore agricolo come sostiene la ministra dell’Agricoltura Bellanova che minaccia le dimissioni. A complicare ancor più la situazione il “caso Bonafede- Di Matteo” con il premier Conte che difende il ministro della Giustizia, sostenuto alla fine anche da Crimi e Di Maio, in grossa difficoltà perché a provocare l’incidente ed a fornire motivo alle opposizioni per dire: Bonafede si dimetta. è stato proprio un’icona del Movimento 5Stelle come il magistrato antimafia e consigliere del Csm Nino Di Matteo, che Grillo, nel 2014 incoronò come l’uomo dell’anno e degli onesti nella kermesse in onore del padre di Davide Casaleggio.
Non i tratta, quindi, di un “caso” da poco perché è tutto interno ai grillini, il cui programma sulla giustizia è tutto incentrato sul pensiero del magistrato, che ha dato lui il fuoco sulle polveri, dicendo papale, domenica scorsa durante la trasmissione di Giletti su La7, che Bonafede gli aveva chiesto se era “disponibile ad accettare l’incarico di capo del DAP o in alternativa quello di direttore generale degli affari penali, il posto che fu di Falcone.” “Chiesi -ha detto il magistrato- 48 ore di tempo per dare una risposta. Nel frattempo alcune informazioni trasmesse alla Procura antimafia ed al DAP avevano descritto la reazione di importantissimi capimafia: se nominano Di Matteo per noi è la fine.” L'”icona” dei grillini va a trovare il ministro , dicendo che aveva “deciso di accettare l’incarico al Dap”, ma -ha spiegato alla TV- il ministro mi disse che ci aveva ripensato e nel frattempo aveva deciso di nominare il dottor Basentini. Ci aveva ripensato o forse qualcuno l’aveva indotto a ripensarci”.
Affermazioni pesanti pronunziate da un personaggio di altissimo livello e molto stimato dai grillini. La reazione di Bonafede è stata altrettanto dura con un intervento telefonico da Giletti : “rimango veramente esterrefatto nell’apprendere che viene data un’informazione grave nella misura in cui si lascia trapelare un fatto assolutamente sbagliato che non sta né in cielo né in terra”.
Lo scontro non è finito così, Bonafede ha insistito sul web, con interviste alle quale Di Matteo ha risposto con altre durissime interviste, sottolineando: “io non faccio illazioni, cito fatti. Non posso accettare che si metta in discussione quanto da me detto: il ministro cambiò in 12 ore. Bonafede mi ha scaricato. Mi difenderò con il coltello tra i denti”.
Conte, che ha confermato fiducia nel suo ministro, ha una bella gatta da pelare anche perché Bonafede, alla Camera, ha ripetuto la sua tesi e, riferendosi alle polemiche per ‘avvenuta scarcerazione dei 376 boss mafiosi per il coronavirus, ha annunciato la marcia indietro e, comunque, anche da parte di alcuni dem si vuole un chiarimento della vicenda mentre il centrodestra chiede le dimissioni e Matteo Renzi vuole la verità “prima di parlare di mozioni di sfiducia voglio vedere se è un regolamento di conti ” e,comunque, “la vicenda rischia di essere il più grave scandalo giudiziario degli ultimi anni.”, capace addirittura, a giudizio di molti, di far cadere il governo al Senato se il leader di Italia Viva si convincesse delle accuse del supermagistrato.
Per questo mi sono dilungato sulla vicenda, pur se l’Esecutivo traballa ogni giorno di più ed i grillini sono all’offensiva su tutto e si scontrano in particolare con il ministro dell’Economia Gualtieri che non sopporta più l’assistenzialismo e le iniziative di alcuni minitri grillini ad iniziare dalla ministra del lavoro Nunzia Catalfo che, prima, voleva che lo Stato diventasse azione delle piccole e medie imprese alle quali andranno dei finanziamenti a fondo perduto ed ora addirittura propone di abbassare l’orario di lavoro a parità di salario, trovandosi il no deciso della Confindustria e dell’Associazione dei costruttori ANCE. Inoltre il capo politico del Movimento Crimi dice no alla sanatoria dei migranti che lavorano nel settore agricolo e come colf, come chiede la ministra Bellanova. “Le ipotesi in campo che prevedono la concessione di permessi di soggiorno temporanei a immigrati irregolari, non aiuta l’emersione del lavoro nero, tutt’altro.”. Replica la Bellanova: “Facciamo lavorare in modo regolare i cittadini senza permesso di soggiorno che sono in Italia oppure le aziende lasceranno marcire i prodotti, altrimenti le aziende li utilizzeranno in maniera irregolare, magari anche attraverso la criminalità: ” Ed aggiunge : “per me la questione mi pone di fronte ad una riflessione attentissima, per me è motivo anche di permanenza nel governo. Non sono qui a fare tappezzeria”. Se considerate che è anche capo delegazione di Italia Viva si comprende come questa ulteriore questione stia allarmando il premier Conte. Che ha bel dire: “La maggioranza e salda e coesa” quando è vero proprio l’opposto. Intanto chi attende gli aiuti promessi per fine aprile e che al 6 maggio ancora non si vedono e chissà quando arriveranno rischiano la disperazione. Il primo suicidio di un imprenditore campano che non poteva pagare fornitori e dipendenti, è un drammatico companello d’allarme. Non pare, però, che nel governo molti a rendersene conto.

MATTARELLA BACCHETTA CONTE E RENZI RIBADISCE: O IL PREMIER CAMBIA O ITALIA VIVA GLI DICE ADDIO. 70 SCIENZIATE ACCUSANO: IL GOVERNO CI DISCRIMINA

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Leggendo i vari post della giornata, ne ho trovato uni singolarissimo (in effetti non ne trovati altri su quel genere). Lo scrivente che lo aveva postato, riferito alle comunicazioni del presidente Conte ai due rami del Parlamento, anziché notare la sostanza, ha solo rilevato la maleducazione degli intervenuti dell’opposizione e la signorilità, l’educazione, la finezza del presidente, nella sua esposizione. Non voglio entrare nel dettaglio, mi corre però l’obbligo di far notare che, personalmente avrei preferito che se pur con parole grezze ci avesse messo a conoscenza almeno di quel che effettivamente saranno le cose che dovremo fare ed attenerci nei prossimi giorni, quando, speriamo, torneremo ad essere cittadini liberi di muoverci seppur con le dovute cautele. Ma, in questo strano mondo non sempre si può avere tutto ciò che si desidera, per ora accontentiamoci della buona educazione di Conte.
Consentite di partire con un antico proverbio: “Tanto tuonò che piovve”, ma nei confronti del premier si potrebbe addirittura dire: tanto tuonò che venne un’alluvione. Sì perché a Matteo Renzi che, ieri sera a “Porta a Porta” ha ribadito: o Conte cambia e la smette di fare il populista, l’uomo solo al comando o Italia Viva gli dice addio, s’è aggiunto il pesante monito del Presidente Mattarella col suo messaggio per il 1° maggio.
Il Capo dello Stato, infatti, ha ricordato che “non ci può essere Repubblica senza lavoro perché il lavoro è condizione di libertà, di dignità e di autonomia per le persone, consente a ciascuno di costruire il proprio futuro e rendere l’intera comunità più unita”. Sottolineato, poi, che “molto cambierà nella vita delle nostre società a causa del Covid-19,ha indicato che tale cambiamento andrà sapientemente governato affinché la nuova fase non comporti condizioni di ulteriori precarietà ed esclusione, ma sia occasione, al contrario, per affrontare antichi ritardi”. Ed ha citato il lavoro per i giovani e le donne, problema “particolarmente acuto nel Mezzogiorno” ed il lavoro nero ed irregolare”. Da qui un’affermazione che non sarà piaciuta ai grillini: “il ruolo degli imprenditori -piccoli e medi, lavoratori autonomi e grandi imprese- appare centrale, assieme a quello della ricerca, in questo progetto di riprogettazione delle filiere produttive e distributive. Questo nel medio tempo. Sul breve gli forzi vanno indirizzati alla ripresa”…ad essa vanno indirizzati in modo concorde gli sforzi di tutti senza distrazioni o negligenze. Va realizzato un equo, efficace, tempestivo sostegno alle famiglie e alle attività produttive, a quanto sono rimasti disoccupati o senza reddito”.
Mi pare, questo, un severo richiamo al governo dei tanti annunci e delle scarse attuazioni pratiche ed, in particolare, al premier Conte che, nella sua ultima comunicazione alle Camere ha ripetuto troppe volte “faremo”, “daremo”, “valutiamo”, “saranno”, ” stiamo studiando” “allo studio”, “prossimamente”.
No, “subito e presto” con gli aiuti è stato il motto di Mattarella che ha anche invitato il governo a dare “Indicazioni ragionevoli e chiare”, chiaro riferimento al pasticciato intervento di Conte alle Camere che tante proteste ha suscitato.
Come se non bastasse al povero Conte è venuta un’altra tegola, conseguenza della gravissima discriminazione delle donne da parte del governo nello scegliere i componenti del Comitato tecnico Scientifico (20 uomini su 20!), nelle varie Tax force e nei Comitati che avevo denunciato in un mio precedente articolo. Ben 50 mila donne di rilievo nella società italiana hanno sottoscritto una protesta e, in particolare, 70 big-scienziate, accademiche e ricercatrici di livello internazionale, hanno firmato un appello, nel quale pretendono “un equilibrio di genere”: “Vogliamo -scrivono- portare all’attenzione delle istituzioni e della pubblica opinione la mancanza di donne nelle commissioni tecniche nominate dal governo a supporto della gestione della pandemia di Covid-19. Che siano presenti entrambi i generi negli organismi che prendono decisioni rilevanti a livello scientifico, sanitario, sociale ed economico dell’intera popolazione, è una questione di democrazia e di civiltà. Ma riteniamo che sia ancora più importante porre in evidenza come la scarsa presenza femminile in tali commissioni denoti, in maniera più grave, una scarsa attenzione al merito e alle competenze. E’, infatti, evidente che la società italiana è ricca di competenze femminili di primissimo livello in tutti i campi, non ultimo quello medico-scientifico….E sono numerose le donne italiane ai vertici della ricerca bio-medica internazionale”.
In sostanza, l’esclusione delle big-scienziate è un danno nella gestione dell’emergenza Covid perchè si toglie da quei Comitati, commissioni e tax force “lo spettro completo di competenze ed esperienze che la nostra comunità medico-scientifica possiede ” “Da ora in avanti -conclude l’appello- pretendiamo che in equilibrio di genere negli organi di rappresentanza e nelle commissioni tecnico-scientifiche, sia una priorità assoluta ”
Hanno indubbiamente ragione le 70 big-scienziate, delle quali “Il Corriere della Sera” ha inserito i profili sul proprio sito. E , forse, se nel Comitato Tecnico Scientifico, ai vertici dell’Istituto Superiore di Sanità e del Consiglio Superiore di Sanità, tutti con presidenti uomini ci fosse stata qualche donna il premier Conte avrebbe evitato l’errore di spaventarsi per la previsione di 151 mila e passa ricoveri in terapia intensiva entro l’8 giugno se avesse riaperto anche chiese con messe, scuole, negozi, parrucchieri, bar e ristoranti. Sì, perchè il coautore di quella previsione, il dottor Stefano Merler, ricercatore della Fondazione Kessler, ha ammesso, in conferenza stampa all’ISS, “non era uno scenario realistico”, come dimostra sulla base di un altro studio l’intera pagina del “Corriere della Sera” di oggi dedicata all’argomento e dal significativo titolo “Per una previsione ben 98 scenari -Il rebus degli scienziati del governo” Nel soprattitolo: “I calcoli del Comitato su mortalità e terapie intensive -Nello stesso dossier si passa da 150 a 151 mila ricoveri: Cagnoli: la letalità rischia di non essere attendibile”.
E’ proprio un brutto pasticcio e sarebbe il caso che gli uomini oggi al comando di strutture così importanti della nostra sanità facessero chiarezza in modo da farci conoscere, con “indicazioni ragionevoli e chiare” per dirla alla Mattarella, lo stato esatto delle situazioni, delle quali siamo noi cittadini che paghiamo le conseguenze . E non avrebbe fatto meglio il premier Conte a consultare anche qualche big-scienziata prima di prender per oro colato quel che, probabilmente, non era?

ULTIMATUM DI RENZI AL PREMIER CONTE : “O CAMBI O ITALIA VIVA TI DICE ADDIO NON HO DATO PIENI POTERI A SALVINI PER POI DARLI AD ALTRI “

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Che pena il dibattito nei due rami del Parlamento, povero Conte, va bene che se l’è cercata in tutti i modi, continuando a coniugare tutti i verbi dello scibile programmatico al futuro, sempre riferito a quanto lui intende fare, con una dose di megalomania e onnipresenza mai sentita nello scenario politico del Paese, obiezione che gli sono state opinate prima che dall’opposizione, dai suoi stessi amici di cordata, sino ad arrivare a Matteo Renzi che con piglio duro, diverso da quello che aveva riservato al suo predecessore Enrico Letta al quale aveva rivolto l’ormai celebre “stai sereno”.. Matteo Renzi, nell’aula del Senato, duro, gli ha, infatti, sferrato un attacco a tutto campo, mettendo il premier Conte con le spalle al muro, inviandogli un secco ultimatum: “glielo diciamo in faccia, siamo ad un bivio….Se sceglierà la strada del populismo, non avrà al suo fianco Italia Viva: Non abbiamo negato i pieni poteri a Salvini, per darli ad un altro”.
Ignazio La Russa, che ha parlato subito dopo l’ex-premier, si è rivolto a Conte dicendo: “Caro Presidente del Consiglio dopo l’intervento di Renzi le comunico che lei non ha più la maggioranza. Il leader di Italia Viva le ha detto: come ti ho creato, ti distruggo.”
Il premier Conte, comunque, rispondendo ad una domanda all’uscita dal Senato ha fatto lo gnorri come si usa dire: “Ultimatum ? Quale ultimatum? Renzi ha chiesto di fare politica? E’ quello che stiamo facendo, quindi non c’è nessun ultimatum:” Quindi la maggioranza esiste ancora? gli è stato chiesto: “Sì” ha risposto seccamente.
Contento lui !

CONTE SEMPRE PIU’ SOTTO ASSEDIO : ORA ANCHE IL PD LO CRITICA E VUOLE CHE TUTTO TORNI IN PARLAMENTO, MENTRE FTCH CI DECLASSA E LA RECESSIONE AUMENTA

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Sarà pure (per autonomina) l’avv. Del cittadini, che gli si conceda questo titolo, ma, perché tale, non abbia la sensibilità di capire la volontà dei suoi assistiti, significa che oltre a tutto il resto, che lascia seri dubbi, il “signor presidente del consiglio dei ministri”, non decida e non comprenda, che è giunto il momento di farsi da parte.
Forse qualcuno dalle parti di Palazzo Chigi e dintorni (intendo Comitati, task force e persino l’Iss) ha nostalgia del comunismo sovietico o di qualche regime autoritario? Il sospetto viene se consideriamo che la politica, quella con la P maiuscola come a parole piace al premier, è andata in soffitta con il Parlamento esautorato dai DPCM, ossia provvedimenti amministrativi immodificabili decisi da Conte e, spesso, suggeriti, anzi quasi imposti, dai teocrati sanitari. Tutto questo sospendendo diritti costituzionali dei cittadini e, perfino, un accordo internazionale, (i Patti lateranensi) come poteva essere accettabile all’inizio della pandemia, anche se il professor Cassese, ex-giudice della Suprema Corte, ha molto da dire, ma ora, nella fase 2, proprio no. Qui, veramente, si rischia di trasformare Palazzo Chigi nel Cremlino di una volta e non è un caso che il ritorno in Parlamento per votare su provvedimenti urgenti come i decreti legge non sia richiesto solo dalla Presidente del Senato Casellati che da senatrice non avrebbe certo votato questo governo, ma da big della maggioranza come i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd ed il leader di Italia Viva, Matteo Renzi , per il quale Conte, con il suo comportamento, “calpesta la Costituzione” e, quindi, deve trasformare le contestatissime misure della Fase 2 in decreto legge per consentire al Parlamento di discuterle, anche modificandole, ed alla fine votarle o respingerle:
Ora se l’ex-premier fiorentino, che pur ha permesso l’alleanza giallo-rossa per bloccare Salvini, è da tempo critico di Conte e sta lavorando al governissimo con premier Draghi, è significativo quel che hanno detto i big dem Del Rio, presidente dei deputati “Ora basta con i DPCM. Ora il Parlamento deve tornare ad esercitare i suoi poteri di indirizzo e controllo sull’Esecutivo” Andrea Marcucci, presidente dei senatori dem, sottolineata anche lui l’esigenza di discutere le misure in Parlamento, ha aggiunto: “Credo che Conte abbia sbagliato nella cronoprogramma della Fase 2. Questa ripartenza è troppo cauta, dal 17 si cambia”. Da considerare che Marcucci è sulla linea di Renzi, del quale è molto amico, ed interpreta, come Del Rio, l’umore dei parlamentari del Pd espressa chiaramente dall’onorevole Enrico Borghi giorni addietro: “Per la ripartenza serve una buona dose di politica, non bastano i tecnicismi dell’avvocato del popolo”. Addirittura il costituzionalista Stefano Ceccanti ha presentato un emendamento per chiedere la “parlamentarizzazione del Dpcm, proposta condivisa dall’ex-ministro Fedeli: “rispettiamo la Carta, il dibattito torni in Parlamento”. Vi risparmio altre dichiarazioni dem, aggiungerò solo la preoccupazione sul disagio economico e sociale del senatore Bruno Astorre : “qui la baracca non regge più”.
Come corollario c’è l’indiretto monito della prima donna presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, che rientrata dalla quarantena per aver contratto il virus, nel tracciare il suo bilancio 2019, ha fatto anche riferimento alla pandemia “frangente drammatico nella storia del Paese e dell’umanità” ed ha indicato nella Costituzione “la bussola necessaria per navigare nell’alto mare aperto dell’emergenza e del dopo emergenza”. Sarà anche “fuorviante -come ha precisato l’ufficio Stampa della Corte- una della relazione riferita alle vicende politiche di questi giorni”, ma la sostanza rimane ed è che violare la Costituzione significa perdere la bussola. E, guarda caso, è quello che sta avvenendo. Non a caso la presidente del Senato Elisabetta Casellati ha rivendicato -come detto- il ruolo del Parlamento, dicendo: “Occorre ripartire subito con regole chiare su tutte le attività. Tutti i giorni ricevo messaggi di cittadini che non mi chiedono aiuti, ma di tornare a lavorare e io ho una difficoltà perché il Parlamento, che è il cuore della democrazia e la voce dei cittadini, è escluso dalle scelte future, ma il Parlamento è il primo interlocutore del governo, è lì che si realizza l’unità nazionale”. Se non è, questo, un atto d’accusa di violare la Suprema Carta, mi si dica cos’è?
Forse Conte preferisce decidere lui, senza discussione parlamentare e, certamente, piacerà al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Locatelli che, brutalmente come fosse un dittatore , dice “scordatevi campi estivi e oratori!”, prendendosi la dura replica ella ministra Bonetti: Campi estivi ed oratori non ce li scordiamo:…questa è responsabilità della politica”.
Sarebbe meglio se lui, Conte e tutti i componenti del Comitato Tecnico Scientifico si rendessero conto che continuando con una selva di divieti, e non mi riferisco alle mascherine ed ai distanziamenti, non ci sarà ripresa, rinascita, ed il disagio sociale aumenterà a rischio di violenza.
Ieri l’agenzia di rating Fitch ci ha dato un brutto colpo, declassandoci a BBB-, cioè a due passi dal considerare spazzatura il nostro debito.
Non sarebbe meglio anche per i tecnocrati e teocrati sanitari che Conte, piaccia o no ai grillini, si prendesse i 37 miliardi del Mes, senza condizionamenti come ha di nuovo chiaramente spiegato in Tv il presidente dell’Europarlamento Sassoli, per costruire ospedali, garantire a medici ed infermieri di non morire per mancanza di protezioni come è avvenuto e non a caso i sindacati di categoria hanno presentato esposti contro le aziende sanitarie, esposti che potrebbero i coinvolgere anche politici, il capo della Protezione Civile ed il commissario Arcuri per le famose 300 mila mascherine errate e che, in questo settore, sta commettendo un altro errore perché molte aziende si stanno rifiutando di produrre quelle giuste sotto costo con lo 0,50 euro di vendita fissato con metodo da Mosca d’antan?

CONTE: DIO, QUANTO SONO BRAVO, QUANTO SONO BELLO. ORA VI DICO: NIENTE…

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Per scoprire che una conferenza stampa può essere tale anche senza una rappresentanza di qualificata di giornalisti, doveva nascere un certo Giuseppe Conte in terre sconosciute, rimasto sconosciuto per un po di anni, eletto al rango di Prof. Dal suo socio di studio, almeno così credo di aver letto da qualche parte, autonominatosi “avvocato degli italiani” e assurto al soglio di una Presidenza del Consiglio dei ministri con la santa benedizione di professionista delle buffonate, si, per chi non lo avesse capito, mi riferisco a Grillo verso il quale nutro qualche riserva personale sulla sua bravura anche come comico, convalidato da un Presidente della Repubblica, in un attimo di distrazione.
Giornalisti presenti: uno RAI, uno Canale 5, il terzo, non ho ben capito se de Il Fatto o Repubblica. Ho dimenticato qualcuno? Mi sembra di no, Va bhè, poco importa: per quello che c’era da ascoltare…?
Venti minuti del “nulla” per dire niente. Questa è stata l’apparizione tanto attesa di Giuseppe Conte. No, un attimo qualcosa l’ha detta e certamente non trascurabile: sono bello e piaccio alle donne, sono il più bravo, ho messo in riga l’Europa, ora i soldi arriveranno, ci ho pensato io.
Non voglio neppure entrare nel merito di ciò che non ha detto e che tutti ci aspettavamo, l’unica cosa comprensibile di quei venti minuti è stata che dovremo continuare a compilare un modulo se non vogliamo morire d’inedia e che se ci muore un familiare bisognerà fare una rifa per sapere chi potrà accompagnare il feretro al cimitero. Per il resto consentite di fare una mini-cronistoria della più gigantesca presa in giro politica: ne fa parte persino Beppe Grillo, divenuto all’improvviso filo-Bruxelles, per tentare di salvare la poltrona, sempre più traballante dei premier. Che si auto-elogia e viene complimentato da Zingaretti e Di Maio per il successo (quale ?) ottenuto al vertice UE con il Recovery Fund:.
Si tratta di una manovra che ha le gambe cortissime perché la proposta non è affatto dell'”avvocato del Popolo” Giuseppe Conte, ma di un signore che risiede all’Eliseo e si chiama Emmanuel Macron, lui, sì, direttamente eletto dal popolo.
Il nostro premier, infatti, sosteneva, come molti ricorderanno, gli eurobond, bocciati anche da un voto dell’europarlamento ed esclusi nella riunione dell’Eurogruppo (pochi giorni prima del vertice dell’UE), nella quale il nostro ministro dell’Economia Gualtieri, contravvenendo alle indicazioni del Presidente del Consiglio, ha portato a casa un risultato, accettando il Mes senza vincoli (?), comunque sempre bestia nera dei grillini, lasciando perdere li eurobond per sostenere la proposta francese di un Fondo per la ricostruzione legato ai bilanci pluriennali dell’UE. In aggiunta il fondo Sure per la Cig, quindi contro la disoccupazione, e sostanziosi prestiti della Banca Europea degli investimenti alle imprese. Il tutto con l’aggiunta dei molti miliardi di euro stanziati dalla Banca Centrale Europea che già hanno contribuito, con massici acquisti di nostri titoli di stato ad abbassare lo spread italiano in preoccupante risalita:
Giustamente il commissario agli Affari Europei Gentiloni si era detto soddisfatto e lo è ancor più oggi dopo ché nel vertice quelle proposte sono state accolte e quello che è il ricovery Fund è passato a ben 1500 miliardi di euro. Si dovranno meglio definire i particolari e, soprattutto, trovare un meccanismo, che per la verità la Merkel ha indicato, per anticipare da giugno gli aiuti. Tra le ipotesi che emergono c’è anche quella di una parte di euro a fondo perduto, oltre a prestiti a tasso zero e ad aiuti particolari ai Paesi più esposti al Covid-19, come l’Italia e la Spagna.
L’Europa questa vola c’è, come giustamente ha detto il presidente dell’europarlamento l’italiano Sassoli che ha anche ammonito, indirettamente, Conte dicendo che ora i soldi vanno spesi e non ci sono più alibi al non fare trincerandosi dietro l’Europa “matrigna e nemica”. Come, in realtà, appariva – ecco un po di cronistoria -nelle invettive del nostro premier che il 10 aprile minacciava Bruxelles: “o gli eurobond o non firmo…” tanto che il giorno dopo “La Repubblica” titolava in prima pagina a caratteri di scatola: “Conte all’Europa” Così non firmerò” “No al Mes: vogliamo i coronabond” Più sotto l’intervista a Sassoli con questo virgolettato “sbagliato bocciare il fondo Ue per la sanità”. A stretto giro la dichiarazione del capo politico del M5S Vito Crimi: noi non accettiamo il Mes perché le condizioni oggi non ci sono, ma ci saranno. Il testo dice di no,ma il Trattato dice di sì.”
A sua volta il Sole 24 ORE titola “Conte: l’Italia insiste sugli eurobond “Non firmo l’attivazione del Mes”, mentre “Il Corriere della Sera”, con un ampio resoconto sull’attacco in conferenza stampa a Salvini e la Meloni, titola: “Lo show di Conte in diretta TV: le opposizioni dicono falsità” sottotitolo “Il capo del governo lotterà fino alla fine sugli eurobond”
Tutto questo quando era già noto che l’Olanda, contraria come la Germania agli eurobond, lavorava -notizia Ansa del 3 aprile – “ad un Fondo di emergenza senza vincoli” ed il giorno prima il ministro francese dell’economia Le Maire aveva annunciato una proposta per la creazione di un Fondo temporaneo per finanziare il rilancio dell’economia, dizione questa che compare anche tra i pilastri indicati dal Sole”24 Ore dell’accordo trovato nell’Eurogruppo del 10 aprile.
Quando la strada verso il Recovery Fund, ormai era aperta, c’era stato anche un penoso tentativo di Conte di far rientrare in partita gli eurobond bocciati anche dall’europarlamento. Dopo aver detto in conferenza stampa, riferendosi al Mes” “io ho una sola parola: la mia posizione e quella del governo non è mai cambiata e mai cambierà”, via Tweet ha cercato penosamente di rientrare in partita: “uno dei quattro strumenti dell’ accordo è il “Recovery Fund” che l’Italia chiede di mettere in campo con la possibilità di farlo attraverso gli eurobond”:
Una insistenza del genere ha rischiato di far fare marcia indietro all’Olanda, mettendo in difficoltà la Merkel che aveva trovato la quadra con il Fund finanziato dai bilanci pluriennali dell’UE in modo che ognuno si teneva il suo debito e non la spartiva, come voleva Conte, tra i partners, vera e propria furbata che ha indispettito anche Macron che aveva cercato di aiutare l’Italia portando gli altri leader verso particolari aiuti nei confronti dei Paesi più esposti come la Spagna ed il nostro Paese:
Ora sulla base di questi fatti e della cronologia che non lascia adito a dubbi mi pare difficile sostenere che l’avvocato del popolo, provvisoriamente sulla poltrona di Palazzo Chigi, abbia riportato un successo al vertice UE. Di positivo, comunque, c’è che un supercritico di Bruxelles come Beppe Grillo ora abbia detto che con le misure delineate l’UE diventa una vera comunità. Un certo Principe De Curtis avrebbe detto: “Alla faccia del bicarbonato di sodio…”.

QUANDO LA STUPIDITà SUPERA IL BEN DELL’INTELLETTO

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In questa televisione che da mesi non trova altri argomenti che il coronavirus servito in tutte le salse, è di ieri che, in sordina, è saltata fuori la notizia che si aprirà a breve la seconda fase di quarantena con le aperture per un ritorno graduale alla normalità. Attenzione, non per tutti, quel graduale ritorno alla normalità non sarebbe per tutti, due categorie rimarrebbero fuori, i detenuti colpevoli di reati superiori ai cinque anni di detenzione (quelli che ne hanno meno di cinque vorrebbero liberarli), e gli anziani, dai sessantacinque in su.
Geniale: sembra che sia il pensiero di pseudo scienziati, che, non soddisfatti di aver conquistato il video, ora pensano di decidere della vita dei cittadini.
E’ abbastanza chiaro che la colpa non è loro, mettiamola in politica, la pocaggine della classe dirigente, per dirla in parole povere, del governo, ha assurto alla categoria degli immortali una pletora di personaggi che anziché stare sui libri e impegnare il loro tempo, tra l’altro, ben pagato, nella ricerca, nel caso specifico per trovare soluzioni scientifiche sul covid 19.
Non avendo meglio da fare, l’ultima travata è quella di mettere in domicilio coatto gli ultra-sessantacinquenni, dimostrando così la loro limitata visione sul piano umano.
V’è da dire che chi ha avuto questa bella pensata, così a spanne, mi viene da pensare che sia un sessantottino dal sei politico, che la sua scienza sia talmente limitata da non aver mai neppure pensato che la Repubblica Italiana gode di una democrazia compiuta, regolata da una Carta Costituzionale scritta dai nostri Padri Costituenti, molti dei quali ultra-sessantacinquenni, che hanno ben pensato di formulare un certo articolo 13, sconosciuto a questi attuali scienziati chiamati a fare da consulenti ad un governo anch’esso poco illuminato dalla Costituzione: “art. 13 – La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria”.
Un’idea saltata fuori da una mente limitata, buttata li nella maniera più stupida da un q.i. (quoziente di intelligenza) limitato, incapace di valutare tutto ciò che questo va a provocare. La mente eccelsa avrà pensato a quante persone andrebbe a toccare un simile provvedimento? Il Primo Cittadino d’Italia sarebbe il primo e non potrebbe certo svolgere il suo ruolo se fosse relegato dentro casa in quarantena sine die, si, mi riferisco al Presidente delle Repubblica; e anche nel governo qualcuno ne verrebbe a godere; ma, pensate alla magistratura, le più alte funzioni, gli stessi professori, per non parlare dei prefetti, ma pure la stessa politica attiva, quanti parlamentari ne verrebbero coinvolti, i sindaci, i consigli regionali, insomma una completa riforma dello Stato.
E’ veramente questo che si vuole? Quali e quante complicazioni implicherebbe un tale provvedimento?
Qualcuno leggendo questo mio pezzo dirà che io sono parte interessata. Ebbene, si, io sono interessato perchè ho abbondantemente superato la soglia ma, come moltissimi altri coetanei, non mi sento meno efficiente di quel deficiente che la vorrebbe proporre.
Noi vecchiardi siamo l’ultimo baluardo dei sopravvissuti dell’ultimo evento bellico, qualcosa per questo meraviglioso Paese abbiamo la presunzione di averlo fatto e lo abbiamo fatto non solo festeggiando quel 25 aprile, che appunto scade fra qualche giorno, lo abbiamo fatto prima di ogni cosa rispettando, come valore principale, gli anziani, non abbiamo mai pensato il richiamo alla Rupe Tarpea, noi siamo cresciuti nel valore del rispetto della persona ed ora che siamo arrivati all’età avanzata riteniamo di meritare, almeno, la libertà di scegliere come vivere.
Io credo che quella che ho sentito sia solo una boutade del cretino di turno, pertanto che abbia la considerazione che merita ma qualora così non fosse io sarò uno dei tanti disobbedienti convinti non fosse altro per vedere chi avrà il coraggio di condannare il mio gesto.
Non firmo mai i miei articoli, questa volta sento di doverlo fare.
Giuseppe Tusacciu