LE STELLINE DI GIUSTUSBLOG

Standard

SANTA TERESA GALLURA «L’accordo tra Wwf Italia e Amp di Capo Testa-Punta Falcone ha un valore importantissimo e allarga la rete di collaborazioni che già legano l’associazione con altre aree marine protette per la tutela del Mediterraneo. L’impegno più ambizioso che il Wwf si è posto per il 2021 riguarda proprio le Aree marine protette. Se vogliamo vincere la sfida 30by30, che mira a proteggere entro il 2030 il 30% dei mari europei in modo efficace, serve un incremento della superficie protetta nel Mediterraneo per creare altri rifugi e aree di ripopolamento delle specie più minacciate». 

Il virgolettato apre un articolo un articolo pubblicato su La Nuova Sardegna di oggi sabato sette agosto e sarebbero il pensiero pubblico della Presidente del WWF Italia. Mi si consenta una disgressione dialettica: “sarà avveru cussi…?” ( sarà veramente così….?). I precedenti qualche dubbio lo lasciano. I teresini sono di memoria corta ma non tanto da dimenticare uno strano Consiglio Comunale aperto, convocato ad hoc per il wwwf Italia che doveva comunicare alla cittadinanza alcune modifiche da apportare ad un immobile significativo, se non vogliamo considerarlo, storico, dove vi erano ricordi paesani di grande affezione che definirei sentimentale: quella casa con cortile, la prima dell’antica Via Nazionale, era stata donata dal Prof. Andrea Quiliquini, fondatore di una sezione del wwf Italia, in tempi lontani quando di ecologia e ambiente erano in pochi a parlarne, e conteneva ricordi non solo familiari ma paesani che mantenevano un valore morale che chi non era del luogo non era nelle condizioni di comprendere. Infatti così è stato.

Conclusione, quell’immobile grazie al cemento, usato nella quantità più che necessaria, ha mutato lo scopo del donatore e dell’edificio, ed ora è diventato quanto meno anonimo. La preoccupazione visto che, almeno da una parte i personaggi sono gli stessi, non accada qualcosa di simile anche all’Area Marina Protetta. 

 

LE STELLINE DI GIUSTUSBLOG

Standard

Nei giorni scorsi, su una mia “stellina” scrivevo che il “vaffa” grillino volando alto aveva raggiunto l’obiettivo. In effetti mi sarei aspettato una reazione da parte  di quel Giuseppi un po diversa: così non è stato, l’avvocaticchio del popolo, in uno scatto di orgoglio ha pensato giusto reagire fuori del suo solito (leccando) tanto da scatenare l’ira del comico che tutto pensava, fuorché lasciargli quello spazio che lui riteneva, dall’alto della sua cattedra di aver conquistato.

Povero, si vede che di politica zero. Quella di Grillo è un vecchissimo sogno che non è certo lui, Giuseppi, a scalzarlo: i pentastellati sono destinati ad un ridimensionamento naturale, più di qualcuno prevede una scissione, può anche essere, ma a che scopo? Poi, con chi? Fico? A mio modestissimo parere lui è pronto per LEU seppure lo vogliono. Bisogna sempre tener conto che il futuro Parlamento sarà ampiamente ridimensionato perciò quanto potranno essere i parlamentari che i grillini riusciranno ad eleggere? Vedremo le prossime elezioni amministrative

****

Come evitare uno sguardo anche in casa PD? Letta contava molto sul Movimento 5stelle ma se ci fosse una scissione? Sappiamo tutti che se dovesse succedere qualcosa del genere il rischio di crisi potrebbe diventare certezza e non sembra affatto che gli ultimi sondaggi favoriscano l’Enrichetto nazionale, quel poco più del 18% è un colpo al cuore che ha perso l’anima, tanto più che lo sguardo degli italiani sembra tutto rivolto verso il centro-destra, non solo, premiando quei Fratelli d’Italia che Giorgia Meloni sta acquisendo attraverso una figura che esprime simpatia.

BT

 

LE STELLINE DI GIUSTUSBLOG

Standard

 

 

Questa volta il “vaffa” è volato alto e si ha ragione di credere che abbia raggiunto in pieno l’obiettivo.

Parole perentorie e inequivocabili quelle di Grillo rivolte all’avv, del popolo: “Lui  non è il Movimento, deve studiare, non è mai stato in piazza, non ha una visione, quella ce l’ho io, io sono il visionario, lui no”.

Grillo è “sbottato” proprio quando l’ex  Premier credeva di aver chiarito tutto con il comico nel corso di una telefonata. Ora? Certo, gli spazi sono ristretti, cosa rimane a Conte? Un rigurgito di dignità e la speranza che un miracolo possa riaprire la discussine ora interrotta anche per la ripartenza del Grillo dalla Capitale verso la sua residenza ligure.

In ogni caso nulla potrà mai tornare come prima: Conte sarà pure un buon parlatore, in questi ultimi anni, pochi fatti ma parole a profusione, ma di fronte a cotanto affronto, c’è da ritenere che l’unica via rimasta e che torni alla sua cattedra ed alla sua professione.

<><><>

Berlusconi non demorde: Il Partito unico di centro-destra è ormai la sua ossessione, non si è ancora capito a cosa dovrebbe ispirarsi questo fantomatico partito, lui dice di volerlo simile al partito conservatore inglese e quello repubblicano USA. Visioni, sarebbe un bluff come dimostrò  essere il PDL. Con il Centro destra unito bisogna solo vincere le elezioni  con un programma realizzabile, questo dovrebbe essere l’unico scopo.

LE STELLINE DI GIUSTUSBLOG

Standard

 

In questi ultimi giorni ho trascurato le mie “stelline” malgrado gli argomenti si siano succeduti con un interesse particolare: il G7, il grande successo di Mario Draghi, il rispetto per l’UOMO che ha rappresentato il nostro Paese e che lo rappresenta con l’onore e i crismi che merita; La riforma della giustizia contestata vergognosamente e minacciosamente dall ‘ASM: si può ben capire che siano il “terzo potere” dello Stato ma questo non li esime da dare anche a loro delle regole, quanto meno  quelle che valgono per tutti i mortali: cioè, “chi sbaglia paga”; l’insistente proclama di Berlusconi che vorrebbe un partito unico che raggruppi tutto il centro-destra, dimenticando che un partito non può fondarsi solo su interessi politici del momento, bensì un pensiero fondante, una “fede”.

A chi lasciamo lo scontro tra i due Beppi? Si mi riferisco a Conte e Grillo, il lecchino e il leccato: come andrà a finire? Prima o poi la legislatura arriverà al suo termine ed allora tutti i nodi torneranno al pettine: la riduzione dei parlamentari la riflessione dell’elettore forse riuscirà a salvarne qualcuno sino a chiudere la partita. Di Pietro docet.

Il Giornale titola” : Zan, la bomba di Fico: “Nessuna ingerenza”. Senza assolutamente voler entrare ne merito del ddl Zan per la quale dovrebbero essere sufficienti per un giudizio sommario le dichiarazioni di Fedez e Elodie, risulta strano che alla nota verbale dello Stato Vaticano, il Presidente della Camera, terza Istituzione dello Stato, dichiari:  “Come rispondere alla richiesta del Vaticano di modificare il ddl Zan? È molto semplice, il Parlamento è assolutamente sovrano, i parlamentari decidono in modo indipendente quello che vogliono o non vogliono votare“, ha dichiarato Roberto Fico. Il presidente della Camera, quindi, ha proseguito: “Il ddl Zan è già passato alla Camera ed è stato votato, frutto di discussione e dibattito nelle commissioni e in Aula, adesso è al Senato e quindi fa la procedura parlamentare normale. Noi come Parlamento non accettiamo ingerenze, il Parlamento è sovrano e tale rimane sempre“.
Fico avrà sicuramente parlato a ragion veduta sostenendo che il Parlamento  è sovrano e tale rimane sempre, ma, trattandosi di un trattato internazionale come sono i cosiddetti ‘Patti Lateranensi’, ovviamente approvati dal Parlamento, Non sarà forse necessario che vengano prima annullati quelli, prima che venga emanata una legge che li mette in discussione e che una delle parti ne denunci l’errore?

BT

LE STELLINE DI GIUSTUSBLOG – PANORAMICA

Standard

Da alcuni giorni chi ha fatto un giro in macchina si è trovato con traffico aumentato  sulle strade che collegano i vari paesi e cittadine galluresi, poi, ieri è stato il top: dover recarsi ad Olbia non si trattava di un aumento del traffico, bensì della cancellazione di un periodo che sono molti coloro che lo vorrebbero dimenticare. La prima battuta che mi viene spontanea e quella di chiedermi se il covid sia mai esistito. Attenzione, il covid è stata una triste realtà che nessuno deve dimenticare: è facile per tutti farsi prendere dall’euforia, dall’ubriacatura di una ritrovata libertà ,a, attenti, un ritorno al passato rimane dietro l’angolo. Nessuno più di noi sardi può saperlo, noi che regione virtuosa ci siamo visti togliere quel primato senza neppure rendercene conto. Ecco perché non dobbiamo abbassare la guardia, ecco perché non dobbiamo assolutamente permettere che nessuno si senta di poterlo fare in casa altrui, un appello agli imprenditori del turismo nostrano e non, pensate al lavoro corretto, sicuramente arriverà il premio, sono convinto che chi ha sofferto una crisi pesante come quello appena passata non commetterà gli errori di procurarsene un’altra, le premesse per una forte ripresa ci sono tutte, sta solo a noi cercare di raccoglierne i frutti.

La politica: in campo nazionale sembra sia diretta verso lidi tranquilli, neppure il prepararsi alle elezioni amministrative stanno facendo aumentare i toni, anzi, direi che la calma presenza di Mario Draghi abbia funzioni da tranquillante, Salvini dialoga con Letta, Di Maio chiede scusa a Salvini rendendosi conto che il compito del giustizialista non gli si addice, la Giorgia Meloni con il suo libro delle sue memoria sembra essersi addolcita un pò con tutti e questo non che dimostrare che la statura di Conte era stata sovradimensionata. Se arriverà, godiamoci questa ripresa economica che il ministro Brunetta, incallito ottimista, chiama addirittura Boom. In ogni caso, tutti, nessuno escluso, cerchiamo di goderci questo nuovo stato di ottimismo con una certa cautela:

Lungoni: è bello vedere un paese vivo, dinamico, negozi aperti o in preparazione per farlo: pochi capannelli di gente che discute quasi certamente dei malumori crisaioli, attivismo, movimento poco mugugno, ripresa a vivere il nuovo “fai”, la stagione incombe e non c’è tempo per discutere. Siamo in molti a chiederci cosa succederà per Capotesta, come potremo raggiungerla per poter godere delle sue bellezze, chissà, forse la nostra bella Sindaca, prima o poi ci farà sapere come potremo raggiungere, non solo noi locali, come raggiungere le belle spiagge  e le varie attività che in esse insistono. Siamo ottimisti, sicuramente c’è chi pensa anche a noi.

BT

 

:.

RIPENSANDO ALDO MORO, RIPORTATO ALLA MEMORIA DA WALTER VELTRONI ALLE SCONCEZZE DELLA NUOVA POLITICA

Standard

Santori e le sue sardine, i Grillo ed ora anche Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, i nuovi mostri dell’alta politica ed ora anche Letta, no, non il Gran Ciambellano della corte di Maria Angiolillo, la regina del salotto buono della politica italiana, il Gianni Letta, no, parliamo di Enrico che in un momento di pura follia da ragione a Salvini sul superamento del coprifuoco. Una vera pillola di saggezza, peccato che Speranza, il Cavour dell’estrema sinistra, non la pensi allo stesso modo, eppure dovrebbe essere proprio lui a capire la sofferenza della povera gente, quella dalla quale si aspetta i consensi.

Al fondo di tutto ci sta che siamo in una melma dove la politica quella vera è andata a farsi benedire, per pura fortuna salta fuori, con l’ultima verità sulla vecchia classe politica, questa volta a farlo è Veltroni che incensa Aldo Moro riconoscendogli, seppure ve ne fosse stato bisogno, che con la scomparsa del leader democristiano “un intero disegno politico, durato anni, va in frantumi”.

Per ora solo una anticipazione del Corriere della Sera del libro di Walter Veltroni, da leggere attentamente senza pregiudizi politici anche se, in punta di piedi, nelle varie fasi evolutive l’attuale Partito Democratico si sta appropriando della figura di Aldo Moro che nell’evolversi della sua azione politica, con il compromesso storico ormai in atto, aveva portato ad un dialogo costruttivo il PCI con la DC.

A chi ha vissuto quei tempi, è difficile capire, nel vedere in qualche sezione  del PD, troneggiare l’immagine, abbinata a quella di Berlinguer, quella dello statista democristiano. Certo per chi ha vissuto ‘in diretta’ quelle giornate, da una parte e dall’altra, è difficile capire come i due personaggi possano convivere avendo vissuto con idee allora contrapposte, è difficile che un comunista di allora non riesca ad escludere Moro come intruso e, allo stesso modo un vecchio democristiano non possa definire ‘appropriazione indebita’ quella dell’esposizione della sua immagine. 

Quel disegno, allora appena abbozzato, ha dato i suoi frutti, i partiti di oggi, fatto salvo pochi nostalgici, ha dato i suoi frutti, la DC ha cessato di essere, la Magistratura ha provveduto ad eliminarla, il PCI,  sodale di quei signori che allora osarono chiamarsi “mani pulite”, è sparito nel nulla, logorato da se stesso, lasciando spazio libero alla non politica, quella che ci ha portato ai giorni nostri, dove, appunto, i Mattia Santori, i Grillo, i Fedez, e molti altri pontificano, impartendo lezioni di comportamento politico.

Tornando al rapimento e fine di Aldo Moro, dopo Veltroni che ha, certo, vissuto quei giorni, c’è ancora una persona che quelle giornate le ha trascorse ora per ora, minuto per minuto, sulla scena, il senatore Beppe Pisanu, lui potrebbe, se volesse, raccontare quei momenti vissuti nella più grande ambascia, e nelle sicure contraddizioni, del partito di Aldo Moro. Credo sia l’ultimo rimasto di coloro che stavano dentro quella stanza dove si discuteva  e si cercavano eventuali interventi e soluzioni difficili da trovare, mentre arrivavano i messaggi dello statista in mano alle BR, quelle stesse che, ancora oggi, qualcuno vorrebbe fossero lasciate ancora in pace a godere di una libertà immeritata nella vicina Francia.

Bisogna leggere quanto ci scrive Veltroni, chissà che vi sia qualcosa che una miriade di processi non è riuscito a farci conoscere.

 

BERNARDINO: LA MORTE DI UN BASTIMENTO – LA DELICATEZZA DELLE RUSPE

Standard

Una morte ingloriosa dopo una vita piena di avventure, una vecchiaia incolore come tante, l’agonia ed una morte cruenta. Cronaca nera, più nera non si può. 

Stiamo parlando di un reperto che, per qualcuno storico, per altri semplicemente un relitto: massì atteniamoci al dialetto teresino: “un rilogghju”. Peccato che a considerarlo tale sia stato chi, per elezione, avrebbe dovuto essere abbastanza illuminato per capirne il valore storico. Peccato che, casualmente, sia stato io il primo ad imbarcarsi in questa storia, il sottoscritto che, quando fece la scelta di scendere dall’alta collina verso il mare ebbe l’illuminazione di innamorarsi dei posti meravigliosi del territorio teresino e, rimanendo nel tema, prendere moglie per rafforzare quel legame con quella terra. 

Sarà stato il caso, oppure il fato, ma, sempre il sottoscritto, ebbe la fortuna di entrare a far parte di quella famiglia che era, è e rimane legata alla vita di tante barche (così le sentivo chiamare) che, sin dopo la guerra solcavano, a vele spiegate, il Tirreno, trasportando tutto quanto serviva per la crescita e lo sviluppo del proprio paese. Si, il Bernardino era l’ultima di queste barche e non il residuo, bensì l’orgoglio non solo dell’armatore Giovanni Maria Sposito, Ziu Biriu, con i figli -il maggiore Peppino che la ha portata anche al centro del Mediterraneo- di tutta la famiglia Sposito.

Sono queste cose che mi hanno spinto ad esprimere un dolore quasi personale, come se quella ruspa infame stesse colpendo le mie carni, un dolore lancinante, credetemi, nulla a che vedere con quella delicatezza che impropriamente vorrebbero farci credere ci sia stata nel prendere decisioni così cruente. Ma, le mie sono considerazioni di un importato, che nulla a che vedere con le origini di questo giovane paese che potrebbe avere una storia antichissima ma che, almeno nelle espressioni che attualmente lo rappresentano, poco riconoscono certi valori che potrebbero almeno farne la storia recente.

Tranquilli, non intendo esporre cognomi , dati storici, questo c’è chi sa farlo con maggior precisione e capacità. Vorrei solo rifarmi alla cronaca di una triste giornata e a qualche precedente più e meno recente, di politica locale.

Tornando al Bernardino e allo scempio che se ne è fatto, si richiamano i precedenti chiamati in causa: vogliamo parlare di amministratori che sarebbero stati distratti? Quanto vogliamo tornare indietro? Quindici anni, va bene? Chi amministrava allora? Chi era responsabile alla portualità? C’era forse qualcuno che potremmo richiamare alla storia? Vogliamo andare a vedere i bilanci della Silene lasciati in quell’epoca? Vogliamo controllare quelli che sono stati trovati ora? 

Risposte che neppure chi invita continuamente ad ascoltare spiegazioni e disponibilità ad accettare consigli vorrà esporsi a dare, potrebbe essere imbarazzante. Ma, perchè andare tanto indietro? La politica può essere costruttiva anche quando si è all’opposizione: due anni fa, un anno fa, non si poteva far presente all’amministratore dell’epoca che quella barca sistemata in quell’angolo del porto poteva recare danno a chi per lavoro doveva transitare nei pressi? Meglio riservarsi una operazione da eseguire con delicatezza, possibilmente, tutta femminile.

Certo, mi rendo conto che convocare un Consiglio, ma anche una Giunta per discutere sulla sorte di una vecchia barca, è perdita di tempo: -Ora ci sono io e vi faccio vedere come si decide-. 

Con il senno del poi, chiamare in causa e corresponsabilizzare l’intero Consiglio non sarebbe stata una grande perdita di tempo, non fosse altro per avere un paese informato su decisioni che riguardano le sue radici. Quello si sarebbe potuto fare, cioè avere quella delicatezza che tali argomenti richiedono. 

Purtroppo devo rimanere nella mia originaria impressione, anche se nel mio intimo avrei tanto voluto che mi si fosse detto qualcosa che la potesse mutare, infrangendo quella parete che tiene divise persone che, in fondo, dovrebbero rappresentare idee comuni.

 

PANDEMIA. DOMANI SARA’ VERAMENTE UN ALTRO GIORNO?

Standard

 

Forse non avevamo preso molto sul serio la situazione, oppure, la novità di quella parola ci aveva dato sensazioni esotiche e voglia di goderci la casa, certo sta il fatto che quei mesi di fine inverno del 2020 erano stati presi con uno stato d’animo contrastante, tra la voglia di reagire attraverso una solidarietà collettiva. Poi, quel lungo corteo di camions militari con il loro tragico carico, aveva scosso profondamente i nostri animi, ma è arrivato il bel tempo, tutto riprese a muoversi, il calo del morbo, aveva dato la sensazione di non essere, in fondo, così terribile. Scioccamente avevamo pensato che il peggio era passato, tutto sarebbe tornato nella normalità e, in effetti, tutto era normale, fatto salvo ciò che gli innumerevoli infettivologi continuavano a dirci: “la pandemia non è passata”, e noi a non ascoltarli, quello scorcio di 2020 era stata per i più, una lunga vacanza. 

La crisi di governo, il trambusto che ne deriva, non era cosa che ci riguardava più di tanto: Conte, i comitati tecnici, i ministri spesso a voler riprendere l’iniziativa su temi che poco interessano i molti, bisogna cambiare, non è il momento di affrontare certi problemi, stiamo uscendo da un dramma, forse è giusto cambiare.

Si affaccia di nuovo con maggiore irruenza e con volti nuovi il covid 19, questa volta siamo preparati ma non al peggio, in molti sono ancora a leccarsi le ferite, quel governo non regge, siamo in molti a chiedere di cambiare, la politica ci accontenta, la scienza riesce anche a darci una speranza di vittoria nei confronti di questa peste oscura, ci saranno i vaccini, il toccasana, ma, lo spirito non è più quello del precedente inverno, il commercio è allo stremo la ristorazione alla disperazione, siamo tutti stanchi, un’altra stagione e sarà l’ultima per tanti, il nuovo governo fa ciò che può, poco secondo chi soffre, arriva il Natale e siamo al coprifuoco, tutto continua peggio che mai e così la Pasqua, con il Paese in chiusura ermetica. Il governo cerca in qualche modo di tamponare le varie falle che si aprono, i vaccini ci sono ma con il contagocce, l’esasperazione e al limite, arrivano gli scontri con la polizia, c’è chi vorrebbe imitare gli USA, il cretino di turno si è travestito da Toro Seduto esponendo un bel paio di corna con le quali forse sono li a rappresentare la sua situazione familiare; l’attacco dei facinorosi è al Parlamento che mai come in questo caso è fuori dai giochi, il mazziere è il Governo verso il quale non mancano certo le tensioni, d’altra parte come può essere diversamente? un Governo che attraversa tutti i colori presenti nel Paese dalla destra alla sinistra con un Presidente che lascia litigare la politica a loro piacimento e lui cerca di tirare avanti per la sua strada con una manata di ministri messi nei punti che lui ritiene più utili per l’operatività che il suo governo deve avere. D’altra parte, non sono tempi di politica spicciola, la situazione è seria e si vede solo piccoli sprazzi di sereno funestato da questa maledetta pandemia che non sembra arretrare da quello spazio che si è conquistato.

Ormai si vive alla giornata, tutti con la speranza che il miracolo avvenga e una mattina ci si svegli con la preoccupazione di accompagnare i figli a scuola, di tornare agli autobus affollati che portano tutti al lavoro, a lamentarci per i prezzi delle zucchine, nell’attesa che arrivi la benedetta estate che con il caldo porta allegria e aria di vacanze vere.

BT

 

Standard

DRAGHI – SALVINI ABBANDONANO IL FIORETTO PER USARE LA SCIABOLA

 

Non mi sembra sia una buona mossa quella di Draghi, irrigidirsi su una politica di estremo rigore

prendendo con sufficienza la posizione aperturista di Salvini. Siamo tutti coscienti della situazione e di quanto si sia aggravata negli ultimi giorni -chi più di noi sardi può riconoscere questa situazione-, è vero, la salute innanzi tutto, ma bisogna pur pensare che sani ed in estrema povertà potrebbe essere ancora peggio.

Pur non condividendo in pieno la posizione di Salvini non si disconoscere il fatto che Lui  ha il contatto più diretto con la strada e sarebbe quanto mai pericoloso fargli cavalcare una protesta  pronta ad esplodere, se questo accadesse sarebbe difficile da controllare. Sono ormai tutte le categorie allo stremo delle forze. E’ una fortuna che i sindacati stiano dimostrando grande sensibilità e senso di responsabilità, ma quanto può durare? Anche per loro potrebbe diventare difficile controllare il malcontento che sta diventando disperazione.

Torniamo a Salvini: è di ieri proprio mentre Draghi teneva la conferenza stampa dove informava la stampa della stretta che bisognava ancora dare, Matteo Salvini diffondeva una nota che spaccava verticalmente il governo: “E’ impensabile tenere chiusa l’Italia per tutto il mese di aprile”. La risposta immediata del Presidente del Consiglio che sostiene che tutti sarebbero ben felici di poter aprire, poi si domanda se sia pensabile aprire o se non sia meglio farlo decidere quando i dati lo

permettono. Per ora queste misure- secondo Draghi- hanno dimostrato di non essere campate in aria.

La replica di Salvini appare più ragionevole, appellandosi al buon senso di Draghi, chiede che almeno nelle città con situazione sanitaria sotto controllo vengano riaperte le attività chiuse e si ritorni alla vita  ad iniziare dai ristoranti, teatri, palestre, cinema, bar, oratori negozi, così, per svelenire il clima e, pur senza tornare indietro dalle sue posizioni, aggiunge: “Qualunque proposta in Consiglio dei Ministri e in Parlamento avrà l’ok della Lega solo se ci sarà un graduale sicuro ritorno alla vita”.

La differenza tra le posizioni di Draghi e quelle della Lega rimangono a metà del guado, Il primo dice che almeno sino al 30 aprile la chiusura sarà pressoché totale, solo dopo, se i dati lo permetteranno si potrà pensare di aprire e quelle regioni virtuose potranno avere il giallo che consente una certa apertura.

Momento difficile, le posizioni del Presidente del Consiglio non sono certo favorite dalla situazione politica del Paese segnato dai cambiamenti che si stanno verificando nel Paese, almeno secondo gli ultimi sondaggi: Alla pari posizione della Lega che rimane il primo partito con il suo 22,5 % con una sostanziale stabilità del Centro-destra, mentre cala di ben 7 punti il gradimento per Draghi ,  sono in aumento sia il PD che i pentastellati che godono della nuova leadership che hanno acquisito con Letta e Conte, a pagare il fio sono i partiti minori che perdono frazioni di punti.

DRAGHI – UNA INIEZIONE DI FIDUCIA PER AFFRONTARE L’IMMEDIATO FUTURO

Standard

Oggi le lamentele non mancano, arrivano anche da coloro che manifestavano a Conte il loro dissenso, i soliti scontenti? Direi di no, piuttosto li definirei distratti: Draghi ha cambiato quasi tutto, da persona pratica preferisce il fare più del dire e a confermarlo sono le piccole cose che, forse perché piccole rimangono nell’ombra. Non si vedono più quelle conferenze stampa sempre ad anticipare i telegiornali, la sua presenza televisiva è quanto mai moderata e, quando Draghi appare vi è sempre un motivo, vi è qualche cosa da dire. Credo proprio e bisogna dargliene atto, che ogni giorno di più sta dimostrando che apparire continuamente sul piccolo schermo conta poco se a fronte dell’immagine non vi sono fatti, atti concreti.

Non è cambiato nulla, come se nulla è aver cambiato il commissario Arcuri, il Capo della Polizia, il Capo della Protezione Civile, e non mi sembra affatto poco l’aver scompaginato l’andazzo politico che stava imperando nel Paese, immobilizzato, cristallizzato nel nulla, mischiando le carte sia a sinistra che  a destra. Tutto questo può non piacere ma se dalla crisi pandemica ne uscisse un Paese rinnovato, un Paese che torni a crescere, un Paese che, come avvenne negli anni del dopoguerra, riparta con quello spirito che torni a imperare la fiducia e da essa, l’iniziativa e l’idea del crescere.

Bisogna dare tempo, siamo ancora agli inizi, l’emergenza non è ancora terminata, la vita umana è sopra ogni altra urgenza, il Presidente Draghi è quanto mai convinto: :”Ogni vita conta  -ha aggiunto- il nostro compito è salvaguardare con ogni mezzo la salute dei cittadini per tornare presto alla normalità. Questo non è il momento di dividerci o di riaffermare le nostre identità, ma di dare una risposta alle tante persone che soffrono per la crisi”.

Non più tardi di ieri ha messo le prime pietre sulla riforma più importante fra le riforme: una Pubblica Amministrazione rinnovata, aggiornata ai nuovi tempi, alle nuove esigenze è la “pietra miliare” per una nuova società, quella che dovrà riportare il nostro Paese al posto che gli spetta nella società globale. Forse l’accordo sottoscritto con tutti i sindacati per il rinnovo del contratto degli statali, dove oltre ai benefici economici che gli interessati ne riceveranno, vi è ben chiaro che si dovrà raggiungere un lavoro più agile, a formazione, più premi e nuove assunzioni. Il Premier ha voluto precisare: “Il buon funzionamento del settore pubblico è al centro del buon funzionamento della Società,  questo è sempre vero, con la pandemia è ancora più vero”.

Questo è il primo passo verso quella normalità che tutti noi speriamo e che con la volontà di tutti speriamo di raggiungere al più presto.

BT