VINCITORI E VINTI – MEGLIO UN FALSO PAREGGIO? (Maggioranza: voti 154+2 sen a vita –  Minoranza: voti 140+16 astenuti)

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Raramente intervengo sulle discussione che avvengono sui social, un post particolare ha, però, attirato la mia attenzione, non saprei dire se è per chi il post lo ha postato ho per la frase che apriva il discorso di piena attualità: la fiducia al governo Conte.

Così apriva il post. “Circola una frase, parrebbe di Cossiga, che afferma il dovere morale dei senatori a vita di astenersi dalle votazioni parlamentari in quanto non espressione di un mandato popolare”. E proseguiva: “Mi sembra una sciocchezza… chi fa parte di una camera del Parlamento ha il diritto e dovere di esercitare le sue funzioni.

Altrimenti, agli interessati, si offre una bella patacca e una pergamena con tante care cose…

Mi pare tra l’altro che fra i senatori a vita vi siano persone del calibro di Segre, Piano, Rubbia etc… Quelli eletti sono ad esempio La Russa, Gasparri e non continuo per evitare di infierire…”.

Non mi soffermo sulle ridicolaggini che sono seguite, una marea, un fiume in piena, parole vuote tante, intelligenti poche, conoscenza zero. Ma, anche la partenza a onor di logica, dava una visione contorta del problema oggetto del discorso, la presenza al voto dei senatori a vita, partendo da una frase attribuita al Presidente Cossiga. Una frase che se veramente fosse originale del Presidente è tratta da un contesto dove sicuramente c’è una spiegazione logica a validarne l’espressione. Perché questa mia convinzione? Francesco Cossiga, prima di essere Parlamentare, giovanissimo, fu giurista e accademico, poi politico di altissimo valore e durante i vari mandati parlamentari -tutti per elezione- ha ricoperto incarichi di sottosegretario prima e ministro poi sino ad essere Capo del Governo e Presidente della Repubblica. Quindi, quella frase se detta da lui aveva un senso e non era certo fuori dai canoni della Costituzione tenendo anche conto che lui, da Presidente della Repubblica nel corso del suo mandato ne ha nominato cinque, tutti di altissimo livello politico.

Perché si è voluto ricordare Cossiga? Credo che lo si sia fatto forse perchè la maggioranza conseguita dal governo ieri è una maggioranza falsa anche grazie al voto di alcuni senatori a vita che non possono garantire la loro presenza tutte le volte che ve ne fosse la necessità. Il riferimento alla senatrice a vita non è affatto casuale. La senatrice,  che ha espresso il suo pieno diritto di votare, con i suoi novant’anni, può garantire la presenza in altre votazioni forse anche più importanti di quella di ieri? Ecco perchè molte volte sarebbe preferibile che, almeno per la fiducia i senatori a vita rimanessero neutrali.

Ieri, alcuni senatori a vita non si sono presentati, se lo avessero fatto e tutti avessero votato in favore del governo, il governo avrebbe avuto forse una maggioranza assoluta salvo trovarsi in minoranza nelle decisioni importanti.

Quel post contiene anche un paragone inappropriato tra senatori a vita dei qual si vorrebbe fare una casta come fu in tempi passati quando imperava il regno d’Italia e solo i nobili potevano assurgere allo scranno parlamentare, paragonandoli ad altri senatori regolarmente eletti dandone un giudizio negativo senza neppure conoscerli. Purtroppo questa è la disgrazia dei social usati spesso as proposito.

Ma torniamo a ieri, in effetti quel voto ha falsato il risultato chiudendo la partita in un pareggio virtuale che non rispecchia la realtà della situazione ne nel Parlamento e tanto meno nel Paese, basti vedere a chi è in mano la stragrande maggioranza della Regioni.

A risolvere il problema dovrebbe essere il Presidente Mattarella, a lui dipanare la matassa,  ma, avrà il coraggio di prendere atto del vero stato in cui si trova questo governo? Lasciatemi la facoltà del dubbio.

BT

 

CONTE – E’ TEMPO DI DECISIONI, UNA RESISTENZA INUTILE A DISPETTO DEI SANTI

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Da ieri pomeriggio, da quel telegiornale in edizione straordinaria, continuo a seguire quanto e avvenuto nel tempio della democrazia occidentale, che è il Senato degli Stati Uniti d’America, invaso fa facinorosi rumpisti, fanatici all’estremo limite, a manifestare per trattenere in favore di un ex presidente che neppure eventuali veri brogli elettorali potrebbero giustificare atteggiamenti inverosimili come quello che vorrebbero farci credere. Scrivo “vorrebbero”, perché, si poteri forti, qualche voto di straforo nelle votazioni a mezzo posta o qualche altro eventuale trucchetto giustificano l’intrusione di persone estranee, nell’aula parlamentare se non con ipotesi di voler portare avanti un progetto scellerato di rivoluzione, cosa totalmente impensabile nella patria della democrazia quale gli USA.

Ma non è su questo che voglio soffermarmi, penso piuttosto a quanto sta accadendo nel nostro Paese che attraversa uno stato di totale confusione dove non ci sarebbe nulla da meravigliarsi se a qualche categoria esasperata venisse la tentazione di andare ad occupare Palazzo Chigi per invitare il Premier Conte al rispetto del sistema democratico che grazie alla pandemia sta trascurando continuando a emanare quei DCPM, immodificabili dal Parlamento, sino a prorogare, grazie allo stato di emergenza, per altri sei mesi.

Non mi meraviglierei affatto se si dovesse verificare una forte protesta al limite di una vera rivolta, da parte di studenti, insegnanti, associazioni dei genitori, nei confronti di un Governo che quantomeno dimostra di essere confuso. Si, perchè, chi stamani ha manifestato davanti al Ministero dell’Istruzione ( associazioni di genitori), dinnanzi a Montecitorio( i sindacati della scuola) per l’incapacità governativa di garantre la sicurezza di studenti e professsori o i 140 mila ristoratori che hanno incaricato un noto avvocato di fare una class action contro il governo vogliono il rispetto di diritti democraticamente garantiti ed ignorati da Palazzo Chigi. Diritti giustamente pretesi i dagli industriali , dai commercianti, dagli artigiani, dalle partite Iva, dagli albergatori con centinaia di migliaia di negozi, ristoranti, alberghi ed altri esercizi che chiudono senza riaprire.

La protesta sociale ed economica, ormai, è galoppante come testimonia la stessa ministra dell’Interno che, da ex-prefetto, lancia continua allarmi, compreso quello delle crescenti infiltrazioni della malavita .

Aggiungete che l’opposizione, visto che Conte continua ad ignorare la loro offerta di collaborare in una situazione di drammatica mergenza, sta per scendere in piazza per dare voce alla protesta di una maggioranza profondamente divisa e con un premier di fatto sfiduciato da un componente di tale maggioranza, ossia Italia Viva, ma che si guarda bene di andare al Quirinale per rassegnare le dimissioni ,magari anche nella speranza di un Conte-3 , impedendo la costituzione di un governo di salute pubblica , qualcuno lo definisce di scopo, ossia lo scopo di salvare l’Italia attivando Mes sanitario e, grazie alle massicie risorse messeci a disposizione dall’UE, determinando massicci investimenti pubblici , tali da spronare anche quelli privati, e riforme strutturali senza pioggia di bonus o milioni per i monopattini, mentre i ristori per chi è costretto dal governo a chiudere la propria attività non arrivano o sono al lumicino.

Farebbe bene Conte a mettersi l’animo in pace e decidere di salire al Colle per rassegnare le dimissioni, senza aggravare maggiormente la situazione, chi ha già salvato l’Italia durante l’ultima crisi economica, acquistando da presidente della Banca Centrale Europea miliardi di euro di nostri titoli pubblici(e la BBC continua a farlo) ha un nome e cognome : Mario Draghi, nella speranza che accetti, che per molti dovrebbe sostituire Conte a Palazzo Chigi prima che sia troppo tardi. La maggioranza per sostenerlo esiste già sulla carta ed anche se oggi Zingaretti dice di no anche lui sarebbe della partita facendo il bis del no, poi, divenuto sì nei confronti di Conte e della maggioranza con i grillini. Anche Di Maio sarebbe lo stesso, non potendo rischiare un voto anticipato e persino la Meloni , vista la disponibilità di Salvini e Berlusconi, ha smorzato o toni e non esclude più un appoggio ad una governo di unità nazionale.

Matteo Renzi ha dato 3 giorni al premier per dare una risposta alle richieste di Italia Viva. Il braccio di ferro è, comunque, giunto alla conclusione o Conte va al Quirinale e rassegna le dimissioni o la partita si trasferisce al Senato con un’ulteriore gravissima perdita di tempo.

A Conte vorrei dire: imitare Trump nel rifiuto di ammettere la sconfitta, ossia la perdita della maggioranza, può essere un terribile errore se ancora intende rimanere in politica. Certo, spera di trasformarsi in vittima e portare fascine ad un suo partito, ma al di là di sondaggi taroccati non c’è molto da sperare, anche perchè, ormai, siamo al limite della sopportazione verso un governo che sta, realmente, portando il Paese nel baratro. Persino un big del centrosinistra come il sindaco di Milano Sala, che ha annunciato di ricandidarsi, dice “ora Conte mi disorienta , occorrono persone capaci, non rimpasti”.

BT

 

CONTE – L’INCOGNITA DEL POST NATALE

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Dalle notizie stampa, mi sembrava di aver capito che alla fine Conte aveva messo testa a giudizio accettando le richieste di Renzi, invece, poi,  deve aver preso qualche brutto rimprovero dal suo portavoce Rocco Casalino e tutto torna come prima, siamo punto e a capo, piazza il tavolinetto pieghevole immezzo alla strada, aspetta l’arrivo del compare, e inizia il gioco delle tre carte, pronto a scappare al primo muover foglie.

Lasciamo da parte i paragoni, mica tanto inappropriati, dalle dichiarazioni immediate di Renzi si capisce che se Natale si mangia il panettone, non è detto che si possa brindare con lo spumante alla mezzanotte del trentuno. Alla nebulosità di Conte che, comunque, ha confermato che: “una struttura di monitoraggio deve esserci”: cioè, non si chiama Task force ma, se non è zuppa è pan bagnato. Ci hanno pensato alcuni suoi ministri a chiarire l’arcano: “Smantellamento della Task force? Non risulta” (ministro Amendola); “Nessuna retromarcia di Conte (Boccia e Franceschini); insomma, Conte non vuole perdere la faccia, evidentemente pensa che ricorrere alla fiducia in Parlamento sia meno rischioso, meglio contare sulla paura di non pochi parlamentari di elezioni anticipate, timore condiviso anche dell’ex premier timorato addirittura della fuga anche di alcuni dei suoi per tornare alla casa madre di Zingaretti. Quindi nulla più crisi, in fondo una cabina di regia (non task force) magari allargata la vorrebbe anche l’Unione Europea, con aggiunta di un rimpastino e, perché no, un Di Maio agli Interni, li ha meno necessità di sfoggiare l’inglese, e Renzi agli Esteri da dove potrebbe tentare di decollare nel suo sogno di fare il Segretario Generale della NATO.

Che dire? Tutto e il contrario di tutto se si tiene conto delle dichiarazioni delle dichiarazioni della Bellanova, capo della delegazione di Italia Viva al governo: “Conte è sereno? A noi interessa che sia sereno il Paese. Alla gente non interessa se Bonetti e Bellanova si dimettono. Noi aspettiamo le risposte del Premier alle nostre richieste a partire dal MES”.

A chi dare ascolto? A Casalino che da palazzo Chigi ostenta tranquillità, bisogna prima approvare la legge di bilancio e su questo si conta sulla buona volontà di alcuni responsabili con Berlusconi in testa, lo stesso Renzi da una parte predica che lui non vuole la crisi di governo poi all’atto pratico mette delle condizioni che altro non sono che un ultimatum chiaro e tondo. Siamo allo stallo, il momento è pressoché tragico, ciò non significa che una crisi di governo o un rinvio alle urne sia del tutto impossibile, il covid blocca ogni attività politica solo nel nostro Paese, lo abbiamo visto in Spagna  in circostanze che noi avremmo definito drammatiche lo vediamo in Israele che ricorrono a elezioni ogni due per tre e lo fanno in nome della democrazia. Sorge un dubbio: che noi avessimo per caso superato quello stadio passando ad altra forma di regime?

Una riflessione è opportuno farla sulle parole di Prodi, rivolte anche a Renzi: “Stia attento alle curve e alle discese”,ammettendo che “Proprio non condivido” la proposta iniziale di Conte sulla gestione del recovery e si rimane sul generico in quanto a progetti, inoltre, un errore non decidere sul MES, rifiutarlo è uno sbaglio che nasce dalla teoria dei cinque stelle, terribile quando l’ideologia si fa teologia ed entra come tale nelle scelte della politica: imprigiona nel passato e inibisce uno sguardo sul futuro”.

Riflessione, riflessione: forse meglio delle veline dirette a Renzi, non si sa mai come e dove si può andare a finire, il rischio è che alla fine la spina venga staccata e attorno sia solo buio.

Auguri a tutti. Buon Natale.

Accuse pesanti alla Sindaca Nadia Matta.

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Al Consiglio comunale di venerdì scorso, un inizio veramente scoppiettante: un vero peccato che la trasmissione streaming abbia una buona visione ma un audio pressoché incomprensibile. Si è visto che vi era un qualcosa che non quadrava: al termine dell’esposizione delle linee programmatiche dell’Amministrazione si è visto che c’era stato motivo di replica da parte del gruppo di opposizione, il Capogruppo della minoranza rimproverava che la lettura di del documento non era quello e non rispondeva alla documentazione messa a disposizione dei consiglieri insieme all’Ordine del giorno.

Quello che è realmente è successo lo si legge in un documento di denuncia stilato dal Gruppo di opposizione chiarendo ciò che le immagini dello streaming hanno mostrato chiaramente senza essere riusciti a decifrare il dibattito.

Dall’esterno è spiacevole registrare che un normale dibattito debba terminare con episodi spiacevoli: quell’episodio è stato ben chiaro, un Consigliere chiede di intervenire in dibattito e il Sindaco gli rifiuta la parola, credo sia un diritto di qualsiasi consigliere quello di esprimere il suo pensiero in ragione di un dibattito. Inesperienza? Eppure anche se in minoranza la signora Matta ha fatto una legislatura e, non risulta che gli sia mai stato negato un intervento.

Scaramucce? No, un brutto inizio , un autogol inutile che non può rappresentare nessun livore residuo di una campagna elettorale che ha messo a nudo tante contraddizioni che non possono però giustificare il cadere in inutili reticenze sino a raggiungere limiti che contravvengono non solo con i regolamenti ma addirittura confliggono con il rispetto sia umano che legale.

BT

 

QUESTA VOLTA RENZI FA SUL SERIO?! 

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In pochi avrebbero scommesso che alla fine Renzi avrebbe tenuto duro sui propositi di ultimatum a Conte sulle ormai note richieste riguardanti la task force el MES, aggiungendo riforme fiscale e costituzionale, nonché la legge elettorale proporzionale, senza tener conto dei vari problemi posti sui divieti che Conte e alcuni ministri vorrebbero porre per il periodo natalizio,. Per le richieste più importanti, condizione sine qua non, pone come scadenza ultima il sei gennaio, giorno della befana.

Tutto questo è successo in solo quaranta minuti di incontro, il tempo di dare lettura alla lunga lettera lasciando pochissimo spazio ad una riflessione fugace, poi la delegazione guidata da Renzi si alza e lascia il premier a riflettere, anche su ciò che andrà a dire al popolo italiano in quella conferenza stampa annunciata, programmata e spostata di orario sino alle 21,30 di ieri, venerdì. Va bene che a dirigere il traffico della comunicazione è sempre il fido Casalino, il che è tutto dire, e come a farci capire che tutto il popolo italiano era in attesa del premier veniamo messi a conoscenza che è stato raggiunto il venti per cento di share, senza tener nella pur minima considerazione che inserendo una edizione straordinaria del TG1, sfumando la Clerici che di ascolti ne fa tanto, non poteva che sfondare i video. 

Comunque, questa volta l’ex premier sembra voglia fare sul serio, vuole essere lui a licenziare Conte, quel presidente del Consiglio che è riuscito a tenere a galla due governi con due maggioranze contrapposte ed sarebbe disponibile, se questo fosse possibile, di farne un terzo, magari ibrido o meglio incolore, trasparente.

Matteo, non lascia trascorrere il tempo inutilmente, lui sa bene che verba volant pertanto si precipita a rilasciare una intervista al Corriere: “Ora tocca al Premier dare risposte, altrimenti il Governo va a Casa”. Il leader di Italia Viva: “Se ancora conosco i Parlamentari del PD, condividono la mia lettera: il Nazareno decida”.

Ad aggiustare il carico questa volta ci si è messo pure il nostro Presidente della Repubblica che per il numero speciale di “100 Idee per L’Italia” il Ha scritto: “…Per ripartire -dopo che la pandemia sarà finalmente alle nostre spalle- serviranno idee, progetti, cantieri, proposte. Occorreranno creatività e, soprattutto, capacità di visione…”. Tutte qualità che non fanno certo parte della maggioranza giallorossa e men che mai del Premier.

Ora non siamo pochi ad augurarci di poter trascorrere un Natale in santa pace seppure in solitudine. Il tempo è sempre galantuomo, alla fine in qualche modo se ne uscirà fuori senza neppure escludere che una tornata elettorale sarebbe il toccasana anche se in Italia ciò sembra arrivare come una bestemmia. Per carità di Patria, quello no, eppure cosa c’è di maggior segno democratico di una bella elezione? La pandemia mica prevede che ciò sia impossibile.

BT

SENSAZIONI: ARROTOLARSI E CROGIOLARSI NELLA POLITICA DI OGGI!

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Dovrei scrivere dei problemi teresini ma, disgustato da alcuni ultimi avvenimenti poco edificanti, come dei minorenni storditi dal fumo di canna o di autisti che pur impegnati in un lavoro tanto utile quanto massacrante, non si ferma dopo aver investito una cagnolina inerme, non si degna neppure di una fermata per vedere a cosa apparteneva quel botto che sicuramente non può non aver sentito, ma anche di argomenti futili come l’avvento delle luminarie natalizie  che sono apparse nelle via Nazionale di Santa Teresa dopo l’albero di Natale nella piazza principale. Tutti argomenti che permetterebbero di riempire pagine di cronaca seguendo le diverse interpretazioni che si possono fare, seguendo i vari punti di vista, prendere posizione su taluni in un certo modo, diverso su altri, comunque dividendo forse in fazioni la Comunità che ha bisogno di pace, di tranquillità, di evitare di esagitare gli animi che tanto hanno bisogno di serenità. 

Meglio scrivere sulle vicende che attraversano l’intero Paese: crisi si, crisi no, ecco l’amletico dubbio del momento, ce la farà il Premier Conte a terminare il panettone natalizio? E’ veramente l’incognita che, forse, pur nello scarso interesse che il protagonista esercita in questo particolare momento diviso tra pandemia e crisi economica, nonché, dalla rabbia che questo momento sta vivendo?

Il dilemma di chi si interessa di politica, al massimo, si pone è: Renzi e la sua Italia Viva, veramente manterrà il proposito di distruggere il proposito di Conte di affidare ad una “cabina di Regia” la gestione dei fondi che dovrebbero arrivare dall’Europa? Chi dei due perderà la faccia su questa alternativa?

Faccia e controfaccia, Di Maio e Zingaretti dicono forte e chiaro che non se ne parla neppure di cambiare cavallo, poi sussurrano che non sarebbe male sostiuire il Premier. Pensate, un Cottarelli con due vice, una sceneggiata che, se non si trattasse di un giochetto vecchio quanto la politica, gli si potrebbe persino credere. In questo clima veramente surreale, radio Conte fa trapelare che c’è spaccatura nel gruppo avverso, fake dice Renzi e c’è da credergli, sono talmente pochi che sarebbe impossibile spaccarsi.

Coraggio, che stia succedendo qualcosa, anche se su questo, sotto Natale poco interessa a chi non riesce a rassegnarsi al brutto momento (sul piano sanitario) che stiamo attraversando, con la mente più all’albero che a Conte, è dato dal solito Gianni Letta che è da un po che sta consumando i sampietrini delle vie di Roma, protagonista ormai unico nella vecchia storia di unire disunendo e disunendo unire, conscio che la moglie di fare crostate più ne ha voglia ma, principalmente, manca quella gentilissima Dama che era la Signora Angiolillo che nel suo salotto aveva visto risolversi crisi ben più profonde.

Chissà cosa potrà succedere in questi affannati prossimi giorni? Un po di fantapolitica: Mattarella che convoca Conte per chiedere se ha deciso di togliersi…oppure, più che un rimpasto faccia un piccolo rimescolamento; lui ancora premier con due , tre vice un vero tecnico in economia indipendente, nel ministero al posto dell’insipido Gualtieri; Bonacini alla segreteria del PD; Renzi al governo per evitare di rovinarsi i gomiti a furia di morderli, tutto in attesa che questi benedetti vaccini producono il loro affetto e la maledetta pandesia scompaia proprio quando le cose italiane stanno per implodere e tutti i pensieri sono rivolti al nuovo presidente della repubblica che ci sarà, chi lo vuole con le palle, e chi invece lo preferisce scialbo per poi poter pensare che alla fine: in fondo, Mattarella è ancora giovane abbastanza per rimanere li dove, a onor del vero poco danno ha fatto e poco ne farebbe.

Siamo quì ad aspettare il sacro Bambino, il resto chissà se ce lo faranno vedere? 

BT

L’ULTIMATUM DI RENZI – PRENDERE O LASCIARE – E’ LA SVOLTA?

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Come si può dare torto ai grillini che hanno piegato la testa di fronte a ciò che avevano preannunciato con tanto fervore. E’ di ieri l’ultimo inchino alla volontà di Conte di portare avanti il suo programma di disfacimento usando il suo solito rinvio nel tentativo di far decantarle proteste. Una ennesima giravolta per salvare la poltrona. Credo non vi sia neppure più bisogno di ricorrere ai sondaggi per capire che il mondo grillino, da effimero sta diventando fantasmico, aria, gas inconsistente, volatile.

Nel dibattito parlamentare di ieri chi ha primeggiato è stato Renzi che, senza mezzi termini ha dato ufficialmente l’ultimatum a Conte – o fai un passo indietro sulla task force o noi non votiamo il bilancio- e la crisi è certa.

Eppure sono tentato a credere che questa volta Renzi faccia sul serio, ciò che non è serio è quello strano personaggio che si è insediato a Palazzo Chigi e, seppur senza dignità, continua a portare il Paese verso quel salto nel buio più totale come mai si è trovato.

E’ chiaro che senza Italia Viva è crisi, l’attacco di Renzi non va solo sul recovery fund ma si tratta di un attacco totale al premier, colui che intende essere “uomo solo al comando: Conte ora si trova con le spalle al muro o cede o perde la faccia, cosciente che l’obiettivo dei suoi oppositori interni è quello di sostituirlo con quaIche nuovo personaggio che non lo far certo rimpiangere.

Nessuno vuole elezioni in questo momento, neppure Renzi che gradirebbe l’ascesa di Draghi al premierato ma, pur di liberare il Paese dalla presenza di Conte sarebbe disposto di accettare anche qualche personaggio minore che abbia quanto meno quella credibilità che dia sopravvivenza e respiro. I rumor qualche sussurro lo fanno indicando sottovoce l’attuale ministro della difesa, il dem Guerini, ex DC al quale potrebbero essergli affiancati due vice presidenti, Di Maio che potrebbe mantenere l’incarico agli Esteri e Zingaretti che coronerebbe il suo sogno di fare anche il ministro dell’Interno. Una soluzione rattoppata ma, comunque, meglio che lasciare il buco.

La soluzione migliore sarebbe sempe quella di un Premier forte che porti il Paese fuori dalla palude in cui sta soffocando, che possa garantire e varare un vero piano per i recovery, con lo sguardo verso il futuro, che affronti e problemi che ci attanagliano, a partire da quel MES che è diventato il motivo del contendere, per poi passare ad un piano serio per il rilancio della nostra economia e lo faccia utilizzando le migliori intelligenze e personalità di cui l’Italia dispone, chiamandole a dare la propria disponibilità per rimettere ordine nella nostra zoppicante economia.

 

 

 

 

 

LE STELLINE DI GIUSTUSBLOG – PER CONTE, E’ L’ORA DELLA CRISI ?

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Il colpo di scena c’è stato, le conseguenze, è difficile dirlo, specialmente di questi tempi: Italia Viva, diciamo Renzi, ha detto no alla task force che dovrebbe gestire il recovery found. Ieri sera i renziani sono usciti dal vertice di maggioranza dicendo: “Abbiamo impedito i pieni poteri a Salvini, non  per consegnarli nelle mani di Conte, a cui, comunque, è stato data la più grande libertà di azione mai vista da un premier in democrazia così come era giusto fare durante la pandemia. In Consiglio dei ministri votiamo contro il Piano di Conte”.
Anche Il Presidente dei Senatori di Italia Viva ha affondato il coltello nella piaga: “Fin quì si è andati avanti con i  DPCM, oggi si vuole commissariare anche il Consiglio dei Ministri, tra l’altro composto -secondo chi li guida- dai migliori ministri del mondo, con una struttura ed un piano che non abbiamo nemmeno visto”. L’auspicio è che Conte freni e riveda le sue posizioni.
Ma, come non bastasse anche il capo della delegazione nel governo del partito di Renzi. la Ministra Bellanova è stata categorica: “209 miliardi non sono un fatto privato: ho ricevuto alle due di notte un testo senza avere alcun tempo per approfondirlo. Ci chiedono di votarlo, ma per il bene del Paese Italia Viva non è disposta a farlo”. C’è stato anche chi ha detto che Conte non sarebbe più persona affidabile.
Che sia scoccata l’ora della redde rationem? Giorni di fuoco si presentano per il Presidente Conte, forse né la consueta tecnica contiana del rinvio, ma neppure i richiami di Mattarella riusciranno a tenerlo ancora a Palazzo Chigi?

LE STELLINE DI GLIUSTUSBLOG – SANTA TERESA – A PROPOSITO DI CAMPERISTI

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Avevo sempre pensato che la bellezza della costa, spiagge, il territorio di Santa Teresa meritassero una attenzione particolare e che, l’impegno delle varie amministrazioni che nel tempo si sono succedute, avessero tutte, come idea principale, quella di portare quel turismo di élite che il territorio merita.

In effetti bisogna pur ricordare che il degrado della frequentazione avvenne tanto tempo fa, ormai dimenticato, quando un sindaco preconizzò l’idea che sarebbe stato giusto aprire ad un turismo nazional popolare,  di massa, idea molto cara agli ambienti radical chic, mandando così a ramengo tutti gli sforzi che erano stati fatti negli anni sessanta-settanta e che avevano prodotto risultati di un certo prestigio tanto da portare il paese ad una conoscenza di livello rispettabile non solo sul suolo nazionale, addirittura superando i confini non solo isolani ma nazionali.

Ad onor del vero, chi ha la pazienza di andare a vedere i programmi delle varie amministrazioni che si sono succedute nel frattempo, trova in ognuno barlumi di propositi migliorativi nel senso della qualità, poi, come ben sappiamo uno è il programma che si presenta altro è il fare, non per niente quei programmi vengono da sempre ritenuti “il libro dei sogni”.

Non pochi addebitavano l’idea di turismo di massa o nazional popolare alla sinistra, forse era una attribuzione inappropriata sta di fatto che, almeno negli ultimi trenta anni sia la politica urbanistica che di richiamo, poco ha fatto per recuperare in tal senso.

Per questo molti speravano nelle nuove leve: in effetti le due compagini che si sono sottoposte al giudizio degli elettori in questa recente tornata entrambi avevano cenni significativi in tal senso quindi tutto lasciava ben sperare. Gli elettori hanno fatto una scelta e vince una lista di centro-destra, chi meglio di loro?

Ebbene, è di ieri, La Nuova Sardegna, pagina “Gallura”, pubblica di spalla, un trafiletto in grassetto che riporta esattamente: “Creazione di aree a pagamento per i camperisti L’amministrazione punta a Una panoramica aerea di Santa Teresa favorire il turismo itinerante con la creazione di aree di sosta per i camper. «È un tipo di turismo che costituisce una grossa fetta di mercato – dice l’assessore Fabrizio Scolafurru (foto) –, purtroppo sino a oggi non è stata valorizzata per l’ assenza di strutture e servizi. Tra i nostri obiettivi abbiamo inserito la progettazione per la creazione di aree attrezzate riservate ai camperisti. È un modo per ampliare l’offerta turistica, allungare la stagione e incentivare i flussi di stranieri». Conclude l’assessore: «L’individuazione di queste aree permetterà di decongestionare il traffico cittadino e offrire opportunità di lavoro a delle imprese locali»”.

Per carità, nulla contro i camperisti, ma che si voglia classificarli come turismo di elite mi sembra quanto meno esagerato, forse neppure loro lo vogliono. Ora, che si debba evitare che sostino in aree di parcheggio e li bivacchino, è altrettanto ingiusto, che si provveda a istituire aree attrezzate è certamente giusto, ma enfatizzare come fosse..: “. È un modo per ampliare l’offerta turistica, allungare la stagione e incentivare i flussi di stranieri».”, lo trovo un po’ esagerato, e non mi sembra neppure tanto in linea con i programmi della Giunta Matta. Forse sbaglio e non sono certo io quello non disponibile ai chiarimenti, così come, credo, si aspettano molti cittadini di Santa Teresa.

IL MATTEO RENZI DICE UNA COSA NE FA UN’ALTRA , CIOE’ ESSERE IL MACRON ITALIANO

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Ho sempre sostenuto che Matteo Renzi era ormai uno dei pochi che interpretavano la politica, quella vera, quella che dettava scuola non solo nel nostro Paese, quella che ci aveva reso visibili e rispettati non solo nel nostro continente ma anche in quei luoghi dove pochi erano ben visti come noi. Basti pensare che pure un periodo di guerra fredda l’Italia godeva, almeno in taluni settori, financo l’Unione Sovietica. Ebbene, varie circostanze mi avevano indirizzato in tal senso, e ritenevo che tale conferma stesse per arrivare a quel traguardo anche a breve scadenza, poi, una specie di doccia fredda: c’è chi ancora sostiene che certi atteggiamenti altro non sono che “strategia”, sta di fatto che se si devono seguire le parole  -in politica sono fondamentali-, ciò che dice nella lettera odierna a Repubblica per il dibattito “La nuova via progressista” ha commesso, a mio avviso, un grave errore politico. Il più marcato è fare un inno alla sinistra che a nominarla fa solo perdere voti perché rievoca personaggi in maggioranza ex-comunisti, buona parte inconcludenti come certifica un esponente socialista come il vice-presidente della Commissione UE ed ex-premier belga Frans Timmermans che più volte ha detto che in Europa ed in Italia la maggioranza è moderata e non accetta la sinistra spesso eccessiva.

Ora sostenere, come ha fatto nella lettera. che “contro i populismi la sinistra vince al centro.”, citando l’esempio di Biden, a mi avviso, significa non aver compreso la lezione che lo portò a perdere, come segretario Pd e premier, oltre il 20% di voti moderati, ottenuti nelle “europee” per aver portato i dem nelle braccia del socialismo europeo, ossia a sinistra.

Prendere come esempio ciò che è successo negli usa e farne paragone con il nostro Paese mi sembra quanto mai azzardato: intanto Biden fa parte di un certo schieramento che definirlo di sinistra, quella come la nostra Lui è un cattolico democratico come era lo stesso Renzi democristiano con tanto di tessera, la controprova la ha avuta proprio in quelle elezioni che lo vide sconfitto in malo modo.

Eravamo in molti convinti del passo avanti lo stava facendo nel momento della fondazione di Italia Viva era convinzione di molti che quel salto lo portasse, anzi lo avesse fatto come suo riferimento al “riformismo”, altrimenti che senso aveva quella scissione? Tenendo presente che se quel suo ragionamento originario avesse un senso, il controsenso era proprio inutile visto che i dem una scissione l’avevano già subita nel momento che, proprio quell’ala sinistra che si era spostata ritenendo la posizione dem abbastanza morbida in quella direzione. No, lui, se come pare improbabile, non avrebbe lasciato i dem  solo per antipatie personali bensì, almeno così sembrava, per andare ad occupare quello spazio moderato che di giorno in giorno si stava rendendo libero per spostarsi verso quella destra che è avanzata proprio grazie alla rinuncia di quel centro moderato che prima era DC e poi aveva individuato in Berlusconi la propria salvezza.

Quella lettera pone delle domande che facciamo prima di tutti a noi stessi: ci chiediamo appunto dove siano finite le critiche a Conte ed al governo se addirittura l’ex-premier , ha scritto: “il nostro è stato un capolavoro tattico che ha permesso all’Italia di governare la pandemia con un esecutivo che si fidasse della scienza e del buon senso e non seguisse le farnetiche assurdità dei populisti.” ?

 Sono parole indelebili e sono assurde perché la cronaca che sta lentamente diventando storia dimostra il contrario come sa bene lo stesso Renzi quando sottolineava le gravi carenze del governo proprio nell’affrontare la pandemia ad iniziare dalla scuola per l’incapacità della ministra Azzolina che Italia Viva voleva mandare a casa.

 E vada pure il senatore fiorentino raccontare la bravura del Conte-2 alle partite Iva senza ristorni, a chi ha chiuso negozi, bar ristoranti, alberghi , a chi ha perso il lavoro, ai 5 milioni di  italiani che, secondo il Censis non riescono a mettere insieme colazione e cena, ai 600 mila cittadini che negli ultimi mesi si sono aggiunti a quelli che erano in povertà. E potrei continuare , purtroppo, con l’elenco, aggiungo solo il vero e proprio delitto commesso nel non attingere a giugno al Mes che ci avrebbe salvato in questa seconda terribile ondata con altri morti che, in parte, potevano essere evitati, soprattutto quelli deceduti non per il Covid, anche se spesso, inseriti in quell’elenco, ma per infarto ed altre malattie del cuore per mancanza di cure come testimoniamo i cardiologi.

Renzi, bontà sua, dopo aver detto le sue sciocchezze, ed uso un eufemismo, ha ammesso: “oggi, però, questo non basta….c’è bisogno di uno sguardo diverso e più profondo sul mondo. Se come dice Barber il rischio è quello di una sfida finale tra democrazia-liberale e populismo l’Italia deve esserci con forza ,senza paura di sporcarsi le mani”. Quindi una conclusione alla renziana ( dici una cosa per farne un’altra ed esserci anche tu): “toccherà a Conte, Zingaretti e agli altri leader se essere protagonisti della nuova pagina che la vittoria del presidente Biden apre anche per l’Italia e per l’Europa: oppure se passare il tempo che ci separa dall’elezione del successore di Mattarella in uno stanco litigio quotidiano senza visione.” Se al posto di Conte mettete Draghi e, nella maggioranza parlamentare Berlusconi ecco fotografato il terremoto politico al quale anche Renzi sta collaborando. Di fatto un centro-sinistra vecchia maniera che, in previsione del ritiro annunciato tra un anno della Merkel, per l’Unione Europea ed al suo leader guarda a Macron, vecchia idea renziana rilanciata oggi su “La Repubblica”. Chissà se ,ancora una volta, il Matteo fiorentino, nel fare scintille e ammantarsi di equivoci, avrà anticipato i tempi.