FORSE CON UN PO PIU’ DI ATTENZIONE SI SAREBBE POTUTO EVITARE ALMENO QUESTO TRISTE PRIMATO (Il 5 dicembre l’allarme del ministro della Sanità per una brutta polmonite che era scoppiata in Cina, ma Conte non se ne preoccupò)

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Certo è che se non si può dire che si sia trattato di colpevole distrazione, certo è che la presunzione di potenza e infallibilità, almeno quella c’è stata. Se tutto questo non fosse costato qualche migliaio di vite umane si poteva anche dire che il nostro Presidente del Consiglio preferisce decidere in solitudine, ma qui, è sotto gli occhi di tutti, la cosa assume una gravità tale, difficile da poter sorvolare. Come meravigliarsi, quindi, se un qualche giurista, almeno al pari del Premier abbia ventilato la possibilità di rimettere alcuni dati alla magistratura per un più attento esame.
Sembra ci sia la prova certa che il 5 dicembre il governo sapeva che in Cina era scoppiata una strana e pericolosa polmonite. In tv, infatti, è stato esibito un documento ufficiale del Ministro della Sanità, nel quale figurano disposizioni per chi opera nel settore e un allerta per la pericolosa polmonite comparsa tra i cinesi.
Perchè Conte adotta un primo provvedimento solo il 18 gennaio quando l’epidemia si era già sviluppata anche in Italia con il focolaio lodigiano e da vari giorni una regione della Cina era stata decretata zona rossa? Sottovalutazione o timore di creare allarme tra i cittadini, nel periodo natalizio, per un coronavirus (anche il Covid-19 appartiene a questa famiglia) non letale e, in generale, al livello, al massimo, di una polmonite “leggera” come aveva accertato lo studio degli scienziati cinesi sui primi 90 mila contagiati? Molto probabile: ambedue ed anche. Il premier non intendeva turbare la luna di miele con gli italiani che continuavano a darlo in testa nelle loro preferenze tra i politici. Così anche gli angosciosi appelli del governatore della Lombardia Fontana a chiudere tutto cadevano nel vuoto.
In sostanza (come hanno sottolineato scienziati e ricercatori di Harvard in uno studio sulla nostra emergenza virus) non venivano adottati i necessari provvedenti, scegliendo la via della gradualità, criticata aspramente anche in uno scontro notturno con Conte, con il ministro Franceschini, capo delegazione del Pd.
I risultati, purtroppo, sono quelli noti che ancora stiamo subendo. Per la verità anche nel mondo sanitario non s’erano levate molte voci a mettere sull’avviso dallo tsunami in arrivo. Solo,tra i virologi, era stato Burioni a dare l’allarme, ma era stato quasi zittito dalle accuse di fare il protagonista, seminando panico nel Paese. Altri scienziati erano stati più cauti perchè del virus cinese non si sapeva molto come dice il direttore del reparto Malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma, professor Roberto Cauda, che aggiunge: “oggi non sappiamo ancora tutto, ma sappiamo molto. Le prime informazioni le abbiamo avute il 30 dicembre quando la Cina ha dichiarato la diffusione nella zona di Wuhan di una polmonite con caratteristiche sconosciute.”
Già il 9 gennaio, però, i ricercatori sono riusciti ad isolare il virus per la prima volta: sono stati rapidissimi, se pensiamo che per l’Hiv c’erano volti due anni e per la Sars alcuni mesi: ” Il professor Cauda, in una intervista all’ottima rivista BenEssere spiega: “Quel che sappiamo è che il virus si trasmette per via aerea con le goccioline emesse parlando, con la tosse e gli starnuti e che è simile a quello della Sars, il Rna è uguale per l’80%, ma quel 20% fa una bella differenza. Infatti, rispetto alla Sars, si trasmette più facilmente, ma è anche molto meno letale Inoltre abbiamo scoperto che il Sars-Cov-2 (Covid-19 ) ndr) entra nell’organismo attraverso le muscose e si attacca a specifici recettori a livello polmonare, causando una polmonite interstiziale che colpisce, cioè, gli scambi aria-sangue e può provocare nelle forme più gravi insufficienza respiratoria.” Ancora: “possiamo dire che l’80% dei casi sono forme più lievi simili all’influenza. C’è, poi, una quota di soggetti del tutto asintomatici.” “Il 20% dei contagi si evolve in forma più impegnative di polmonite che necessitano di ricovero ospedaliero. Di questi casi una piccola parte presenta insufficienza respiratoria e richiede la ventilazione assistita. Infine c’è una piccola quota di decessi. Possiamo dire che la malattia è più spesso letale nei soggetti di 70 anni e più”. E la morte potrebbe essere ” l’epilogo di una serie di concause che il virus ha solo aggravato.” Tutto questo “non significa – precisa il professore- che un anziano con qualche acciacco non possa guarire.
Mi sono diffuso forse troppo lungamente su queste puntualizzazioni, ma mi è sembrata la prima volta di una esposizione chiara e comprensiva anche per noi profani di virologia di cosa significhi il Covid-19. Inoltre dalle notizie cronologiche sul virus emerge con chiarezza che il governo ha agito in ritardo e con una gradualità errata. Non mi meraviglio, quindi, che, come ha scritto Verderami sul “Corriere della Sera sia nel Pd sia nel M5S c’è chi pensa ad un cambio della guardia a Palazzo Chigi per affrontare la gravissima emergenza economica post-virus: con premier Mario Draghi.

CHI SBAGLIA NON PAGA IN TEMPI GIALLO-ROSSI: I “CASI” INPS, PROTEZIONE CIVILE E COMMISSARIO ARCURI.

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Ci sono cose in un periodo così complesso e difficile come quello che stiamo vivendo, passano in sottordine, cioè, che vengono si rilevate ma pochi sottolineano per il giusto valore. Certo, toccherebbe all’opposizione farle rilevare, darle il giusto peso che hanno, che non è certo poca cosa, così come andremo a vedere, neppure il Fatto Quotidiano del nostro travagliato Travaglio sembrerebbe non essersene accorto, lui sempre attento alle salvinate o anche alle melonate quotidiane: certe cose, quisquiglie, non hanno impatto (pensa lui?), eppoi, ormai certe cose si superano, in fondo, dove sta il problema? Si tratta solo di ritardare di una quindicina di giorni per liquidare pochi soldi. Si, ebbene, sono pochi soldi i seicento euro, forse ottocento, per chi come lui non ha problemi, ma, per chi deve mettere insieme un pezzo di pane e forse un piatto di pasta, potrebbe essere ragione di vita. Oppure, quelle mascherine fasulle che avrebbero dovuto indossare il personale sanitario che già tante vittime ha avuto: stupidaggini. Diciamo che un attimo di riflessione non solo chi le responsabilità le ha e dovrebbe tenere sempre gli occhi aperti su tutto, ma anche i media non dovrebbero tacere o passare sottogamba certe notizie, solo perché abbiamo ben altro da pensare, magari, il numero delle apparizioni in TV del presidente Fontana.
Altro che il gradimento di Conte, il delicato e fragile equilibrio politico all’interno del governo giallo-rosso impedisce di assumere provvedimenti nei confronti di chi, in posizioni di rilievo istituzionale anche provvisorio sbaglia e non paga, ossia non viene rimosso. La riprova viene da tre clamorosi casi: Il primo, assurdo perchè era prevedibile il numero eccezionale di richieste per avere i miseri 600 euro una tantum per le partite Iva ed altre categorie. Quel che accaduto al sito dell’INPS non ci porta nemmeno al rango di un piccolo Paese del Terzo Mondo ed il presidente Pasquale Tricarico, 44enne indicato dai grillini ha dato la responsabilità del clamoroso tilt agli hackers ed in seconda battuta ha fatto filtrare che la colpa era della direttrice generale Gabriella De Micheli senza portare alcuna prova e, giustamente, l’interessata si è risentita dichiarando in un’ampia intervista “vogliono fare di me il capro espiatorio”. Come se non bastasse il signor Tricarico, di professione economista, invece di scusarsi a nome dell’Ente ha avuto un’uscita più che infelice, dicendo rivolto alle centinaia di migliaia di persone che attendono le 600 euro, forse aumentate ad 800, per mangiare e darlo a moglie e figli se li hanno, “c’è tempo, le domande non scadono..”
Il risultato è che i più disperati, tra gli italiani, passeranno Pasqua senza questo aiuto di per sè già estremamente insufficiente, e, se va bene, dovranno probabilmente aspettare la fine di aprile per avere quei soldi semprechè ci sia il rifinanziamento considerato che l’attuale staziamento non è sufficiente per tutti gli aventi diritto.
Ora, in un Paese normale, un governo normale cosa farebbe? Facile a dirsi: sostituirebbe il presidente dell’Inps per manifesta incapacità manageriale. Da noi no perchè i grillini insorgerebbero. Inoltre un governo normale in un Paese normale non avrebbe gravato l’INPS di un impegno così difficile, ma avrebbe fatto come in Germania e Francia dove gli aiuti sono arrivati celermente perchè immessi nei conti-correnti di chi ne aveva diritto: (bonifici da 5 mila euro per i tedeschi…) Non potevano farlo anche da noi, lasciando,poi, all’Inps di fare i controlli se qualcuno aveva fatto il furbo ?
L’ altro “caso” è , a mio avviso,ancora più grave perchè poteva portare ad una strage. Come noto i medici, a partire da quelli di famiglia e, soprattutto coloro che stanno nei pronto soccorso, lamentano la mancanza di attrezzature per difendersi dal coronavirus. Spesso sono stati costretti a mettere mascherine di fortuna e una settantina sono morti per aver preso il Covid-19 (magari avevano anche loro, come la maggior parte dei troppi deceduti, altre patologie. Dopo polemiche, sequestri di spedizioni all’estero, la Protezione Civile invia trecento mila mascherine all’Ordine Nazionale dei Medici, ed il Capo Angelo Borrelli annuncia la buona notizia. Il commissario Arcuri controlla la spedizione perchè si erano verificati “disguidi”, ossia spedite mettiamo 100 arrivate a destinazione 80. Il presidente dell’ordine dei medici, Filippo Anelli, forse per i precedenti controlla le mascherine arrivate, ma le blocca subito, dando l’allarme: sono inutilizzabili, con quelle i medici sarebbero senza protezione reale, non avrebbero difese dal virus. Borrelli si scusa immediatamente. Arcuri, suo è l’ultimo “via”, no , sostiene che è “un incidente”, ma dimentica che poteva provocare una strage e devastare ancora, è più l’Italia con un mega- contagio.
Anche in questo caso un governo normale in un Paese normale dice al dottor Arcuri di tornare alla sua presidenza di un ente pubblico ed al suo posto avrebbe messo quel Guido Bertolaso, che era stato invocato da molti, ma Conte non ha voluto, e che in 10 giorni, nonostante contagiato dal Covid-19, è riuscito a tirare sù un ospedale, ossia il più moderno ed ampio reparto di terapia intensiva in Italia, un esempio ammirato in tutto il mondo e da noi addirittura elogiato anche da chi- come “La Repubblica” in passato aveva criticato Bertolaso: che essendo medico si sarebbe subito accordo che le trecentomila mascherine erano impraticabili.
Sì, proprio misteri (non troppo) di questa nuova nostra Italia, quella di DiMaio, Zingaretti e Conte.

LA COLPA E’ SEMPRE DEGLI ALTRI: UN PO’ D’UMILTA’ CONTE PERCHE’ LA GESTIONE DEL COVID-19 E’ STATA UN DISASTRO ALL’INIZIO (se insiste darà ragione a chi lo accusa)

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Meno male sembra stia cambiando: negli ultimi giorni, pur non perdendo l’abitudine di apparire,usa meno il suo ego ed anche il plurale maiestatis, forse qualche amico glielo ha fatto notare. Ma, il vizio è difficile da correggere.Lo afferma in tutte le interviste rilasciate a prestigiosi giornali europei (non al New York Times perchè alla testata americana ha negato l’intervista..): “se potessi tornare indietro rifarei quello che ho fatto”. Dunque il nostro premier Giuseppe Conte è convinto di non aver commesso errori ed indirettamente considera assurda la richiesta avanzata da Renzi al Senato di un commissione d’inchiesta sulla gestione dell’epidemia coronavirus. Immaginatevi cosa penserà delle critiche rivolte a lui, a Zingaretti e Di Maio dal NYT e, soprattutto, dallo studio dei ricercatori ed esperti della prestigiosa università di Harvard, secondo il quale occorreva fare tutto l’opposto di quel che , sino alla chiusura dell’Italia, il governo aveva fatto. Si sarà,inoltre, scandalizzato, ma anche un pò preoccupato, visto il precedente del processo a Salvini per aver tenuti in mare per alcuni giorni su una imbarcazione italiana gli extracomunitari salvati in mare, l’esposto contro di lui ed i ministri della Sanità e dell’Interno da alcuni avvocati, tra i quali un ex-magistrato con l’accusa di disastro .
Ora è evidente che un premier improvvisato, senza alcuna esperienza politica, istituzionale o manageriale , si sia trovato in grave difficoltà dinnanzi ad un evento imprevedibile come una epidemia per un virus sconosciuto, ancora tutto da studiare nei suoi comportamenti, non mortale secondo il primo esame su 90 mila di contagiati in Cina compiuto da scienziati cinesi e molto simile, nei casi peggiori, ad una influenza che può trasformarsi in una polmonite “lieve”. Certo, con una rapidità di diffondersi rapidissima e determinando indirettamente vittime se i colpiti avevano altre patologie e in effetti morivano, soprattutto, per queste come se visto, poi, anche in Italia.
L’allarme, comunque, era scattato, il 5 dicembre la nostra intelligence aveva informato del focolaio cinese del coronavirus, dei primi morti e dei possibili sviluppi. Informativa quanto mai opportuna,considerando i molti cinesi che vivono da noi, gli intensi scambi commerciali, i viaggi dall’Italia in Cina di nostri turisti e, in particolare, i ritorni provvisoria nella Madre Patria dei ” nostri “cinesi per il Capodanno della Cina, riabbracciando amici e parenti. In sostanza il rischio di trovare anche da noi contagiati non era escluso. E’ quello che fin dalle prime notizie da Pechino aveva detto un noto virologo come Burioni, lanciando l’allarme contagiato. Non fu preso sul serio, forse perchè amico di quel rompiscatole di Matteo Renzi, forse per gelosia di qualche suo collega a visto che lui operava in quel big-ospedale privato San Raffaele di Milano. Fatto sta che il segretario del PD Zingaretti va a Milano, dove a due passi, ossia nel Lodigiano era scoppiato il primo “caso” e si erano avuti altri contagi, mentre a Roma due turisti cinesi venivano ricoverati allo Spallanzani in gravi condizioni con contagio da coronavirus: e si siede ad un bar con amici a brindare, dicendo , come ha testimoniato un video pubblicato sul suo Facebook, “stiamo sereni, non c’è nessun allarme, nulla da temere”. A sua volta, all’aumentare dei contagi ed alle prime vittime, il premier Conte va in Tv, iniziando la nutrita serie di apparizioni televisive e di conferenze stampa, per dire che la situazione è sotto controllo, che il governo ha tutti i mezzi per bloccare il contagio. In sostanza, dichiarazione ultra-rassicurante, mentre il ministro della Sanità, avendo un consigliere scientifico d’indubbio valore ha altre informazioni ed altre idee.
Quasi contemporaneamente Zingaretti posto un altro video ed annuncia d’essere stato contagiato.
Il resto credo sia noto a tutti , compresi gli appelli non ascoltati da Palazzo Chigi dei governatori del Nord a chiudere tutto, la successione dei decreti ,lo scontro notturno tra il premier ed il capo delegazione del Pd Franceschini che lo invitava a chiudere tutto, infine le due conferenze stampa notturne, senza possibilità per i giornalisti di porre domande, l’impossibilità del Parlamento di conoscere il contenuto dei decreti prima di annunciarli, senza dare particolari, nelle conferenze solitarie.
Ora in questa progressione di eventi con l’aumento dei morti, con i camion militari che sfilavano nel buio, ma ripresi dalle tv, portando il loro carico di bare di persone morte senza nemmeno poter avere l’ultimo saluto di un parente, messe nude in un sacco contro il feretro, in genere anziani, molti dei quali di Bergamo, divenuta con Brescia città martire. In un clima di accentuata paura il premier avrebbe dovuto compiere un atto di umiltà, anche utilizzando l’alto grado di fiducia nei suoi confronti i da parte dei cittadini (fenomeno normale in una fase drammatica come sottolineano psicoterapeuti), dicendo la verità. Ossia, che tutti s’erano trovati impreparati ad affrontare un’epidemia del genere con un virus ancora poco conosciuta, con l’impossibilità di avere cure e così via: Si, all’inizio c’era stata una sottovalutazione, ma anche perchè il Covid-19 si presenta simile ad una influenza che, normalmente, in Italia colpisce 6 milioni di italiani e provoca dai 10 mila ai 15 mila morti.
In sintesi , l’ammissione delle difficoltà obiettive della situazione poteva anche giustificare qualche errore iniziale, e la gradualità delle misure derivava dalla volontà di non gravare troppo sui cittadini: Invece, il miraggio dell’uomo solo al comando ed i cattivi consiglieri hanno indotto Conte a scegliere un’altra strada: pericolosa per lui , dannosa per i cittadini.
Così Matteo Renzi può insistere sulla sua commissione d’inchiesta e può confidare ad Augusto Minzolini (che lo ha riportato su “Il Giornale”) “è incredibile. Lui, in una situazione così drammatica, poteva fare discorsi incredibili, come il governatore di New York Cuomo. Invece ha una narrazione tutta sua. Lo vedi nelle interviste: la colpa della crisi è dell’Europa, la colpa della fame è dei sindaci, la colpa della crisi economica è del virus. Insomma le colpe sono sempre e comunque degli altri.”:

GLI ESPERTI DI HARVARD: ECCO GLI ERRORI ANTICOVID NELLE MISURE ITALIANE E’UN DURO ATTO D’ACCUSA (mentre Sala lancia governo costituzionale)

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Qualcuno dice che io ce l’abbia con il Presidente Conte, solo per antipatia personale o per partito preso: detto tra di noi, a me non è simpatico, ma, per correttezza professionale non mi permetterei di denigrarlo solo per dare sfogo alle mie antipatie, per questo cerco sempre di andare alla ricerca dei vari pareri, documentando quanto sostengo da sempre su un personaggio arrivato, non si sa bene da dove, al vertice del Paese, dove cerca di fare la sua malcelata fortuna su una disgrazia che ha investito il mondo intero, dimostrando, ogni giorno di più, la sua inadeguatezza e approfittando della cecità di chi lo ha voluto ad occupare quella poltrona.
“La storia mi giudicherà ” ha detto in Parlamento il premier Conte, ovviamente sostenendo di aver agito per il meglio, dunque positivamente, nell’affrontare il Covid-19. I ricercatori e gli esperti di Harvard, una delle più prestigiose università del mondo, hanno, però,anticipato la storia già giudicando l’operato del governo. E ne è emerso un giudizio fortemente negativo. Lo riassumo in poche battute: ha affrontato ostacoli “nel riconoscere l’entità delle minacce rappresentate dal Covid-19, nell’organizzare una risposta sistematica e nell’affrontare cosa fare dai primi successi ai fallimenti”: Si è registrato, quindi, “un fallimento sistematico nell’assorbire e nell’agire rapidamente in base alle informazioni esistenti”: ossia ” c’era l’esempio della Cina.” Il fatto è che “nell’inizio la minaccia non è stata considerata in modo adeguato”.
Mi fermo qui per amor di patria ed anche se ci possono essere nello studio-ricerca, pubblicato sulla importante rivista scientifica Harvard Business Rewiew, qualche eccesso critico, non si può non ricordare le cautele del premier, il suo insistere sulle gradualità delle misure, i suoi scontri, anche notturni,con il capo delegazione del Pd, il ministro Franceschini che voleva chiudere tutto come proponevano, invano, anche i governatori del Nord, primo fra tutti quello lombardo.
Questa impuntatura del premier per non allarmare troppo i cittadini, in realtà già ampiamente impauriti, il suo imporre Palazzo Chigi, facendo parlare autorevoli giornalisti di emergenza sanitaria che va in parallelo dell’emergenza democratica, ha reso impossibile la vera unità, anche se in extremis Conte, per intervento di Mattarella, è stato costretto a fare marcia indietro dopo il totalmente deludente intervento alla Camera, facendo, al Senato, un mezzo invito al’opposizione che, comunque, ha presentato molti emendamenti al decreto che stanzia 25 miliardi.
Inoltre, proprio al Senato, Matteo Renzi non ha risparmiato al premier una battuta critica e, soprattutto, ha proposto una commissione d’inchiesta su come è stata affrontata l’emergenza coronavirus. Ora il severo giudizio degli esperti e ricercatori, unito, ad esempio, alle critiche del grande farmacologo Silvio Garattini (“siamo arrivati tardi sul’epidemia, non arriviamo tardi sulla ripresa”) hanno portato fascine al fuoco innescato da Renzi che insiste, nonostante le risposte negative di chi non ha letto bene la sua intervista ad “Avvenire” sulla riapertura delle aziende chiuse per evitare di “passare dalla pandemia alla carestia.”
Ho l’impressione che nei prossimi giorni, su questi temi, compreso quello dell’esiguità degli stanziamenti governativi lamentato da sindaci e governatori regionali, si accentuerà lo scontro politico sia all’interno del governo, sia per le richieste di Lega e Fratelli d’Italia e ritengo cadrà nel vuoto l’appello di Berlusconi a sostenere, comunque, in questa fase drammatica il governo.
Nè sarà facile che i partiti accolgano l’invito del Capo dello Stato all’unità superando gli steccati maggioranza ed opposizione ed anche le frizioni interne ad un governo improvvisato e messo in piedi contro. Ossia contro Salvini e la sua tendenza ad essere l’uomo solo al comando. L’ideatore dell’Esecutivo oggi in campo con un premier inventato dai grillini e per un anno capace di approvare tutte le leggi volute da Salvini è stato proprio Renzi che, però, sta a metà nella maggioranza pur con due ministre e non certo in sintonia con il premier: il quale, a complicar le cose, offre l’impressione -e per alcuni anche qualcosa di più- di voler impersonare, anche lui, l’uomo solo al comando. Gli ultimi suoi decreti, annunciati di notte, senza possibilità che il Parlamento ne conoscesse i contenuti e proibendo le domande dei giornalisti, hanno aumentato questa convinzione dei suoi critici. Non a caso un ex-presidente della Camera, come Bertinotti, ha detto chiaramente che si sta andando verso un neo-autoritarismo.
In tempi di allarmi e di pericolo, in qualche caso di terrore, per la pandemia provocata dal coronavirus, il cittadino finisce per accettare tutto da chi è al potere perchè -come sostengono i psicoanalisti- “torna ad una forma regressiva e prepolitica e, se ne ha l’occasione resuscita una figura genitoriale, la proietta su una leadership e si attiene ai dettami di questa”. In sostanza i cittadini “sono portati a regredire -afferma la professoressa Costanza Jerusum- al rango di figli sotto un primo ministro che ci dice cosa si deve fare e introiettano tutti i nuovi ordini con uno zelo incredibile”.
E’ quello che avviene e porta Conte a livelli di accettazione impensabili: il 71% hanno testato sia Pagnoncelli che Diamanti, i quali , però, dicono che quando il pericolo cessa si torna alla normalità e, quindi, ognuno recupera la una dimensione critica e democratica e -come dice la Jesurum- ritorniamo “al tipo di psicologie che ha cresciuto la nostra storia culturale e politica: siamo italiani, siamo europei, abbiamo teorizzato e messo in pratica le democrazie parlamentari, ci siamo abituati a votare e decidere, e anche nei nostri microorganismi associativi: dalle scuole, ai condomini, alle famiglie abbiamo fatto tramontare i padri e siamo entrati in un regno dello scambio di pareri , delle discussioni interne delle nostre scelte:” In questa ritrovata cittadinanza , aggiungo io, come si può accettare l’uomo solo al comando. Fossi Conte farei un pensiero al modo di uscirne prima che parta, dopo le ferie ha detto Renzi, una commissione di inchiesta con giornali di estrema destra che hanno evocato una nuova Norimberga, mentre un sostenitore dell’attuale maggioranza come il sindaco di Milano Giuseppe Sala propone una nuova Costituzione ed un governo di tutti per prepararla, ricordando addirittura Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio di un governo dove erano presenti tutti i partiti. E , guarda caso, Berlusconi, sulla scia di Renzi e sulla scorta degli elogi di Macron alle proposte dell’ex-presidente della BCE, propone Draghi a Palazzo Chigi per risollevare l’Italia dalla recessione.

CONTE S’E’ DETTO D’ACCORDO CON DRAGHI, MA NON AGISCE E LA SITUAZIONE PEGGIORA : SI RISCHIA UNA RIVOLTA SOCIALE

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Giorni fa, nella noia di questi “arresti domiciliari”, su uno dei programmi trasmessi dalla Tv un giovane economista interpellato sulle difficoltà economiche dell’Italia e sulle prospettive prossime future, rispose con una frase che mi è rimasta impressa: “Certo la situazione non può definirsi fra le migliori, però, immaginate di stare a vedere una corsa di ‘formula 1’, mentre si sta svolgendo scoppia un forte acquazzone, deve entrare la safety-car che rimette tutti i partecipanti sulla stessa linea di gara, permettendo agli ultimi di raggiungere i primi come fosse una nuova partenza. Questo significa che, la pioggia, per chi è indietro, sia una nuova opportunità”. Ebbene, il nostro Paese non risulta essere economicamente, fra i primi, ciò significa che questo momento potrebbe essere anche per noi una ‘opportunità’.
Lasciatemi dire: immaginate per un solo istante di vedere queste nostre paure che potrebbero mettere in gioco anche la nostra vita, in modo un pochino più ottimistico, sempre nel rispetto del grave costo che stiamo pagando in vite umane, con i sacrifici di tanta gente, poter pensare che almeno dopo tutto questo si possa immaginare una Italia migliore, uno Stato migliore per le future generazioni, non può essere di conforto alle sofferenze di ogni genere di questi giorni, e vedere con uno sguardo diverso, quelli immediatamente a venire.
Ma, torniamo alla cronaca:il premier Conte, ieri al Senato, s’è detto d’accordo con Draghi per le misure esposte nell’intervista al Financial Times, ma occorrono fatti e subito, perchè sotto le ceneri del coronavirus cova anche la rivolta sociale. Troppe persone sono senza lavoro e, spesso, anche senza alcuna protezione sociale tipo la Cassa Integrazione e la rabbia unita alla disperazione, compreso il dovere di stare chiusi magari in abitazioni non accoglienti, può portare alla violenza se non hai da mangiare per te e la tua famiglia. Draghi è stato chiarissimo: i governi e la UE devono “agire forte e veloci” perchè la profonda recessione non diventi depressione ” Ed è, per questo, che serve un “significativo aumento del debito pubblico in modo da ” proteggere i cittadini e l’economia da shock per il quale il settore privato non ha colpe”: Dev’essere, quindi, lo Stato a muoversi, per “assorbire le perdite che gravano sui settori privati” e offrire, velocemente, “aiuti concreti soprattutto per salvaguardare i posti di lavoro delle aziende , dei negozi e delle attività commerciali che hanno chiuso per arginare il contagio”, aggiungo io: spesso costrette a chiudere dal governo .
Ho voluto sinteticamente ricordare i passaggi più importanti dell’intervento di Draghi ( aggiungo solo “le banche devono dare liquidità a costo zero “) per rilevare che, ora Conte (se davvero è d’accordo con l’ex-presidente della BCE che molti ormai vedono proprio a Palazzo Chigi e, poi, al Quirinale,) deve far seguire fatti immediati e concreti da parte del suo governo, stanziando, ovviamente, tutti miliardi necessari , soprattutto con l’aumento del nostro debito pubblico nostro debito pubblico.
Non mi pare, purtroppo, che si proceda su questa strada: ancora, infatti, dobbiamo utilizzare gran parte dei 25 miliardi di euro stanziati all’inizio con grande enfasi con un decreto, ancora da convertire e duramente criticato dall’opposizione che ora Conte, è stato costretto, delle sollecitazioni ( uso un eufemismo) del Quirinale a chiamare alla collaborazione , cambiando linea ieri al Senato dopo l’ancor più deludente discorso alla Camera dell’altro giorno.
E va bene l’altro più sostanzioso decreto, da concordare oltretutto con le opposizioni non l’avremo che in aprile, forse nei primi giorni del mese se va tutto bene anche l’importo dello stanziamento previsto fino a 50 miliardi quando gli altri maggiori Paesi europei hanno già deciso cifre notevolmente superiori: La Merkel, ad esempio, ha annunciato per la Germania una manovra per 156 miliardi dei quali 50 per le piccole e medie imprese, mentre verrà un Fondo per la stabilizzazione dell’economia per ben 600 miliardi: La Francia, a sua volta ha previsto un primo pacchetto per 45 miliardi ed ha messo a disposizione 300 miliardi di garanzie per le imprese; La Spagna, oltre, ha deciso un piano di 2oo miliardi a sostegno del sistema delle imprese , di cui 117 di garanzie di liquidità offerte dallo Stato alle imprese.
Noi, se nel confronto con le opposizioni il governo non aumenterà lo stanziamento, siamo fermi a 75 miliardi , ma una parte dei primi 25 è destinato alla Sanità alla quale tante risorse erano state sottratte a partire dal governo Monti. Sarà sufficiente la cifra prevista oltretutto varata i non nei tempi celeri indicati da Draghi che, chiaramente, ha detto “la rapidità sarà essenziale per l’efficacia” Ce la faremo ad essere rapidi , sia per le secche burocratiche ,sia per un confronto parlamentare che s’annuncia durissimo e con in più un premier che sente sul collo sia la commissione d’inchiesta lanciata da Matteo Renzi, sia l’alternativa Draghi, sostenuta a gran voce da molti personaggi, persino da un filosofo come Massimo Cacciari. Auguriamoci proprio che Dio ci aiuti!

TESTO INTEGRALE INTERVENTO SEN RENZI AL SENATO NELLA SEDUTA DEL 26.03.2020

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Pubblico questo testo perchè lo ritengo interessante poter rileggere quanto detto dal Sen Renzi sul dibattito delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio sulla crisi sanitaria provocata dal coronavirus.
TESTO STENOGRAFICO DELL’INTERVENTO DEL SENATORE MATTEO RENZI NELLA SEDUTA DEL 26 MARZO 2020
Signor Presidente del Senato, signor Presidente del Consiglio dei ministri, onorevoli colleghi, non sono mai stato tanto fiero di essere italiano come quando le nostre istituzioni, tutte insieme, hanno mostrato una differenza di stile, di contenuti e di risposta rispetto a un altro Paese europeo, anche se non più appartenente all’Unione europea, in ordine alla vicenda Covid-19.
È accaduto, infatti, che un suo collega Primo ministro, il Primo ministro del Regno Unito, abbia affrontato l’emergenza coronavirus dicendo che dobbiamo abituarci a perdere i nostri cari. Quel Primo ministro, che ha studiato le civiltà antiche e la Grecia e Roma, dovrebbe ricordare che la grandezza di Roma e dell’Italia è stata data da quel personaggio, Enea, che si carica suo padre Anchise e arriva nella nuova terra promessa, dove fonda Roma, portandosi la bellezza dell’esperienza sulle spalle.
Noi italiani abbiamo dimostrato che non ci rassegniamo a lasciare i nostri cari. Noi italiani abbiamo detto che facciamo dei sacrifici, tutti insieme, per salvare la vita dei nostri nonni. Di questo, tutti dobbiamo essere orgogliosi e fieri e dobbiamo ringraziare il Governo e le altre istituzioni per avere agito in tale direzione. (Applausi dai Gruppi IV-PSI, M5S e Misto).
Ora, però, dobbiamo uscirne. Dobbiamo lavorare per salvare la vita dei nostri nonni. Dobbiamo evitare di morire di Covid-19 e dobbiamo evitare di morire di fame. C’è un’emergenza economica fortissima di fronte a noi. Io credo che il Presidente del Consiglio abbia fatto bene a venire in Parlamento e il Presidente del Senato abbia fatto bene a creare le condizioni. Io sono stato tra coloro i quali hanno criticato un eccesso di comunicazione istituzionale. Oggi voglio dare atto al Presidente del Consiglio di essere qui in Aula e di essersi aperto a una discussione vera e reale.
Proprio per essere altrettanto franchi e chiari, tutta la discussione sul passato, che è stata fatta in modo puntuale dal Presidente del Consiglio, con una rivendicazione delle scelte, non può essere oggetto del dibattito di oggi, perché non può essere questo il momento. Il Presidente del Consiglio ha fatto bene a comunicare ciò che è stato fatto. Penso che ciascuno di noi possa apprezzare la sua citazione manzoniana: «del senno di poi ne son piene le fosse». Ce n’è un’altra, presidente Conte, nel capitolo 32 de «I promessi sposi», sempre a proposito della peste. È quella in cui Manzoni dice che il buon senso c’era, ma se ne stava nascosto per paura del senso comune.
Mi domando se, in alcuni passaggi della nostra esperienza, abbiamo avuto un po’ paura del senso comune per dire cose di buon senso: dai voli diretti ai tamponi ai medici; alla Consob, perché l’apertura e la chiusura delle borse riguarda la Consob e non il Governo. Noi, infatti, abbiamo chiuso le aziende, ma ci è stato detto che non potevamo chiudere per due mesi le borse e non potevamo bloccare le vendite allo scoperto. Poi, però, si è visto che si poteva fare.
Me lo domando sulle questioni legate ai nostri detenuti. Se tu, Stato, privi della libertà un uomo in ragione della legge, hai il dovere di farti carico della sua vita. (Applausi del senatore Margiotta). E se ci sono 13 detenuti, qualcuno deve pagare il conto di quello che è successo. Mi riferisco al direttore dell’amministrazione penitenziaria. (Applausi dai Gruppi IV-PSI, PD e Misto).
Di tutti questi temi discuteremo a tempo debito. Io propongo l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta. Si sono fatte le Commissioni parlamentari d’inchiesta su tutto: di fronte a 8.000 morti credo sia un dovere civile parlarne, dopo le vacanze estive, dopo la ripresa.
Oltre al ringraziamento gigantesco ai medici e agli infermieri, mi associo totalmente alle parole del collega senatore Casini, che ha detto in modo ineccepibile ciò che andava detto e sono dalla sua parte. Vorrei che, tutti insieme, affrontassimo il durante perché c’è anche un dopo, e questo dopo potrebbe essere affascinante. Oggi Alessandro Baricco scrive parole bellissime su «la Repubblica» sull’audacia del dopo.
Ci sarà un dopo sull’innovazione, sulla tecnologia, sullo smart working. Ci sarà un dopo sulla sostenibilità ambientale. Ci sarà un altro mondo dopo il coronavirus, perché riguarda non soltanto l’Italia, ma tutto il Pianeta. Ci sarà un dopo e sarà un dopo in cui ci saranno l’Italia e gli italiani, che stanno dando prove meravigliose di resistenza e di valore civile. Gli italiani, infatti, che sono stati spesso criticati, stanno seguendo delle regole difficili e lo stanno facendo con un senso di cittadinanza che andrebbe premiato pubblicamente, per lo stile che stanno avendo.
In questo dopo che verrà, noi ci saremo. Diamolo questo messaggio a chi è chiuso da quindici giorni in casa.
Gli italiani, con la loro fantasia, il loro estro e la loro innovazione ci saranno: avranno qualcosa da dire e da dare; ne sono convinto.
Quello che però mi preoccupa è il mondo di oggi, non quello di domani. Noi stiamo vedendo il trailer di un film dell’orrore; lo dico senza polemiche in quest’Aula. Ma quanto tempo si è discusso di no-vax? Quante volte si è messa in discussione la qualità degli studi scientifici? Personalità, come Roberto Burioni, minacciate con falsi manifesti delle brigate rosse nel 2017 e nel 2018. Quante volte qualcuno ci ha detto che si sarebbero potute affrontare le grandi sfide senza andare a rincorrere la scienza o addirittura con i no-vax? Quello che stiamo vedendo in queste ore è il trailer di un film dell’orrore: il mondo senza vaccini.
Lo dico con rispetto ai sovranisti: quante volte ci hanno detto che staremo meglio eliminando Schengen, staremo meglio blindando le frontiere, staremo meglio ognuno a casa propria? Le nostra città muoiono senza i turisti; le nostre aziende muoiono senza esportare: muore il Veneto se non esporta, muore l’Emilia-Romagna se non esporta. Il trailer di un mondo sovranista fa paura.
Signor Presidente, c’è il «durante» da affrontare. Donald Trump è molto criticato a sinistra negli Stati Uniti. Io sono con Joe Biden che chiede: dove sono le mascherine? Dove sono i tamponi? Perché il sistema sanitario non funziona? Però Donald Trump – riconosciamolo – ha fatto la scelta giusta dal punto di vista economico: non ha fatto una serie di interventi ma un intervento solo: 2.000 miliardi di dollari. Lo ha fatto dopo essersi chiuso al Congresso con i democratici e avendo trovato un accordo di massima su questo punto. Attenzione, democratici e repubblicani si odiano in America: la speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha distrutto il discorso di Trump sullo stato dell’Unione con un gesto istituzionale al limite della provocazione (anche perché Trump ci aveva messo del suo, come reazione). Ebbene, in quel clima politico, dove se le stanno dando di santa ragione anche in vista delle elezioni presidenziali, la misura economica l’hanno fatta insieme, ed è una misura da 2.000 miliardi di dollari.
Angela Merkel, che molti contestano e criticano, ha colto immediatamente la palla al balzo per attuare una misura che era inimmaginabile da parte della Germania rigorista di qualche anno fa. E oggi Mario Draghi, signor Presidente del Consiglio, le indica la strada quando dice che, certo, bisogna fare debito, ma bisogna farlo per dare innanzitutto liquidità a quel sistema di piccole e medie imprese che rischia di non riaprire più. Noi stiamo discutendo da giorni su quale sia il codice per chiudere alcune aziende, la produzione; giusto, ma il problema è quale sia il codice per farle riaprire. (Applausi dal Gruppo IV-PSI e del senatore Marcucci). Se infatti noi non permettiamo alle aziende piccole e medie di avere liquidità, queste muoiono.
Signor Presidente, siccome sono convinto che lei lo sappia, mi permetta di rappresentarle un’immagine, quella proposta dal Bernini, nella scultura di Enea, Anchise ed Ascanio: c’è Enea che tiene Anchise, ma accanto c’è Ascanio, il figlio. Noi non stiamo chiedendo i soldi all’Europa, ma ai nostri figli. (Applausi dai Gruppi IV-PSI e PD). Dire che andiamo a debito significa che, per salvare Anchise, Enea fa bene a fare tutto quello che deve fare; ma il conto lo pagherà Ascanio, lo pagheranno i nostri figli. Spendiamoli bene, allora, questi soldi.
Mi permetto di dire: facciamo un unico decreto, non facciamo un decreto al mese; limitiamo il numero dei decreti, perché ne abbiamo fatti fin troppi. Facciamone uno insieme (e non bastano 50 miliardi di euro per il prossimo decreto). Deve essere l’ultimo decreto – non il prossimo decreto di una saga – in cui affermare con chiarezza tutto quello che serve affinché le imprese vengano messe in condizioni di riaprire. (Applausi dal Gruppo IV-PSI).
Parliamo della riapertura delle attività, non della chiusura, perché non possiamo continuare a immaginare che, di fronte alla crisi, non si dica la verità. Signor Presidente, noi dobbiamo convivere con il Covid. È inutile stare a fare discussioni troppo lunghe: il Covid ce lo portiamo dietro perlomeno per due anni, finché non avremo modo non soltanto di sperimentare il vaccino e di testarlo, ma anche di vederne gli effetti. È chiaro che noi, se abbiamo due anni davanti, non possiamo stare per tutto questo tempo chiusi in casa; non possiamo tenere due anni gli italiani fermi senza lavorare. Il Covid è un’emergenza che per i prossimi due anni ci sarà. Poi verrà un mondo bellissimo, quello di domani, ma in questi due anni c’è una “terra di mezzo” in cui riaprire le aziende è fondamentale, altrimenti trasformeremo il Paese in una sterminata massa di disoccupati.
Per questo noi ci siamo, signor Presidente: ci siamo chiedendole la massima attenzione sulla scuola perché i ragazzi siano valutati prima della fine dell’anno; ci siamo chiedendole qualche gesto simbolico come, ad esempio, con tutti i crismi della sicurezza, quello di riaprire le librerie, perché bisogna nutrire anche l’anima. Così come si tengono aperte le edicole, bisogna riaprire le librerie. Ci siamo anche dicendole, signor Presidente, che o adesso siamo in condizioni di immaginare il futuro economico oppure faremo lo stesso errore compiuto con i ritardi che si sono registrati in altri settori in merito alla situazione sanitaria.
Nel 1348 – il Presidente del Consiglio lo sa perché conosce Firenze per motivi anche professionali, oltre che personali – la peste colpì Firenze e sembrò la fine del mondo. Firenze era una delle più grandi città del mondo, una delle megalopoli (aveva 100.000 abitanti) e fu decimata. La peste sembrò la fine di tutto, eppure dalla peste nacque, sì, sicuramente il «Decamerone» di Boccaccio, ma anche quello spirito orgoglioso e fiero che diede vita poi al Rinascimento. Facciamo le scelte giuste e davvero tutto andrà bene. (Applausi dai Gruppi IV-PSI e PD, e del senatore Errani).

CON L’EMERGENZA SANITARIA NON DOBBIAMO DIMENTICARE L’EMERGENZA DEMOCRATICA (anche se i decreti del premier non violano la nostra Costituzione )

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Tutti ad aspettare “Il Verbo” che Conte (purtroppo) presidente del Consiglio dei Ministri doveva pronunciare alla Camera dei Deputati. A dire il vero non mi aspettavo nulla e nulla è stato: banalità, autostima, tronfiaggine da salotto e poco altro. Ma, poteva mancare la ciliegina sulla torta su cotanto spalmato di panna? Ebbene il nostro giurista ci ha voluto dire che di lui il giudizio lo darà la storia. Quindi, secondo lo stesso, dovremo aspettare, o meglio saranno i posteri a dire chi era il signor Conte: a futura memoria si può sin da ora si può dire di lui che sia, innanzitutto quello che in alcuni ambienti, per mitigare il concetto definiscono lecchino, per me, solo un arrogante presuntuoso.
Ha ragione Mario Damilano a sostenere, nel suo bellissimo editoriale su “L’Espresso” che l'”emergenza sanitaria va in parallelo con l’emergenza democratica”
Siamo, in sostanza sul filo di rasoio perchè la nostra Costituzione -come nota il Damilano- prevede diritto di movimento (art. 16), diritto di riunione (art: 17), diritto di associazione ) art.18), diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma individuale e/o associata ( art.19) , ma prevede la sospensione come, ad esempio, provvedimenti della libertà di movimento per “per motivi di sanità o di sicurezza”: Quindi i vari decreti notturni del presidente del Consiglio, a parte le inaccettabili modalità di comunicazione degli ultimi due, rientrano nella Suprema Carta, ma nel contempo queste sospensioni costituzionali non possono durare all’infinito ed, inoltre, sarebbero dovuti essere presentati subito alle Camere per l’approvazione. E non tanto per evitare che, ad esempio, il primo decada, dovendo essere tutti convertiti entro 60 giorni, dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, quanto proprio per rispetto del Parlamento e per evitare un’emergenza democratica non rientrando nella normalità costituzionale.
Scrive giustamente Damilano : “oggi abbiamo la responsabilità di accettare tutto in nome della salute pubblica, ma abbiamo anche il dovere di dire che restiamo vigili”, valutando quanto accade: per una “questione di dire pienamente la verità”. Questo deve,infatti, fare la libera stampa che non può, non deve ignorare , anche nell’emergenza, gli errori commessi da Conte, Di Maio e Zingaretti come, impietosamente ha messo in rilievo il New York Times nella sua inchiesta, svolta da ben tre giornalisti, sul coronavirus in Italia: e che “Libero” ha largamente riassunto.
L’Italia sarà anche un esempio agli altri Paesi per la sua Sanità, ma non per i suoi governanti come, invece, si dice insistentemente da collaboratori degli attuali governanti, tra i quali c’è qualche eccezione positiva come quella del ministro della Sanità, Speranza troppo spesso inascoltata da Conte ed ora impegnato con i suoi scienziati consulenti a studiare un altro decreto, ma sull’esempio della Corea del Nord che il virus ha saputo bloccare. Anche in quel caso c’è un diritto da sospendere , quello della privacy, per controllare i cellulari ed usarli nella ricerca di potenziali contagiati. Egualmente Speranza, insieme anche all’Istituto di Sanità sta valutando, appena toccato il picco dei contagi, di adottare il sistema israeliano, di nuove possibilità di uscite per fasce d’età anche considerando che, in Italia, le donne sono più resistenti degli uomini al coronavirus.
Appare , infatti, evidente che, come sostengono neurologi, psichiatri e psicologi non si possa protrarre a lungo questa quarantena collettiva che già ha ampliato il notevole divario tra ricchi e poveri, con questi ultimi sempre più a rischio fame, mentre anche quel che resta del ceto medio è in grossa difficoltà economica e, spesso, lavorativa. Qualcuno tra i frequentatori di Palazzo Chigi si ricorderà, oltre a perder tempo a studiare conferenze da Grande Fratello ( copyrigth di Renzi) di chi non ha più un lavoro e, magari, vive con moglie e figli in pochi metri quadrati rischia di essere un soggetto debole non per il virus, ma di testa?
Mattarella, pensaci TU.

CONTE CHE VOLEVA ESSERE L’UOMO SOLO AL COMANDO ORA E’ SEMPRE PIU’ ISOLATO E IL COVID LO STA AFFONDANDO

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Dopo tanto si è deciso, c’è voluto l’intervento del Capo dello Stato per decidere a recarsi in Parlamento per riferire su quanto sta accadendo nel Paese. Secondo Lui, il Premier, pensa sia giusto e corretto cavarsela con decreti a nastro e conferenze stampa fatte a mezzanotte senza che gli possano porre domande, convinto di essere unico e solo Deus ex machina, padrone del vapore, al punto che lui, solo lui e null’altro che lui (il ministro Speranza è scomparso), sia in grado di fare, decidere, informare disinformando.
Finalmente e per fortuna, in molti stanno scoprendo che il premier non è affatto il “comandante supremo” come da tempo si atteggia ed al netto, a sua difesa, dell’ eccezionalità del coronavirus, ha commesso e continua a commettere gravi errori di comunicazione, sia una grande incertezza sul da farsi ritardando provvedimenti necessari o esaltandosi dai sondaggi a suo favore e, quindi, dosando le misure per mantenere quei consensi ed adottandone sempre senza percorrere la via democratica del confronto in Parlamento. Le ultime due conferenze stampa notturne senza contraddittorio e senza la possibilità per i giornalisti di porre domande -è la prima volta che accade nell’Italia repubblicana- hanno confermato, anche a parte dei suoi difensori governativi, la sua tendenza a sentirsi l’uomo solo al comando capace di stare a Palazzo Chigi, indicato dai grillini, prima con la destra e contro la sinistra e, dopo meno di due anni con la sinistra e contro la destra, capolavoro di camaleontismo politico ed uso un eufemismo.
S’era illuso di aver trovato in Zingaretti l’alleato ideale per essere, in futuro, il premier del centrosinistra, lui che si diceva di sinistra, ma capace di spostarsi al centro vantando anche amicizie cardinalizie e di ambienti altolocati. Sì, c’era quel folletto di Matteo Renzi che era stato il primo a lanciare inopinatamente la nuova strana maggioranza, ma poteva essere solo una scheggia impazzita perché nemmeno i suoi di Italia Viva volevano le elezioni anticipate, quindi poteva spuntare i responsabili a garantire il governo che, ormai, piaceva molto al segretario del Pd al punto da voler fare le alleanze con i grillini e, ovviamente, Leu, anche nelle Regioni.
L’emergenza del coronavirus era stata per Conte la ciliegina sulla torta della sua strategia sia perchè Renzi era costretto a stare quieto, sia perchè il covid-19, com’era stato ribattezzato in Italia, non era così terribile come pareva per quel che stava accadendo in Cina. Gli scienziati cinesi, infatti, dopo aver esaminato 90 mila casi di contagiati avevano stabilito, come avrebbe, poi, detto, inascoltato, il professor Tarro, candidato al Nobel per la medicina nel 2015,che il virus: 1°) non era affatto mortale; 2°) generalmente aveva l’effetto di un raffreddore; 3) poteva, comunque, arrivare ai polmoni, provocando tuttavia una polmonite “lieve”.
Certo aveva anche un capacità di rapida espansione e, per questo era stata isolata tutta la vasta area dell’epicentro.
Se un illustre virologo (vincitore di vari premi internazionali) ed ex-collaboratore di Sabin nelle ricerche del vaccino antipolio) era a conoscenza degli studi cinesi, volete che non lo fosse anche la nostra intelligence ritenuta una delle migliori del mondo? E non volete che non avvertisse il dovere di informare il premier che aveva voluto tenere il coordinamento di questo settore non nominando un sottosegretario come avevano fatto i suoi predecessori? Da qui la sottovalutazione della rapida di contagio, l’errore dei 4 mila tamponi iniziali fatti a tutti e non solo a chi aveva avuto contatti con i contagiati e poteva anche essere un portatore sano, oltretutto facendo poi marcia indietro, comunicando che era un errore fare tati tamponi, l’aveva certificato la scienza…… Intanto aumentavano in Lombardia e Veneto i contagi ed i morti. In quest’ultimo caso con una statistica errata sia perchè tutti i decessi apparivano conseguenza del coronavirus quando, invece, la stragrande maggioranza era dovuta ad altre patologie; sia per il fatto che la percentuale dei morti sui contagiati accertati era molto più alta che, addirittura, in Cina a causa dell’impossibilità di sapere il vero numero di contagiati avendo fatto pochi tamponi anche per la loro mancanza così come non avevamo le mascherine persino per tutti medici ed infermieri.
Un pò per amor di patria, un pò per non essere accusati di delitto di lesa maestà di tutto questo si è saputo poco e chi ha voluto scriverlo, come il sottoscritto, talvolta è quasi apparso di partito preso per motivi politici che non esistono affatto.
Ora, all’improvviso, dopo i clamorosi errori delle due conferenze stampa e l’aumento di contagi e di decessi, in non pochi si stanno accorgendo della verità. E perfino, dal Pd, a parte l’imbarazzata difesa d’ufficio del capo delegazione il ministro Franceschini (che pure ha avuto durissimi scontri con Conte sulle misure), sono iniziati i distinguo e la presa di distanza da certi comportamenti del premier.
Preoccupano, ovviamente, i dem, le dure dichiarazioni anti-governo del leader della Cgil e lo sciopero di mercoledì di 8 ore dei metalmeccanici lombardi che vogliono maggiori chiusure di aziende. Non vi dico, poi, le accuse delle opposizioni che stasera incontreranno Conte dopo essersi rivolti al Capo dello Stato e chiedono che il Parlamento sia sempre aperto ed il premier vada a riferire anche perchè si sta determinando un vulnus alla democrazia, senza tutelare veramente la salute degli italiani.
A, metter, poi, un carico da novanta, contro Conte ci ha pensato Matteo Renzi che ha rotto la tregua ed è andato giù pesante: “Ci aspettano ancora giorni difficili. Noi rispettiamo le regole del governo sulla quarantena, ma il governo rispetti le regole della democrazia. Si riunisca il Parlamento, e si facciano conferenze stampa, non show su facebook: questa è una pandemia, non il Grande Fratello.” Eppoi ecco l’altro affondo-monito al Governo: “Rispettiamo la democrazia perchè dopo le canzoni possono arrivare i forconi.” Ancora: “Che bisogno c’era di questa comunicazione emozionale a reti unificate?”
Da piu’ parti, in sostanza, si sollevano forti critiche all’atteggiamento del Presidente del Consiglio ed anche la presidente del Senato Casellati ha sottolineato: “Il governo continua a parlare al Paese di notte e su Facebook. Ricordo che dovrebbe farlo con le Camere per ogni iniziativa normativa.”. Il Presidente della Camera Fico, invece, si è limitato a dire: “Conte mi ha dato la disponibilità a venire in aula in settimana: mentre un ex-presidente di Montecitorio ed icona della sinistra come Fausto Bertiinotti va giù durissimo e parla apertamente di costruzione di un regime neo-autoritario con la “messa in mora del Parlamento, le decretazioni d’urgenza affidate al Presidente del Consiglio.” Aggiungete che l’attuale capo dei grillini Crimi stoppa il premier sugli eurobon e il Fondo di salvataggio europeo, mentre Di Maio insiste su maggiori chiusure che il governatore lombardo Fontana ritiene di poter decidere in modo autonomo, annunciando di avere i pareri favorevoli degli esperti, mentre i metalmeccanici della Lombardia sciopero seguiti dai chimici per le mancate chiusure di fabbriche, ritenute invece troppo dal presidente di Confindustria Boccia che parla di una perdita di 100 miliardi al mese.
Se nei giorni scorsi eravamo al caos, ora stiamo ancora peggio, altro che unità contro il coronavirus che fior di scienziati dicono apertamente che non è il mostro descritto dal premier!
I cittadini continuano a rispettare le misure governative per senso di responsabilità, dando un grande esempio positivo al mondo come ancor più lo da l’eroismo dei nostri medici, infermieri e tutti gli altri che sono in prima linea, per non farci mancare l’indispensabile ed anche qualcosa di più. Potrebbero, per favore, i signori politici, ad iniziare dall’ultimo venuto tentato, forse da cattivi consiglieri, d’essere un uomo solo al comando, di rendersi conto che stiamo andando in fondo ad un tragico burrone e non per colpa del coronavirus? Mattarella aiutaci tu (ero tentato di dire san Mattarella facci la grazia di, ma sarei stato blasfemo, seppur la sostanza è quella..) prima che sia troppo tardi, convincendo, qualcuno a dimettersi, e magari dandoci un vero governo d’emergenza. Sì perchè all’emergenza sanitaria s’aggiunge quella economica ed un Mario Draghi a Palazzo Chigi (con un Cottarelli all’Economia) potrebbe salvarci come indirettamente ha fatto quand’era presidente della BCE.

MENO MALE CHE C’E’ PURE CHI RINGRAZIA GLI ANZIANI. LO HA FATTO DE BORTOLI CON UN BELL’EDITORIALE SUL “CORRIERE DELLA SERA”

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Così, dopo diverse dichiarazioni, speso poco simpatiche nei confronti degli anziani finalmente una voce altamente significativa si è innalzata: “I NOSTRI ANZIANI DA RINGRAZIARE”: è questo il significativo titolo dell’editoriale di Ferruccio de Bortoli sul “Corriere della Sera” di ieri. Merita di leggerlo perché oltre ad essere ben scritto, com’è costume dell’autore, è pieno di sentimento e rende onore ai molti anziani che, in solitudine, senza protestare e con grande dignità stanno affrontando l’emergenza coronavirus. E’, inoltre, ricco di notizie: Ne cito solo alcune : l’età media dei morti di questi giorni è superiore agli 80 anni e per la maggior parte la causa è dovuta ad altre patologie che quelle persone avevano:. Questo – scrive De Bortoli – “” dovrebbe indurre giovani e meno giovani a maggiore prudenza.” Questi anziani “muoiono da soli. E non hanno nemmeno diritto ad un funerale normale”, mentre l”a sofferenza dei loro congiunti è aggravata da un addio molto sbrigativo,brutale , ingiusto”. Ed ancora “tanti anziani erano già soli prima. Oggi lo sono molto di più” , penalizzati dal “distanziamento sociale”, per “le ovvie ragioni di prudenza nei contatti. Se aggiungete che in Italia il 33% delle famiglie ha un solo componente, spesso anziano e che in “grandi città come Milano si arriva al 50% il peso delle tante disabilità è enorme.” Ed, oltretutto, c’è anche, per molti anziani, la “solitudine digitale. Eppure resistono, addirittura -come nei casi citati nell’editoriale, ad un sacerdote che ha organizzato, a Milano, una rete per aiutarli hanno spesso risposto: pensate ai giovani, noi siamo ormai al limite della vita .
Da anziano sento io il dovere di ringraziare De Bortoli per il suo bell’articolo che prosegue in un crescendo di sentimenti come quando scrive: “L’umanità di un popolo si misura dall’attenzione e dal rispetto che è riservato alla terza e quarta età. L’Italia, per fortuna, ha un immenso e diffuso capitale sociale: la rete di solidarietà che è attiva un pò ovunque a sostegno degli anziani per aiutarli a vincere la solitudine .” E l’articolista cita alcuni significativi e confortanti esempi dai quali, purtroppo, sono assenti i vertici governativi che da tempo sembrano ignorare l’esistenza di una così ampia popolazione anziana che, da una parte -i pensionati- aiutano spesso i familiari senza lavoro, e, dall’altra, sono, purtroppo, un grave peso, per quei familiari, se hanno gravi patologie.
Ci sarà qualcuno, tra i politici di oggi, ad impegnarsi in una seria politica a favore della Terza e Quarta Età, dove esiste anche un vasto giacimento, utilizzabile, di professionalità e competenza. come conferma il disperato richiamo in servizio compiuto da Fontana, il governatore della Lombardia, al collasso sanitario, di un big dell’emergenza e medico come il quasi settantenne Guido Bertolaso che stava con la figlia pediatra in un Paese africano a costruire ospedali nel fango e restaurare scuole. Ora avrà un compito quasi impossibile: costruire in brevissimo tempo un ospedale nell’ex-Fiera di Milano. dotandolo di medici, infermieri, attrezzature come i respiratori che la Protezione Civile nazionale non è riuscita a reperire.” Ora – ha detto Fontana – ci aiuterà Bertolaso a trovarli. Noi siamo stati i primi ad essere finiti nello tsunami, ma Roma non lo capisce, mentre fuori dall’Italia l’hanno compreso: la Merkel ha detto che ci aiuterà”. E, forse, con questo aiuto anche quel tanto vituperato Bertolaso e il suo team riusciranno a fare il quasi miracolo di metter sù un nuovo ospedale prima che il contagio del Covid-19 travolga Milano e le sue strutture sanitarie.

MA IL VECCHIETTO DOVE LO METTO ” IN TEMPI DI COVID-19 ? ANZIANI UN TEMPO UNA RISORSA DIVENTATI OGGI UN PROBLEMA

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Tutta colpa di Salvini e della Meloni, almeno così credo di aver capito leggendo un post appena partorito da qualche mente eccelsa. Testuali parole: “Questi SOVRANISTI…!!!!! Pensate se in ITALIA… al governo ci fosse stato il binomio SALVINI/MELONI…“Il 60% della popolazione dovrà contrarre il Covid19 per sviluppare l’immunità di gregge”. Sono le parole, l’idea non di un matto. Non di un gerarca nazista. Ma di una delle massime autorità sanitarie del governo sovranista di Boris Johnson.
La pratica è oscena: darwinianamente, si lascia che la gente venga contagiata. I deboli muoiono. I forti sopravvivono. A costo di centinaia di migliaia di vittime, si sviluppa così l’immunità di massa dal virus.”.
Per carità, il nostro sistema sanitario si sta comportando in modo egregio anche se più di uno si è permesso di uno tra medici e politici, nei giorni scorsi di sostenere certe posizioni e questi non facevano parte della destra melonsalviniana. In tempi non sospetti pubblicai un post, scandalizzato da una affermazione di un giovane medico, che, appunto, si era espresso in quei termini nei confronti di una persona a me molto vicina. Allora non chiesi il colore politico a chi si era espresso in quel modo anche perchè, allora come oggi continuo a pensare e sostenere che l’imbecillità non ha colore politico, scusate, ma è una mia convinzione.
A chi la pensa diversamente vorrei far capire che, almeno sino a ieri con piacere quasi entusiastico abbiamo plaudito alla constatazione che vede l’Italia come il Paese più longevo del mondo dopo il Giappone. Era un titolo di merito anche grazie alla nostra dieta mediterranea adottata persino dall’esercito inglese. Ora, invece, non lo è più, è certamente, una grande preoccupazione ed un grande peso in tempi di coronavirus. Sì, perché i molti anziani (e per taluni statistici lo si è già a 65 anni) sono diventati un problema: troppo deboli, con difese immunitarie basse e in non pochi casi anche con malanni gravi, dunque più esposti al contagio e tali da invadere gli scarsi reparti di terapia intensiva con un altissimo tasso di mortalità tra i contagiati. In sostanza torna di moda l’ironica canzoncina del “Ma il nonnetto dove lo metto?” Se, infatti, sei anziano, ed esci di casa perché far moto è consigliato dal medico e così ti fai la spesa, sei guardato con sospetto da chi incontri e noti che gli altri cercano di evitarti ben oltre il metro di distanza prescritto, ed il loro sguardo è da “ma perché non te ne stai a casa”. E magari stai meglio in salute di varie persone che incroci od hai fatto da poco i controlli stagionali con ottimi risultati o, addirittura, ti senti in una buona forma perché, talvolta, l’età anagrafica è ben più alta di quella biologica. E c’è chi, pur anziano, si tiene in ottima forma andando in palestra, dicono che pilates faccia un gran bene, dunque ti mantieni bene, ma sei, comunque, guardato con sospetto, quasi tu fossi diventato un parìa indiano .
Certo, qualche doloretto te lo porti dietro e se sei davvero avanti negli anni anche se sei in buona salute non vai a giocare a calcetto o a fare la maratona di New York, ma indubbiamente non te la passi male.
Avranno pure ragione a metterti intorno quasi un cordone sanitario, dicono per proteggerti, anche se ho l’impressione sia soprattutto per proteggersi ed evitare che gli anziani occupino posti in terapia intensiva a scapito dei giovani, costringendo, talvolta, i medici a fare scelte difficili su chi salvare come s’è saputo da una disperata registrazione ( filtrata non si sa come) di un medico bergamasco che, alla fine, dice che lui tra salvare un giovane o un anziano sceglie la prima opzione e mi pare che così si rievochi antiche pratiche dei lager nazisti , mentre siamo addirittura nei primi 20 anni di un nuovo secolo, siamo andati sulla luna, le nostre tecnologie sono avanzatissime, addirittura riusciamo a sostituire pezzi avariati del nostro corpo, ma esistono anche casi come quello di Bergamo che dovrebbero mettere alla gogna quei politici che hanno chiuso ospedali e reparti e tolto risorse alla sanità pubblica.
Peccato che la nostra esperienza a riguardo non possa evitare di farci pensare ad un certo signor Soru che, per fortuna, in tempi passati, è stato alla guida della nostra regione, e anche più recentemente (anche quì), per fortuna, l’ex assessore Arru con cotanto prof presidente Pigliaru per sanare la nostra sanità erano ricorsi addirittura fuori regione per cercare i toccasana del del risparmio sanitario. Allora Salvini e Meloni non c’entravano nulla. Ma torniamo alla situazione attuale: tutto questo non è responsabilità del coronavirus che, tuttavia, sta ampliando il solco tra ricchi e poveri (speso anche con una parte del sempre meno ampio ceto medio). Sì, perché le misure anti- Covid-19 finiscono forzatamente, dunque senza volerlo, discriminatorie con i più deboli economicamente comunque devastati dal virus. Andate, ad esempio, a vedere come sono costretti al “tutti a casa” coloro che vivono in abitazioni fatiscenti o di pochi metri quadrati, spesso sono famiglie con due o tre figli e magari i genitori hanno perso il lavoro per la chiusura di bar e ristoranti.
Una big-esperta di neurologia ha detto chiaro e tondo che una prolungata rimanenza in questa clausura può portare ad esplosioni di violenza. Ne terranno conto i nostri governanti? Auguriamoci di sì così come dovrebbero avere una diversa sensibilità nei confronti degli anziani, ad iniziare da chi è solo e non ha il sostegno di parenti ed a chi vive con una pensione che non consente una vita dignitosa.
Sono certo, inoltre, che finita l’emergenza coronavirus, nonne e nonni torneranno in auge anche perché, probabilmente, riprenderanno non solo ad assistere i nipoti mentre i genitori lavorano (e speriamo una occupazione l’abbiano), ma non in pochi casi proseguiranno a salvare, con le loro pensioni, le famiglie dei figli .
Una sottolineatura, infine: l’emergenza ha fatto urgentemente richiamare in servizio medici (compresi ex-primari) pensionati a dimostrazione che la professionalità alla fine vince sempre. E tra chi è già in pensione non sono poche le professionalità che possono essere ancora di aiuto al nostro Paese: Lo ricordino gli attuali politici ed operino di conseguenza.