LE STELLINE DI GIUSTUSBLOG – Santa Teresa – covid19 – Scuola la giusta preoccupazione dei genitori

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La nostra Ministra continua a ripetere  che la scuola è pilastro di tutto lo Stato. Condivido, è la prima cosa, anche prima del lavoro, ciò significa che deve rimanere, in qualche modo aperta. Saremmo tutti d’accordo se questo venisse fatto con regole precise  e mettendo in sicurezza insegnanti, alunni, genitori e affini.

La premessa per informare che sono stato contattato da alcune mamme di alunni di Santa Teresa,  preoccupate per la sorte dei loro figli: sono assenti da scuola, ormai da tempo, sin da quando  nell’Istituto si sono verificati casi di infezione da covid19. Questi genitori hanno cercato  in tutti modi, almeno così sostengono, di ottenere almeno delle risposte che, cosa strana, neppure la Preside si è preoccupata di dare. Come dar torto a queste mamme che non possono nascondere la loro preoccupazione di fronte ai casi ormai conosciuti, avvenuti nell’ambito dell’Istituto scolastico.

Cosa chiedono: che le istituzioni facciano qualche cosa che dia tranquillità, Purtroppo neppure questo, anzi, almeno da  quanto sono riuscite a sapere in via non ufficiale, sembrerebbe che  non è stata fatta nessuna tracciabilità ne a livello studenti ma neppure all’esterno, tant’è, nessun tampone è stato effettuato tra coloro che in qualche modo ha avuto presumibile contatto con le persone risultate positive.

Non si riesce a capire quali siano i motivi di tanto silenzio in una situazione così delicata tanto più che, vede coinvolti oltre agli adulti vede coinvolti  dei bambini che, oltretutto continuano a rimanere esclusi, seppur volontariamente, dalle lezioni e che, in fondo, non si chiede altro che poter frequentare le lezioni in sicurezza.

Ora, non sapendo più a quale delle istituzioni rivolgersi, fanno appello al buon senso degli organi preposti perché si facciano carico del problema trovando le soluzioni adeguate.

Certo non gli è di conforto l’evolversi della situazione a livello nazionale dove la confusione la fa da padrona quando lo stesso Presidente del Consiglio di fronte al Parlamento, balbetta soluzioni che nulla risolvono concretamente, mentre, nel nostro caso vi è necessità di risposte serie ed urgenti.

 

LE STELLINE DI GIUSTUSBLOG – Elezioni amministrative Santa Teresa Gallura Lettera aperta alla Signora Nadia Matta capolista di Futuro Diverso

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Quando si dice che “il buon giorno si vede dal mattino” nel caso specifico, la presentazione o meglio la chiusura della campagna elettorale di Futuro Diverso, fatta dalla sua capolista ne è la migliore prova e inizio questo mio pezzo partendo da ciò che ha detto nella chiusura del suo intervento.
Mi si voglia perdonare se prima di entrare nell’argomento specifico mi permetto, di riportare una citazione:
“Nell’universale azione redentrice e rigeneratrice, a cui il mondo aspira, voi giornalisti avete un ruolo di grande responsabilità; per la natura della vostra missione; per il posto che occupate e per l’influsso che potete esercitare nella società.
Giustamente fieri dei diritti-doveri dell’informazione, voi siete vigili testimoni di tutto ciò che la vita offre nella varietà e molteplicità dei suoi risvolti.
(Giovanni Paolo II – 27 gennaio 1984 ai giornalisti udienza in Vaticano)
Codice Deontologico del giornalista
Art. 2 “. In forza dell’art. 21 della Costituzione, la professione giornalistica si svolge senza autorizzazioni o censure. In quanto condizione essenziale per l’esercizio del diritto-dovere di cronaca, la raccolta, la registrazione, la conservazione e la diffusione di notizie su eventi e vicende relativi a persone, organismi collettivi, istituzioni, costumi, ricerche scientifiche e movimenti di pensiero, attuate nell’ambito dell’attività giornalistica e per gli scopi propri di tale attività, si differenziano nettamente per la loro natura dalla memorizzazione e dal trattamento di dati personali ad opera di banche-dati o altri soggetti.”.
Testo Unico dei Doveri del Giornalista
“È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.”
Chiedo scusa alla signora Matta se mi sono permesso di tediarla con alcuni punti di riferimento alla professione del giornalista ed ai quali rare eccezioni derogano da questi punti fondamentali. Lei ha chiamato in causa la professione ed uno in particolare che , a suo dire avrebbe scritto stupidaggini, ovviamente non avendo fatto nomi, nessuno può dire a chi erano rivolte le sue accuse. Ho ricevuto una telefonata di un collega che riteneva fosse tutto rivolto a lui, ed io ho ribattuto, perché non a me? Signora Matta, perché non si riascolta con un attimo di mente sgombra da ripicche e apprensioni, suo intervento, spero non esprima il suo vero animo, perché, mi creda è talmente astioso tale da destare preoccupazione: si, preoccupazione che lei possa raggiungere la carica per la quale è candidata, mi creda in quelle condizioni non potrebbe mai fare il sindaco di un paese, allo stato delle cose, sarebbe quanto mai inadatta. Vede mi permetto di scriverlo da osservatore indipendente da ogni e qualsiasi condizionamento, con il cuore in mano, se così fosse veramente vedo nero per il paese che le sarebbe messo in mano. Mi perdoni, non è il giornalista che scrive, bensì il semplice elettore.
Lei ha iniziato il suo dire accusando il suo concorrente di aver impostato il suo discorso di presentazione contro le persone: Vede Signora Matta, io ero presente quando lo ha pronunciato, e posso assicurarlo, lo può sempre verificare, non più di quattro volte, per il resto ha parlato della sua persona, cosa molto importante, delle sue esperienze, di come intende amministrare qual’ora venga premiato dall’elettorato, delle sue radici, e dell’amore che nutre per il paese in cui è nato. Lei? L’opposto: oltre a raccontare le magnificenze dell’amministrazione Bardanzellu, per la quale mi consenta di non esprimermi, ha impostato il suo intervento forse parlando di programmi? Ha parlato della sua persona? Ha detto qualcosa su come intenderebbe amministrare? Ha solo puntato tutto sulla denigrazione del prossimo senza nulla di costruttivo, solo critiche magnificandosi della opposizione fatta. Mi scusi: ma lei sa cosa significa opposizione? Crede che un interventino iroso in Consiglio sia fare opposizione? L’opposizione si fa sempre e comunque ed ovunque finchè non si raggiunge un risultato. Quante volte si è rivolta alla stampa per appoggiare la sua “opposizione”. A, mi scusi, i giornalisti scrivono stupidaggini. Mi ascolti se le stupidaggini non fanno notizia, non troverà mai un giornalista che le riporti. Si rilegga il suo banale intervento. Se vuole poi ne parliamo.
Giuseppe Tusacciu
Iscritto all’Ordine dei Giornalisti – elenco Pubblicisti (Ordine interregionale del Lazio e Molise – Roma) tessera n° 062988; 23.01.1981
È stato:
Consigliere Nazionale dell’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana);
Vice Presidente dell’UCSI – Lazio;
Consigliere e Membro del Direttivo della Sezione Italiana dell’AGE (Associazione Giornalisti Europei);
Vice Presidente e Tesoriere dell’ACEC (Associazione Cristiana Europea della Comunicazione ).

LE STELLINE DI GIUSTUSBLOG – ELEZIONI AMMINISTRATIVE SANTA TERESA GALLURA

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Per fortuna siamo arrivati agli sgoccioli, una campagna elettorale lunga come non mai, tante speranze, che seguono le proposte, bisognerebbe fare una regola, che i contendenti si fermino a presentare se stessi, votare sulla fiducia dell’individuo, nulla programmi, nessuna citazione, perchè andare a cercare altri se poi si deve essere se stessi  a portare avanti il proprio pensiero?

A seguito di un post di coalizione, un lettore scrive: “Che P…le ogni legislatura la stessa storia inseriti ma per ora non si può, non è colpa nostra sono entrati altri fattori”. Uno aggiunge: “Condivido”.

Si parlava di urbanistica: che tema, una vera novità per Santa Teresa. Sono circa sessant’anni che si ripetono le stesse cose, poi, ci ritroviamo quella specie di colombaie di Santa Reparata ed anche quella schiera di mini-mini casette faccia mare che sovrastano Municca e Rena Bianca.

Insomma programmi che vorrebbero apparire favolosi ed invece dietro nascondono pressocchè il nulla.

Sentire quel quasi slogan “Lungoni: Futuro diverso” essere simbolo di una lista, mi porta a pensare, io che lungunesu lo sono diventato, che sarebbe più giusto puntare su un ritorno al passato, lo dico per i giovani, quelli più interessati ai ricorsi storici, ai tempi degli Allasio, ai Cesarini di Senigallia, ai primi imprenditori belgi di Terra Vecchia, e, perchè no, anche del costruttore Scano, quando si puntava ad un turismo di élite, magari, scimmiottando la nuova Costa Smeralda. 

Puntavano giusto allora, un albergo fronte mare, a due passi dalla bellissima spiaggia di Rena Bianca, due file di cabine padronali sull’arenile, importare idee sino a trasferire il mercato calcistico nella cittadina, promosso da quel certo Boniperti che tanto lustro ha dato alla squadra dove giocava, ed al calcio nazionale. Altri tempi, nostalgia. Si molta ma, non certo per me stesso. 

A che pro parlare di eco-compatibilità? Che senso ha se prima non ci si pone, neppure si sfiora, l’esigenza di rimuovere il più grande ostacolo allo sviluppo del paese? Forse, i teresini di oggi si rendono conto della sua presenza solo quando, in particolar modo nella stagione estiva fischia il vento di levante e, entrando nel loro paese dal suo primo ingresso sono costretti a sollevare i vetri delle loro auto nel tentativo di fermare quel lezzo pesante delle fogne a cielo aperto che quello scempio di depuratore libera nell’aria. Genio colui che lo ha permesso, peggio chi lo ha progettato. Chi era? Sicuramente un urbanista dalla lunga vista. Ma di cosa vogliamo parlare se nessuno sente la necessità di iniziare, quantomeno, a farne cenno per un suo spostamento?  

Urbanistica: sviluppo del paese prima di ogni cosa, accesso al porto, mi ripeto: ma di cosa vogliamo parlare? Santa Teresa, centro abitato: delimitato da tutti i lati, purché non si voglia pensare di cementificare sulla strada per Capotesta, altrimenti scavalcare la zona artigianale, oppure, Buoncamino?

E molto buono il simbolo dell’altra lista: “Lungoni: E’ il momento”, un auspicio di cambiamento, la speranza del fare di un gruppo di giovani, media quarant’anni, guidati da un giovane trentenne, piedi per terra, direi, radici ben piantate, non so quali studi abbia fatto, i richiami alla storia non solo del suo paese, mi fanno pensare bene. Ho ascoltato casualmente un suo discorso, quaranta minuti di concretezza: sogni? Pochi, conoscenza dei problemi, consapevolezza delle difficoltà del paese come agglomerato urbano e  Paese come Nazione, coscienza delle difficoltà e degli ostacoli che si troverà di fronte il ventisette prossimo se arriverà quella fiducia che sta chiedendo ai suoi concittadini; ideologia: tendenza al sociale, convinto che il benessere arriva dove si produce e, dove si produce che vi è benessere diffuso. Questo è. Non dovrei permettermi invasioni di campo, chiedo venia per una digressione, la mia vecchiaia se lo può permettere? Credo di si: mi è piaciuto questo suo intercalare tra The Beatles e Salmo, tra presente e passato, ma ancora di più ho apprezzato il ricorso alle radici, quell’essere andato via per conoscere, per imparare, per mettersi poi in gioco e dire che è il momento di cambiare…rotta. Ricordare il passato potrebbe essere quello di prendere il meglio e proiettarlo nel futuro. Questo è quanto mi è rimasto di quei quaranta minuti di monologo, come non dargli ragione? Questo potrebbe essere  “il momento” giusto.

LE STELLINE DI GIUSTUSBLOG – ELEZIONI AMMINISTRATIVE S, Teresa G

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Il Geometra Giuseppe Ogno mi invia una sua dichiarazione con preghiera di pubblicazione su giustusblog.it cosa che faccio volentieri, riservandomi eventuale commento,

Giuseppe Ogno

Nei giorni scorsi dopo vari tentativi di approccio fra le varie componenti del Centro-destra , tentativi andati sempre fuori linea, con un gruppo di amici si è deciso di fare informalmente un incontro attribuito alla destra storica di Santa Teresa Gallura. Da tale incontro è scaturito un comunicato stampa che, riportato dal quotidiano La Nuova Sardegna, ha dato il via ad una serie di polemiche su facebook con le quali c’è stato un forte accanimento dei soliti “leoni da tastiera”. 

Essendo stato chiamato ripetutamente in causa non posso esimermi dal fare un ampio chiarimento sulla mia posizione.

Vorrei innanzitutto precisare come il comunicato stampa intendesse semplicemente ribadire come la destra storica di Santa Teresa Gallura, facente riferimento alla sua fondazione (anno 1978) divenuto in seguito intitolato al militante “Franco Boccognani” prematuramente scomparso, non fosse stata interpellata sulla strategia di sviluppo che si sarebbe voluta attuare per la citta ne sulla composizione della lista elettorale confermando la propria neutralità nella competizione elettorale. Questo mi sembra sia un ragionamento politico con una sua chiara logica.

Vorrei sottolineare a chi contesta il nostro diritto, che è pur vero che non esiste un circolo, ma, questo vale per tutti, esistono però molti simpatizzanti ed ex militanti provenienti dalle linee dello MSI e successivamente da Alleanza Nazionale. Ci tengo a sottolineare: il Circolo Franco Boccognani aveva superato i cento iscritti sotto la presidenza di Gianni Usai, superando addirittura la città di Tempio.

Alcuni dei personaggetti che si atteggiano a uomini di destra, non hanno mai voluto accettare l’iscrizione al partito, non ben si distingue se fosse per codardia o opportunismo, scodinzolando alla vista degli amministratori dell’epoca dopo averli votati.

Con il comunicato, mi sono espresso in nome e per conto dei simpatizzanti di Fratelli d’Italia e della destra storica di Santa Teresa, convinto di averne pieno titolo, avendo avuto la mia prima tessera a diciotto anni, da studente a Cagliari, quando molti degli attuali paladini della tastiera stavano nascosti nei sottoscala con le orecchie basse per non farsi riconoscere dagli avversari politici. E’ vero che allora i tempi erano abbastanza caldi, sia io che diversi dei nostri amici attuali, abbiamo, in prima persona, sostenuto e difeso anche in Consiglio Comunale, le persone della nostra area ingiustamente colpite e vessate da amministrazioni faziose.

Sorrido quando vedo una foto di Giorgia Meloni con un post dove mi si vorrebbe accusare di incoerenza a partire, addirittura, a date risalenti a 35 anni fa. 

Per carità di patria non faccio nomi ma, sentire la parola coerenza rivolta a me e in generale, ad altri amici, sulla bocca di chi, mi si scusi il francesismo, “leccava  il deretano” al potere dell’epoca, è veramente vergognoso. Vorrei ricordare per la cronaca che trentacinque anni fa in Consiglio Comunale nei banchi di centro-destra vi erano elementi che , guarda caso fanno parte della attuale destra storica citata nel comunicato: oppure parliamo di trent’anni or sono quando il sottoscritto seduto nei banchi dell’opposizione veniva pubblicamente minacciato dal sindaco di allora, dopo aver esaurito gli argomenti politico amministrativi, si permise di dire che sarei “stato punito”. Ovviamente non è mancata la opportuna risposta. Anzi, mi chiedo se ancora tutto risulti nei verbali del Consiglio dell’epoca, comunque inviterei i signori contestatori di fare le opportune verifiche.

A scanso di equivoci, vorrei fosse noto che nel tempo ho ricoperto la carica di consigliere della Federazione Gallura di Alleanza Nazionale e, per cinque anni ho ricoperto la carica di presidente dei Probiviri della stessa Federazione, candidato alle elezioni sia regionali che provinciali ho ricevuto un consenso elettorale che nessuno ha mai raggiunto a Santa Teresa, 

1078 voti di preferenza. 

Per precisione vorrei far presente, quanto si evince dalla cronaca che in quelle loro riunioni campeggiano solo interessi per poltrone e assessorati, questo a dimostrazione della totale assenza della politica, d’altronde chi aveva i titoli ed aggiungerei, la capacità per parlarne?

Per quel che concerne i comunicati e le dichiarazioni del vice Commissario regionale Di FdL Gigi carbini devo dire che mi sono divertito: fondamentalmente è emersa una ignoranza abissale (pitrali) di soggetti che tralasciando le offese alla grammatica, alla punteggiatura e alla lingua italiana in genere, dimostrano di non capire quanto leggono, infatti, il Commissario Gigi carbini ribadisce quanto da noi asserito, che non riconoscendosi nella lista Futuro Diverso, ogni simpatizzante deve ritenersi libero di votare come meglio crede.

Geom. Giuseppe Ogno

SANTA TERESA G. – ELEZIONI AMMINISTRATIVE

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“Sono ben onorata di non essere condivisa perché legata irrinunciabilmente ai valori che mi contraddistinguono” Sono le parole della candidata alla carica di sindaco della lista civica con orientamento di centro-destra, “Un Futuro Diverso” in risposta ad un comunicato stampa di qualche giorno fa, emesso da un gruppo aderente a Fratelli d’Italia e al movimento indipendentista UNIDOS che fa capo a Mauro Pili.
Certo, non può far piacere questo sparigliamento dei giochi, non assoggettarsi e non riconoscersi in quella lista dove una pseudo rappresentanza di Forza Italia e Lega avrebbero espresso la volontà di occupare un’area, autonomamente, nel caso specifico, a dispetto dei santi.
Era nell’aria, troppi galli a cantare, sparpagliati, con colpi di coda dati come fendenti, non poteva che andare così. Il centro-destra aveva iniziato con tre raggruppamenti uguali nei colori, divisi su valori e quindi su una eventuale composizione di lista, ognuno con la patente in tasca, chi vantava partecipazioni ad alto livello nazionale, chi sosteneva che la parte imprenditoriale sarebbe stata quella vincente, chi aveva ottenuto ‘l’unto del Signore’, poi un gruppo che ama definirsi ‘Destra Storica’ che si identifica con Fratelli d’Italia, dopo aver esperito tutti i tentativi -almeno così si evince dal comunicato- ha deciso di defilarsi declinando ogni possibilità d rapporto con la lista guidata dalla Signora Nadia Matta.
Veramente il primo a dichiarare forfait era stato il gruppo che si definiva venti/quaranta, relativo all’età dei partecipanti tutti giovani imprenditori nei vari settori, capitanati dall’imprenditore Angelo Murineddu e sostenuto dalla Cooperativa Consorzio delle Bocche che svolge una intensa attività di trasporto marittimo passeggeri per la visita degli arcipelaghi de La Maddalena e corsi. Fatti i preliminari, visto che poco si riusciva a quagliare, il gruppo si è disfatto, sciogliendosi nel nulla.
Poi, l’Ing. Giuseppe Poggi, forte dell’appoggio della Destra Storica teresina, lui aderente di Forza Italia da vecchia data, forte dell’esperienza di amministratore degli anni ottanta dove fu assessore e vice sindaco, ha tentato di formare una lista che avrebbe dovuto essere di grande impatto, e in tal senso ha fatto vari tentativi per unificare le forze del centro-destra. L’idea era ottima ma il difetto stava nell’impossibilità di trovare una quadra con il Consigliere Regionale, capogruppo consiliare della Lega nonché vicecommissario regionale dello stesso partito geom. Dario Giagoni. Comunque l’osso più duro era rappresentato dalla autodesignata capolista Signora Matta.
A questo punto, all’Ing. Poggi, rimanevano due alternative, la prima quella di procedere nella formazione di una lista rappresentata dalle forze politiche presenti, cioè Fratelli d’Italia, Unidos, raggruppamenti ufficiali, poi molti aderenti a Forza Italia, sardisti, ed altri indipendenti; la seconda, quella che poi è stata scelta: ritirare l’idea.
Così la Signora Matta rimaneva sola nella competizione ma, ovviamente, non era pensabile che quei gruppi spontanei che hanno preferito tirarsi indietro piuttosto che entrare in competizione per pescare nello stesso barile, lasciando campo libero, distinguendosi però ufficialmente dal raggruppamento che è rimasto solo a rappresentare il centro, visto che la Lega mai ha dichiarato la sua posizione di schieramento.
Certo è che la destra storica teresina non ha digerito il comportamento di coloro che si arrogano il diritto di rappresentanza, seppur dietro la copertura di una ‘civica’, del centro-destra, così come i venti/quaranta che si sono dispersi, questi, tutti, quasi sicuramente voteranno per la lista opposta, anzi, ascoltando le varie voci, sembrerebbe che la destra storica abbia preso qualche contatto con i rappresentanti dell’altra lista, qualcuno che si dice meglio informato assicura che, addirittura, si sia aperto un dialogo costruttivo. Se quest’ultima parte del discorso risponde al vero, allora si spiegherebbe il nervosismo che impera nella Signora Matta che rischia il suo diverso con dubbio futuro.

SANTA TERESA G. – ELEZIONI AMMINISTRATIVE: UNA SCELTA DIFFICILE?

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Siamo ancora ai colpi di fioretto, all’assaggio sull’attenzione dell’avversario, un passo avanti due indietro, dietro la maschera, l’occhio vigile dello schermitore pronto per portare la stoccata che chiude la partita. Peccato che quella maschera protettiva nasconda la parte più interessante della contesa, lo sguardo. Poi, il pubblico, quello che sempre attento anche quando non conosce le precise regole che fanno della scherma un’arte cavalleresca di antica e nobile tradizione: non è quello che sta apparendo in questo scorcio finale della campagna elettorale amministrativa di Santa Teresa Gallura, il fioretto ha lasciato spazio alla sciabola, le stoccate sono diventati fendenti, il duello sta assumendo la caratteristica della ricerca finale all’ultimo sangue e di cavalleresco non vi nulla. Gli amici son diventati nemici, i nemici in parte si sono intiepiditi e, la constatazione migliore che si possa fare è che tutto questo ha portato ad un rimescolamento delle carte che, forse, qualcosa di buono ne può uscire.
Santa Teresa, un territorio meraviglioso reduce di molti attacchi sconsiderati, un territorio lasciato a se stesso preda dell’ultimo arrivato, di anni di abbandono, frutto di una politica spesso assente, da anni lasciata in mano a chi avrebbe dovuto limitarsi a dare consigli specifici e che ha potuto fare in assenza di limiti.
L’opposizione, in alternanza, quindici anni di blackout, ma, anche le maggioranze, nulla e poco. Ora si va al voto, per il passato poco da recriminare, malgrado l’anzidetto, il cittadino ha votato, di volta in volta ha scelto, quindi, oltre al mea culpa, che dire? E’, che la cittadina merita una svolta, vera, ha bisogno di sognare e poi tornare ad una nuova realtà, a idee nuove, ad un modo diverso di governare, ad un approccio diverso dal passato, ad uno scatto risolutivo che capovolga il vecchio per andare verso il nuovo. Non vi è più tempo per il tirare avanti, ci vogliono nuove idee, i giovani? Certamente, ma, con tanta voglia di lavorare con determinazione, con uno sguardo al passato per non commettere gli stessi errori.
Si era partiti con cinque schieramenti, troppi, ne hanno preso coscienza gli stessi interessati rendendosi conto che la contesa non avrebbe prodotto alcun benessere. Da una parte una scelta più che del capolista, di una linea politica, di una premessa per un nuovo modo di governare, almeno nelle intenzioni. Qualche protesta del vecchio, qualcuna anche scomposta, ma tutto questo fa parte del gioco: diceva un vecchio politico che “il potere logora chi non ce l’ha”, io aggiungerei “Il potere logora chi lo ha avuto e non lo ha saputo gestire”. Appellarsi a eventuali veti aggiungendo espressioni ingiuriose, non paga, e, principalmente non fa bene a nessuno. L’acredine il sentirsi defraudati per una non scelta da parte di chi vorrebbe il cambiamento non significa togliere l’onore ad alcuno, sarebbe sufficiente un: “ho fatto il mio dovere, se dovessi aver commesso qualche errore scusatemi”. Tutto qui.
Dall’altra parte: si parla di ‘futuro’ dove la maggior parte è ‘passato’. Un passato che pochissimo ha brillato, anzi a ben vedere buona parte di quel blackout gli potrebbe attribuire. Il riferimento non ha bisogno di indicazioni specifiche, il contesto complessivo dovrebbe esserne cosciente, un bluff, capita nulla di strano, una scelta sbagliata durata un lustro, pazienza. Poi? Che dire? Un’opposizione sottovuoto, nulla, neppure quando hanno avuto occasione di farla dura, costante, ‘tignosa’, inflessibile, nulla di tutto ciò. Ed ora si legge chi vanta quel periodo per la signorilità che, per carità, mai uscire dai canoni del buon comportamento, ma l’opposizione deve farsi sentire con voce alta e chiara, deve far sentire la propria presenza. Forse, seppur attento cronista, quella voce mi è sfuggita. Dovrò in futuro stare più attento perché ciò non avvenga.
In questa tornata non vi sono né nani né ballerine, solo étoile. In ogni caso, la vedo dura, la battaglia tra contendenti ha ancora una ventina di giorni, i programmi, quelli realizzabili, non il solito ‘libro dei sogni’, saranno quelli che daranno all’elettore la possibilità di valutare per giungere ad una scelta che si spera possa essere la più oculata possibile, la comunità ne ha estremo bisogno, non rimane molto tempo per dare quella svolta che rimetta Santa Teresa G. in corsa per concorrere ad obiettivi che il territorio merita.
Che dire? Buon lavoro a tutti. Maggioranza e opposizione, ognuno nel suo ruolo dia il meglio di se.
Questo è quanto i cittadini si aspettano e con questo spirito sceglieranno coloro che meglio corrisponderà alle loro intenzioni.

COSI’ DOPO TANTO TRAVAGLIO “LA MONTAGNA PARTORI’ IL TOPOLINO”

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Così dopo tanto travaglio “la montagna partorì il topolino”. Si, questo pseudo centro-destra teresino, all’ultimo momento, con uno scatto finale ha conquistato la sede del Municipio e, con uno strappo, un colpo di reni, ha conquistato, per un tubolare, la linea di traguardo per presentare una lista travagliata, discussa, combattuta sino all’ultimo candidato, in testa e in coda. Il posto: sapeva di essere il secondo ma mai era stato così importante come questo, essere terzo avrebbe inficiato la sua ragion d’essere.
Peccato, erano tante le voci circolate in questi ultimi giorni: Nadia non molla, a Nadia mancano quattro candidati per completare la lista, in molti a sostenere non ce la fa, scommettiamo una grande cena, vinco io, no vinco io, arriva Dario, è lui il capolista, lo vuole Cagliari, no, impossibile, arriva la nave tedesca con immigrati a bordo, Zoffili chiama il capogruppo della Lega: siamo nel tuo territorio, devi essere presente per manifestare contro lo sbarco. Sto arrivando.
Grande sospiro di sollievo, correre per la conquista del comune di Santa Teresa è un grosso rischio. Per il capo gruppo della Lega sarda in regione, nonché vicecommissario regionale, è un rischio troppo grande, in fondo se Nadia non ce la fa, poco male, lei è di Forza Italia, l’onore della Lega è salvo.
Qualche malizioso aveva fatto balenare che vi fosse l’intenzione di far correre una sola lista, quella civica capeggiata dal giovane Sardo, un sistema come un altro per combattere l’avversario, non si raggiunge il quorum, arriva il commissario (nominato dalla regione –magari, perché no, il nostro Dario-), con il tempo tante cose possono cambiare, si rifanno le elezioni e chissà che non si riesca a riconquistare il Comune.
No, dai, non arriverebbero a tanto, i giovani di Sardo non hanno ne la malizia ne l’esperienza per pensare ad una simile finezza, i marpioni dell’ala conservatrice forse, si. Fare i conti senza l’oste è sempre un rischio, il malfidato lo trovi ovunque, forse qualcuno era riuscito pure a pensare che ci fosse lo zampino di qualche quasi amico diventato nemico di questo nuovo gruppo a complottare con il centro-destra per far saltare il banco, così a tutela e scanso di equivoci, salta fuori una lista detta, “civetta”. Li, per evitare di far la fine dell’asino di Buridano, Nadia, Dario o chi altri è difficile stabilire, decidono che bisogna sbrigarsi per arrivare in tempo a presentare la lista onde evitare che tra lista numero uno, e due, Sardo faccia l’asso piglia tutto. Allora, corri prendi quella lista che tieni sempre in borsa, pronta per l’abbisogna, vai in Comune e, prima che scada il tempo massimo, tutti in riga per firmare. Il gioco è fatto.
A completare l’opera, una volta assodato che la lista è stata presentata con timbri firme e sigilli, la civetta può tornare ad essere quel simpatico rapace, al riparo del suo albero del bosco da dove può continuare a emettere il suo canto notturno.
Ed ora, a caldo, uno sguardo alle liste: la prima presentata in ordine di tempo, “ LUNGONI-E’IlMomento”. Amano definirsi “giovani”, lo sono. Credo, ad occhio e croce che la media non superi i quarant’anni, solo tre hanno precedenti esperienze amministrative, pur provenendo dalla legislatura precedente sembrerebbe che intendano portare una ventata di nuovo, quella ventata che avrebbero voluto imprimere nella precedente esperienza ma… forse venivano reputati troppo giovani per rischiare tanto. C’è da dire che sin dal primo approccio sono stati guidati da molta buona volontà, non priva da una giusta dose di preoccupazione senza però trascurare, coraggio ed entusiasmo. Una giusta carica emotiva che, in tempo di covid, non guasta.
La seconda: “Futuro Diverso” così hanno voluto chiamarla, piuttosto ambiguo, chissà forse sono io che non riesco ad afferrare il senso, non mancherà occasione per farmi illuminare. Qui la media età di alza di livello, troppe signore per indagare sugli anni. Secondo i punti di vista, il peggio è che qui l’esperienza non dovrebbe far difetto: tra cinque o sei possono contare su un curriculum ben nutrito di esperienze politico amministrative, sia al governo che all’opposizione, peccato che nessuno ricordi di eventuali successi ottenuti sul campo ma, forse non per loro responsabilità. Ecco perché non mi suona giusto il nome dato alla lista. Io, forse, avrei ritenuto meglio chiamarla: “Dal Passato – un futuro diverso”. Ma, cosa vado a dire, che ne so io di slogan? Poi, in fondo, quel che conta sono i programmi. Per quello staremo a vedere, per ora accontentiamoci che ci siano ancora persone che si mettono in gioco e sportivamente combattano per sani ideali nell’interesse precipuo della Comunità che andranno ad amministrare. L’importante è partecipare, poi, vinca il migliore.

SCUOLA : UN’APERTURA INFELICE

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Un servizio televisivo della RAI, ieri ci ha mostrato le condizioni di degrado di uno dei punti piu belli e suggestivi della nostra capitale, Roma. Il Giannicolo ci è stato fatto vedere nella peggiore trascuratezza e solo un sindaco come la Raggi poteva e può permettere che si arrivi ad un deplorevole abbandono. Forse sarò stato abituato ad un modo di vivere diverso, ma a casa mia la pulizia della casa corrisponde a quella intima della persona, alla correttezza verso glia altri, al rispetto per il prossimo. Sarà una visione ristretta la mia? Forse, ma nel mio ordine mi ci trovo bene e vedo che non è trascurato neppure dal concetto degli altri.Che sia una prerogativa delle donne grilline? Non mi meraviglierei: se penso ad ieri, allo spettacolo pietoso che il bravo Flavio Insinna, con un grande sforzo ha tentato di dare un tono di allegria dove di rallegrarsi poco c’era, mi riferisco all’inaugurazione dell’anno scolastico 2020/21 dove persino il Presidente Mattarella ha cercato di smuovere l’ambiente, lui sempre così serio, ha accennato a qualche tenue sorriso, cercando di dare tono alla tristezza che non può che essere motivo di una situazione tutt’altro che allegra.
Certo, c’era poco da rallegrarsi, una ministra cocciuta all’inverosimile, che ha voluto, a dispetto dei Santi, aprire le scuole ieri, nella più grande impreparazione, in un caos colpevole, senza voler tener conto dei pareri di chi, senza ombra di dubbio ne sa, e ne capisce molto più di lei. Forse, nella sua pochezza, considerava quel lunedì 14 settembre, un auspicio positivo verso i risultati elettorali della tornata del prossimo weekend, 20 e 21 prossimo che per necessità e tradizione consolidata si dovrà votare in quelle aule, quelle poche sistemate per le lezioni, che dovranno per forza di cosa essere messe a soqquadro per allestire i seggi. Lei, per tre, quattro giorni di non lezioni, senza considerare i costi che la sua dabbenaggine comporta, ha voluto aprire l’anno scolastico.
Forse la signora ministra nella sua lungimiranza, non ha valutato che quei giorni avrebbe fatto molto meglio se li avesse utilizzati per cercare di tamponare a tutte le negligenze che ha dimostrato dal febbraio scorso, da quando è stata decretata la chiusura indiscriminata dell’Italia e di conseguenza delle stesse scuole. Forse anche una settimana avrebbe potuto essere utilizzata per reperire ancora quelle mascherine mancanti, ancora un po di quei banchi che dovrebbero arredare quelle aule, molte delle quali avrebbero potuto essere sistemate senza l’ausilio di sedie a rotelle (i nuovi banchi scrittoio mobile inventati dalla ministra ad un costo irrisorio), ma anche per cercare di trovare rimedio per trovare gli insegnanti per i diversamente abili. Tutte quisquiglie per saccenti grillini.
E’ mia convinzione che l’elettore terrà conto di queste piccole cose e si esprimerà di conseguenza, cercando di far tornare al proprio posto, quello che meritano, quei partiti il cui comportamento poco si addice alla serietà di governo che il nostro Paese ha sempre vantato.

RIFORMA COSTITUZIONALE – IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI UN FALSO PRETESTO?

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In queste giornate di fine estate quando ancora il caldo settembrino seppur mitigato, si fa sentire, non sopportando l’idea di una giornata sulla spiaggia, ho voluto rivolgere l’attenzione sul voto che saremo chiamati ad esprimere in una delle prossime domeniche. Un voto importante, non da prendere sottogamba così come vorrebbero farci intendere quel gruppo di malaugurati che con forza insistono nel voler propinare che si tratta, ed infine anche accattivante, solo il taglio di un po di Parlamentari, così, tanto per risparmiare qualche euro, risparmio che poi non si sa dove andrebbe a finire.
Scriverò dopo di questo eventuale famoso taglio che, tra l’altro reputo di scarsa importanza, quale sia il vero significato della Riforma, la parte pericolosa del complesso discorso che andrebbe a toccare, mettendo, quello si, a repentaglio quella democrazia che tanto sangue è costata per poterla avere, oltre ad un ventennio di cui molti parlano ma pochi ancora conoscono: e la Resistenza? Ma, di cosa vogliono parlare i Grillo, e quella banda di sottoposti, generazioni venute su da un benessere qualche volta anche dubbio, certamente non creato da loro.
Inizierò questa disamina del problema prendendo le parole di Mattia Santori, leader del movimento delle ormai famose “sardine”, un giovane al sopra di ogni sospetto, sicuramente, non un estremista di destra, un giovane neppure contrario al cento per cento alla coalizione che governa, ebbene, dice: “La riforma sul taglio dei parlamentari, rappresenta il culmine di un processo di delegittimazione del Parlamento e delle istituzioni repubblicane”. E ancora: “Cavalcare l’onda di queste sacrosante frustrazioni non può giustificare questa riforma, che finirà per indebolire, ancora una volta, gli elettori, non gli eletti”.
Più dura di quella del giovane Santori, e anche più approfondita ci giunge quella Di Valerio Onida, costituzionalista e accademico italiano, giudice costituzionale, Presidente della Corte costituzionale e professore emerito di diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano. Egli scrive: “La riforma riporta il titolo: ‘Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte seconda della Costituzione’ “. Quindi, si evince che non si tratta solo della diminuzione dei parlamentari, bensì si va ad intaccare delle parti importanti dell’ordinamento dello Stato, dove, addirittura, si trasforma una Camera cambiando profondamente la sua originaria istituzione. Lo stesso Onida prosegue: se la riforma dovesse passare “…non potrà non produrre un effetto di indebolimento del ruolo della Costituzione come carta e “casa” comune degli italiani”. E prosegue: “…è condivisibile l’intento di fare del nuovo Senato la camera rappresentativa delle istituzioni territoriali…Ma il punto dolente è il modo in cui si sono volute disegnare la composizione e le funzioni del Senato” che sarà composto dai presidenti delle Giunte e dei Consigli delle regioni, oltre ad un certo numero di altri soggetti espressi sempre dalle Regioni. Un sistema che non da nessuna garanzia di chiarezza e trasparenza. Conclude Onida questa parte del suo esame: “Insomma, una composizione che fa a pugni per alcuni versi persino con la logica”.
Ma più attenti bisogna essere sulle funzioni che vengono attribuite a questa Camera, ancor peggio è l’altro capitolo, “cioè la revisione del titolo V in tema di Regioni ed enti locali: che il sistema istituzionale italiano abbia bisogno di un massiccio ri-accentramento di poteri in capo allo Stato nazionale e non una riorganizzazione razionale, fondata sui principi fondamentali di autonomia e di decentramento”.
Insomma, questa potrebbe finire per essere una riforma anti-autonomista, riportando le lancette del tempo indietro di circa cinquanta anni, deformando completamente il pensiero dei padri costituenti.
Non voglio addentrarmi ancora sui particolari, voglio e devo fidarmi di quanto illustri costituzionalisti, circa duecento, che hanno firmato un documento comune chiarendo i motivi del loro dissenso a questa riforma che, traducendo in una parola il loro pensiero complesso e allo stesso tempo chiaro, può definirsi una truffa mascherata, motivo fondamentale per esprimere chiaramente in voto negativo al consenso, cioè, votando NO.
Mi si consenta di esprimere un pensiero da ignorante cittadino che si approssima al seggio per esprimere il suo voto. Ho voluto dare uno sguardo alla composizione dell’Assemblea Costituente per rendermi conto chi ha lavorato per due lunghi anni per darci quel documento che ha segnato il cambiamento radicale del nostro ordinamento istituzionale portandoci ad una indiscutibile democrazia compiuta. I nomi: Gronchi, Ivanoe Bonomi, Vittorio Emanuele Orlando, Einaudi, Mortati, La Pira, Aldo Moro, Palmiro Togliatti, Fanfani, Piero Calamandrei, Giuseppe Saragat, Benedetto croce, alcide De Gasperi,Antonio Segni. Questi, indiscutibilmente, la migliore espressione dell’Italia, a confronto con Beppe Grillo, Di Maio, Fico, Taverna, e per carità di patria mi fermo per non dover aggiungere uno Zingaretti talmente confuso da non poter neppure esprimere se stesso.
Pur non avendo alcuna presunzione di convincere alcuno se non quella di sperare che ognuno prima di porre la fatidica croce abbia un attimo di esitazione per riflettere almeno sull’importanza del suo gesto.
Io, dopo aver approfondito l’importanza di questo turno elettorale, con convinzione voterò
NO.
Un invito ad imitarmi, un invito ad approfondire, c’è ancora tempo per farlo, è importante lasciare ai nostri successori una Italia come quella che abbiamo avuto noi e nella quale siamo progrediti nella democrazia piena e concreta. Io voto NO

Sempre a proposito delle “Primarie” – ricevo e rispondo

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Da Tomaso Visicale:
“Dopo l’intervento di Paolo, legittimo vincitore delle primarie e “nostro” candidato alle imminenti elezioni amministrative, mi preme ed in qualche caso duole, argomentare su talune strumentalizzazioni ormai ampiamente condivise sui social. Premetto che tratta vasi di una discussione sula chat interna di un partito politico, e su un fatto contingente di natura politica (Primarie candidatura apicale centro sinistra): per cui, va’ da se’, anche per i meno avvezzi in materia, che tutte le aggettivazioni in essa contenute, persino quelle più forti o meno stilose, erano da intendersi, erano da intendersi riferite al solo livello politico, mai e poi mai al piano umano, men che meno al profilo morale e neanche a quello culturale… Di più.. il riferimento non era certamente diretto ai tantissimi cittadini che, di propria sponte, o poiché garbatamente invitati, hanno deciso di partecipare alla festa Democratica, ma solo ed esclusivamente a quei pochi “maldestri” che nello stesso momento, proprio nelle stesse ore in cui votavano alle primarie, erano e continuano ad essere attivamente impegnati nella composizione di una o più liste antagoniste. Non contesto dunque alcun reato di violazione di domicilio, ed in questo senso parla per tutte la scelta di svolgere le primarie nella casa più laica, quella della Comunità; contrasto viceversa la pretesa di qualcuno di voler selezionare, ante litteram, la classe dirigente dell’Una così come dell’Altra parte politica. Non funziona così il gioco Democratico, anche quando i meccanismi di scelta consentano a tutti di poter esercitare il proprio libero arbitrio, anche e soprattutto perché fra due mesi, la legge consentirà di esprimere un’unica preferenza, di votare un solo sindaco. Considero tutto questo poco opportuno se non addirittura inopportuno, e comunque, almeno ai miei cocchi, di basso bassissimo profilo politico. Nella spranza di essere stato sufficientemente esaustivo, colgo l’occasione per augurare a tutti, ma proprio tutti, un sereno confronto elettorale, e per scusarmi nei confronti di coloro che hanno erroneamente frainteso, un po meno, nei confronti di quei pochi che invece hanno strumentalmente argomentato in modo scomposto e poco elegante…per nulla, versus quel piccolo uomo…che mi dicono essere Ragioniere o Consulente di chissà cosa… lui si..di basso bassissimo profilo… P.S.: All’amico Giuseppe Tusacciu: Caro Giuseppe, leggendo la tua, mai vorrei, che a forza di specchiarti per meglio definire la forma del tuo profilo…. ti vedresti di rimando specchiata l’immagine con la sagoma di una delle tante Comari del paesino di Sant’Ilario che affollano i social di tutti i tipi. Non ti spaventare, te ne prego, vedrai che con un subitaneo battito di ciglia riapparirà la tua…che da sempre, considero di alto profilo…lasciando ovviamente il superlativo (Altissimo) solo a L’Amor, son sicuro condividerai, che “move il sole e le altre stelle”. Con grande stima e altrettanto affetto Tomaso”
Risposta:
Caro Tomaso, scomodare addirittura Dante ma, anche il sublime De André è veramente stata cosa inaspettata. Per ciò che riguarda quest’ultimo la citazione non può assolutamente appartenermi, la mia vita è sempre passata attraverso lo specchio e, ti assicuro, nessuna comare, ne teresina, ne di altre località, con il passare degli anni, ha subito i cambiamenti fisiologici, ti assicuro però che, neppure qualche ernietta dispettosa è riuscita a mutare l’incedere dritto della mia schiena abbinata all’altezza della mia testa.
Perdonami caro amico, mi dispiace tornare sull’argomento del nostro “malinteso”: se non volevate intromissioni esterne, era sufficiente evitare che altri non aderenti al vostro partito partecipassero alla votazione, cosa questa più che legittima, purtroppo ciò avrebbe avuto un qualche handicap, sarebbe stato come contarvi. Pensi che avrebbero votato circa ottocento persone.
Ormai, caro amico, i partiti esistono per lo stipendio parlamentare, per gli emolumenti che se ne possono ricavare, le tessere sono solo un simbolo per pochi e, poiché in paese ci conosciamo un po tutti, potrai convenire con me che la rappresentatività sarebbe potuto diventare modesta se non umiliante.
Forse un sincero ringraziamento a chi, in qualche modo ci ha messo la faccia per evitare figure peregrine, a chi le ha volute quelle primarie, (bravo chi ha avuto il buon senso di aprire il voto alla cittadinanza) quel ringraziamento sarebbe quanto mai meritato.
Quindi, nessuna selezione, stai tranquillo, sono certo che chi come me è venuto, appunto, per esprimere un voto che è numero e solo quello, la scelta elettorale, quella vera, la farà al seggio e spero tanto che sia seria e ponderata. Santa Teresa è alla frutta, credo che mai come ora sia stata lasciata una eredità che rischia di essere disastrosa e grande sarà la responsabilità di chi dovrà raccogliere il testimone, altro che macchie di destra o di sinistra.
Caro Tomaso, forse sarebbe auspicabile che si trovasse una formula che trasversalmente attraversi tutte le ideologie per mettere in campo il meglio che questo paese possa esprimere. Questa sarebbe vera democrazia, quella che pensa solo al bene comune. Chissà quanti degli aspiranti sindaco avevano questo concetto, oltre al desiderio di indossare la fascia tricolore.
Non mi sembra che anche questo tuo ulteriore intervento rappresenti questi intenti.
Io pensavo questo quando, con pennarello indelebile tracciavo la croce su un nome di quei tre candidati ed è questo l’augurio che faccio a Paolo, vincente nella contesa, spero voglia spogliarsi degli orpelli ideologici, lui o chi vincerà la partita elettorale, per avere solo ed esclusivamente la volontà di compiere ogni sforzo per il paese ed il benessere dei suoi cittadini.