PASTICCIONI: SALVINI…; DI MAIO…; ZINGARETTI.

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Questa crisi di governo ha preso contorni insostenibili, dire che sta rasentando il ridicolo è poca cosa, ci trovi di tutto, incoerenza, superficialità, indecisione, ma, ancor peggio incompetenza o malafede.
Come si fa ad immaginare di aprire una crisi di governo semplicemente presentando una mozione di sfiducia. Non riesco a capire se Salvini sia così sprovveduto da limitare tutto alle parole e nulla ai fatti concreti. Una crisi di governo si apre togliendo ufficialmente l’appoggio e cioè, ritirando prima di tutto la delegazione dal governo. Solo in tal caso, il presidente del consiglio dei ministri è costretto ad andare dal Capo dello Stato senza neppure passare dal Parlamento, casomai, sarà lo stesso Presidente della Repubblica a rinviarlo alle Camere. Che crisi è se lasci i ministri del tuo partito in quel governo che hai sfiduciato? Caro Salvini, vuoi sapere cosa avrei fatto io al tuo posto? Come dice DiMaio: “ormai la frittata è fatta” io direi all’ex amico: “la frittata è fatta solo da una parte, ora bisogna rigirarla perchè sia cotta da entrambi le parti”. Se possibile, ritirerei la sfiducia ma, se questo non fosse possibile voterei contro la mia stessa sfiducia, a favore del governo. Lo so che la cosa è paradossale ma nulla la impedisce. Tanto più che una dichiarazione si può anche fare e cioè rimettere un’altra frittata: Salvini non voleva la crisi di governo, la sfiducia era solo su certi comportamenti, pertanto la cosa si poteva e si può risolvere attraverso una rivalutazione sia del contratto che con nuovi incarichi ai ministri. In fondo, c’è una mozione di sfiducia nei confronti del Ministro degli Interni, se venisse accettata, Salvini potrebbe lasciare l’incarico, potrebbe fare il Segretario del Partito, quel Dicastero dovrebbe essere un pentastellato ad occuparlo, anzi dovrebbe essere lo stesso Di Maio e questo porterebbe ad una completa rivoluzione dei posti governativi: per esempio, ai pentastellati gli Interni? Alla Lega la Difesa e così avanti.
Non sarebbe una soluzione? Certo, non farebbe piacere a Renzi, ma dalla vita non si può ottenere sempre tutto.
Di Maio, era partito dallo sconforto più nero, sapeva che dalla crisi di governo lui ne usciva con le ossa rotte, poi si aggiungeva pure il fatto delle due legislature, andare ad elezioni il rischio era enorme, d’altra parte Il DiBa stava li appollaiato su quel ramo secco pronto a lanciarsi sulla preda morente per aggredirlo, agli occhi e alla testa, per infierire il colpo di grazia. Bisogna sopravvivere a tutti i costi -questo vale anche per Conte, presidente di passaggio-, questo è l’unico pensiero, l’arma gliela messa in mano lo stesso presunto nemico: “la crisi si discute in Parlamento”, e lì tutto un girotondo di paroloni, “la nostra è una Repubblica parlamentare e il Parlamento è sovrano, li faremo la cronistoria della crisi”.
E, sequela di insulti, sparisce quell’aria preoccupata, torna quel sorriso un po sardonico, un po idiota. Ha parlato Grillo, ma, sottobanco anche Casaleggio: “Bisogna cacciare i barbari”. Certo detto da un pseudo comico è tutto da vedere. Forse DiBa deve ancora attendere il suo turno. Si affaccia alla ribalta colui che tutti, in quest’ultimo anno hanno ritenuto finito, Il Renzi nazionale si riprende la scena trattando Zingaretti come il ragazzino di bottega, gli dice, in pratica, “lasciami lavorare” così crolla quella diga che sbarrava il passo ad un qualsiasi accordo con i pentastellati. DiMaio afferra la cima della scialuppa che gli viene lanciata e, come vi monta sopra comincia a brandire l’arma contro la Lega, per quel poco che ve ne era bisogno. Non sta più ad ascoltare le proposte di pace di Salvini, ormai si sente al sicuro, forse riesce a fare un accordo di legislatura. Povero, Renzi non è Salvini, lui è il vero politico sulla scena, ed ha in mente scenari molto più ampi, forse i pentastellati gli sono utili per il suo nuovo ingresso, lui potrebbe veramente essere colui che ferma la Lega di Salvini, perchè, attenzione, la Lega non è solo quella di oggi, c’è anche e ancora quella di ieri che ha voce in capitolo, e che sicuramente aspetta alla finestra che questa volata spompi i due gruppi contendenti.
Zingaretti: per me è lui il più grande pasticcione. Gli è stato permesso di fare il segretario del PD ben consci che era l’unico fatto di pasta tenera, manipolabile in qualsiasi circostanza. Alle Europee, gli è stato permesso di fare di testa sua e lì, l’ulteriore scoppola elettorale, lui parlava di recupero, anche se nessuno se n’è accorto. Al PD sono tornati pochi voti che erano passati ai pentastellati da un elettorato incerto, quello che era passato dalla sinistra ad una cosa nuova nella speranza che il PD imparasse la lezione, essere di sinistra. Quello è un elettorato che viene e che va, quello è un elettorato che non crede più in una sinistra edulcorata e che allo stesso tempo non si fida neppure degli scissionisti di Grasso e altri. Nel PD c’è Renzi con un suo progetto, vuole lui, un grande centro sinistra, vuole realizzare quel sogno della sinistra democristiana che ha sognato, sin dai tempi più remoti di conquistare una maggioranza sociale che raccogliesse le istanze del mondo del lavoro, operaio e imprenditoriale, cioè, un centro con lo sguardo a sinistra. A Zingaretti mancano tutti gli elementi per contrastare quel sogno di Renzi e non solo lui. Renzi, se che quel “patto del Nazareno” è tutt’ora in piedi e che Zingaretti è fuori da quel progetto, solo che si è ad un passo dalla sua realizzazione ma ancora ci vuole.
Come andrà a finire questa vicenda? E’ difficile dirlo, le carte si sono talmente ingarbugliate che tutto è da vedere. Certo, chi si illude che i giochi abbiano termine il venti prossimo, rimarrà deluso. Rimarrà tutto provvisorio.

15 agosto 2019

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15 agosto 2019
Oggi non vi annoierò con la politica e neppure con nessun tipo di lamentela, oggi è una giornata particolarissima, è il clou dell’estate, la punta di quel vertice immaginario, atteso, alle volte sognato, come giorno di riposo, di divertimento di rilassamento.
Sono passati alcuni millenni dalla sua generazione ma il concetto è rimasto. Oggi è giornata che raccoglie tutte le fatiche, per chi più e chi meno, di un anno di lavoro.
Perchè dilungarsi? Che tutti, nessuno escluso, possa godere appieno del vero simbolo di questo giorno e conservarlo gelosamente sino all’arrivo del prossimo.
Buona giornata a tutti gli amici conosciuti e virtuali. Vogliamoci bene.
giustusblog.it

IL CERINO DI SALVINI SI STA SPEGNENDO? CHISSA’!

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Quando si dice diavolo e poi spuntano le corna. Quello che ipotizzavo nel commento di ieri si sta profilando: non voto delle opposizioni sulla sfiducia al premier Conte, governo istituzionale per approvare la riduzione dei parlamentari, evitare l’aumento dell’Iva, varando una manovra che l’UE non contesti e far gestire le elezioni comunque anticipate, ma non più ad ottobre. In sostanza, come ha specificato l’ex-presidente del Senato Grasso, oggi con Leu, non facendo approvare la mozione di sfiducia la parola passa “da Salvini al Presidente Mattarella” e il governo istituzionale, proposto con un’intervista al Corriere della Sera di oggi dell’altro Matteo, ossia Renzi, avrebbe possibilità di riuscita , dando all’Italia la necessaria manovra economica per evitare non solo l’aumento dell’Iva, ma tranquillizzare i mercati che ora reagiscono con la borsa in rosso e lo spread in continuo aumento.
Ovviamente Salvini, che ha iniziato il suo tour elettorale, trovando anche contestazioni, oltre le code per i selfie grida all’inciucio, al ” tutti contro di noi”, tweettando “inciuci, giochetti governi tecnici o di scopo(?) non fermeranno la voglia degli italiani di un governo finalmente forte, chiaro, libero per tornare a correre per l’Italia del sì. Ci stai? E in quell’interrogativo finale trapela tutta l’incertezza del candidato “uomo solo al comando” che chiede “pieni poteri”, pretende il voto subito, ma dimentica che c’è un Parlamento che è libero di decidere il da farsi, c’è un Presidente della Repubblica che vigila sul rispetto delle istituzioni e della Costituzione e non consente scorciatoie non previste.
In quest’agosto con punte di oltre 40 gradi, a Roma, dove si dovranno riaprire le Camere perchè la crisi, per fortuna, si discuterà qui, non sulle spiagge d’Italia o sui social nulla, ovviamente, è scontato anche perchè nel Pd è in corso un duro scontro con il segretario Zingaretti che non condivide l’iniziativa renziana ed il “sarebbe una follia il voto anticipato”. Onestamente trovo difficile comprendere la sua smania di andare alle urne subito con la prospettiva di consegnare l’Italia a Salvini e, nel caso di un’alleanza con la Meloni, ai sovranisti , aprendo la strada ad una guerra continua a Bruxelles, a manovre in deficit, alla probabilità che riappaia la procedura d’infrazione che Borghi e qualcun’altro attende per chiedere l’exit dall’Ue, imitando la Gran Bretagna, facendo rivoltare nella tomba i padri della patria italiana post-fascista che sono stati anche,in gran parte, i padri dell’UE.
Ormai, comunque, il dato è tratto e, per la prima volta dopo la caduta del comunismo sovietico, si sta giocando una partita politica decisiva non tanto per la nostra democrazia (non vedo alcun rischio di ritrovarci ,ancora una volta, con un dittatore), ma per il ruolo che l’Italia può avere anche a livello internazionale: Saranno all’altezza del compito i nostri attuali parlamentari , tra i quali c’è anche molta inesperienza? Eppure una soluzione ci sarebbe. perché non spolverare il vecchio Berlusconi? E, quando si va da Mattarella, anzichè parlare solo di elezioni non gli si fa presente che la coalizione di centrodestra, quella che, in fondo ha vinto le elezioni pur non raggiungendo la maggioranza, sarebbe disponibile ad un tentativo di formare un governo politico e raccogliendo i pochi voti che mancano da dove essi possono arrivare? Da tener conto che questa soluzione troverebbe, sai quanti parlamentari che di elezioni non vogliono sentir parlare? Io credo che questa proposta farebbe tornare molti galletti a più miti consigli, poi se si proponesse, che so io, un Giorgetti a guidare quel presumibile governo, allora…? Comunque, tentare non nuoce.

UNA IPOTESI…ASSURDA: E SE VENISSE RESPINTA LA SUA MOZIONE CHE MANDA A CASA IL PREMIER E PASSASSE LA SFIDUCIA CONTRO DI LUI?

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Come era da aspettarselo, tutti o quasi hanno tirato fuori la testa, anche quelli che avevano predicato e supplicato il distacco i Salvini da Di Maio, stanno mantenendo un atteggiamento cauto, forse hanno iniziato a fare due conti e si accorgono cosa significhi andare ad elezioni ad ottobre. E li, dai, giornalini, testatone, giù addosso a chi, per accontentarli, ha sfiduciato un Presidente che avevamo definito “per caso” e che, in fondo, è veramente inappropriato ad occupare quella poltrona, tanto più, in periodo erto di difficoltà non solo europee ma molto più allargate, non solo di natura economica ma anche di grandi sommovimenti politici.
Così, trovo logico che si sia formato un fronte anti-Salvini contrario alle elezioni anticipate ad ottobre. E’ sceso in campo anche Grillo che, di fatto, ha smentito Di Maio, sempre più in difficoltà, favorevole al voto subito, pur dopo aver detto sì al taglio dei parlamentari
Il vero capo politico del M5Stelle è andato giù duro, parafrasando Archimede che avrebbe sollevato il mondo se gli fosse dato un punto d’appoggio, lui con una frase ad effetto quasi come quella di Salvini, ha detto che: “Mi elevo a salvare il Paese dai barbari. Facciamo subito dei cambiamenti, ma non si può lasciare il Paese nelle mani a gente del genere solo perchè crede che senza di loro non sopravviveremo. Dobbiamo fare dei cambiamenti? Facciamoli subito, altro che elezioni!”. Sulla stessa linea Davide Casaleggio e Di Battista, mentre è probabile che Conte, se lascerà Palazzo Chigi per un altro premier (di garanzia) potrebbe essere il nuovo leader grillino, portando in dote il gradimento che ha del 65% degli italiani, gli ottimi contatti internazionali e quel 10% di voti che i sondaggisti gli accreditano se facesse un partito suo: Sempre che non preferisca la carica di commissario UE che spetta all’Italia e che ora difficilmente potrà andare alla Lega come concordato prima della crisi.
Contrari al voto anticipato anche i renziani che hanno la maggioranza nei gruppi parlamentari del Pd, dove il segretario Zingaretti chiede il voto subito, ma non può evitare che al Senato la calendarizzazione delle mozioni, a termini di regolamento, dovrebbe vedere al primo posto quella di sfiducia a Salvini, presentata dai democratici, e dopo quella salviviana di sfiducia a Conte. Insomma un pasticcio mai visto in un Parlamento serio.
Considerate, inoltre, che Berlusconi e la Meloni chiedono a Salvini di dire chiaramente, dopo il velato accenno ad andare da solo, di annunciare subito che la sua scelta è per il centrodestra o con Fratelli d’Italia o, con la probabilità di superare il 50%, anche con Forza Italia: Il leghista, però, tergiversa, vuol rinviare il discorso a dopo la certezza che si voterà in ottobre.
Ebbene in questa situazione politica ci sarebbe da meravigliarsi se la mozione di sfiducia a Conte venisse respinta con i voti grillini e l’uscita dall’aula dei renziani e, forse, anche dei forzisti e di alcuni senatori di Fratelli d’Italia se non ci sarà una risposta chiara sulle alleanze o no da parte della Lega? E se, poi, al contrario passasse, con i voti grillini e del Pd, la sfiducia al ministro dell’Interno Salvini ? Sarebbe un terremoto politico, ma anche questa prospettiva è, ormai, nel novero delle probabilità, mentre l’iter della crisi si allungherebbe ed un governo del presidente per preparare la manovra, evitare esercizio provvisorio, aumento dell’Iva, tenendo i conti in ordine come chiede Bruxelles potrebbe essere la soluzione migliore.
Mi sorge il dubbio che Cottarelli possa tornare d’attualità nella sua veste di servitore dello Stato. Certo sarebbe un governo a tempo, magari anche di minoranza, ma capace di varare, grazie alle astensioni, il nuovo calendario dello Stato per il 2020.
Forse quel “salvare il Paese dai barbari”, ossia da Salvini, pronunziato da Grillo non è stato detto a caso. Anche perchè iniziano a circolare brutte intenzioni salvianiane nei confronti dell’UE fino ad una nostra exit concordata.
Certamente, sono esagerazioni, in queste giornate di grande caldo, si dice di tutto e dipiù, così come il parallelo, fatto da “Repubblica” tra Salvini e Mussolini che chiese anche lui “pieni poteri”. Non credo, infatti, che la democrazia in Italia sia in pericolo e che il leader leghista sia un dittatore e certe polemiche, certe notizie fanno il gioco di Salvini come l’anti-berlusconismo lo faceva al Cavaliere. Qualcuno dovrebbe ricordarsi che gli italiani nel momento in cui chiedono maggiore partecipazione, maggiore coinvolgimento orizzontale nel contempo amano un uomo forte che decida per tutti.
Se un pò di camomilla è necessaria per Salvini come ha scritto l’altro Matteo, ossia Renzi, così la debbono prendere altri politici e taluni commentatori, che non hanno certo sorvolato su quella frase, detta a braccio, magari in un momento di euforia voluta da una folla che tutti abbiamo visto, essere pressante. Con un Presidente della Repubblica come Mattarella, con Forze Armate e di polizia fedeli, come solo, alla Costituzione , possiamo dormire sogni tranquilli. La democrazia nel nostro Paese è ben difesa:

DATEMI “PIENI POTERI” E CAMBIERO’ L’ITALIA QUESTA E’ LA RICHIESTA DI SALVINI. COSA FARA’ IL PARLAMENTO ?

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Dico la verità: non mi sono simpatici gli uscenti ma, devo riconoscere che al di la di loro non vedo nessuno che brilli di luce propria, fatto salvo che se, e ripeto “se”, si andasse ad elezioni non nasca un nuovo astro che, come fece Berlusconi un bel po di anni fa, “non scenda” in politica con l’idea di salvare l’Italia, altro non riesco neppure ad immaginare,
Torniamo alla cronaca: ho la sensazione che Matteo Salvini non abbia sbagliato i tempi per aprire la crisi di governo. Lui si sente in una botte di ferro con i clamorosi sondaggi che lo premierebbero, senza tener conto che ferragosto è quasi una data sacra per gli italiani, chiudono persino le grandi fabbriche per quella data e i parlamentari sono già in ferie. Senza tener conto che molti di loro, oltretutto, hanno quasi la certezza che con il voto anticipato non verranno rieletti, questo vale per i grillini, per i renziani del Pd (oggi in maggioranza all’interno dei loro gruppi) e Forza Italia e, forse, Fratelli d’Italia se il leader leghista insisterà a voler andare da solo alle elezioni, dimenticando che nei collegi uninominali l’apporto di tutto il centrodestra darebbe 134 seggi contro i 6 dei grillini e gli altri sei del Pd. La Lega da solo potrebbe, però, spingere gli altri a fare accordi di desistenza come accadde in Francia per non far vincere la Le Pen.
Ha un bel dire Salvini che “sarebbe pericoloso per la democrazia” un rapporto, come si dice, tra DiMaio e Renzi, ma , come dice un antico adagio, a mali comuni, comuni rimedi. E se, inoltre, Mattarella invece di rinviare alle Camere il governo giallo-verde o dare un reincarico al premier Conte tentasse un governo di garanzia per varare la manovra nella linea di Bruxelles e, superato questo scoglio, valutare se la nuova intesa può reggere od andare alle elezioni anticipate a marzo, avendo dato tutto il tempo per far sorgere una iniziativa centrista capace di attrarre moderati preoccupati dell’uomo solo al comando, il cui solo sentore costò molto caro all’altro Matteo, cioè Renzi, che, come ricorderete, anche lui vittorioso con il 40% di voti veri e non sondaggi, voti poi più che dimezzati dopo la sconfitta sulla riforma costituzionale?
La strategia salviniana è, in sostanza, rischiosa per il suo autore che ha voluto accelerare i tempi e si trova ora contro sia un nemico come il premier Conte che lo sta provocando ed userà tutti gli strumenti istituzionali per guadagnare tempo, sia un Presidente della Repubblica, come Mattarella, che già ha incanalato il decreto sicurezza-bis verso l’esame della Corte Costituzionale, con un probabile annullamento almeno di alcune norme, ed al quale, da convinto democratico, non piace affatto l’uomo solo al comando con pieni poteri. Certo è che quella brutta frase se la poteva risparmiare ma, chissà chi è quel genio che gliela messa in bocca.
In sostanza , il rispetto delle regole istituzionali e la volontà dei parlamentari pesano come macigni sugli obiettivi salviniani.
La risposta del premier Conte è stata gelida e provocatorio : “i tempi della crisi non li scegli lui.” Suona come una dichiarazione di guerra politica staremo a vedere cosa succede, oltre a quanto è già successo con il balzo dello spread a 240 punti e alla brusca reazione della borsa in Piazza Affari..

ALLA FINE C’E’ RIUSCITO, DI MAIO E’ CADUTO NELLA TRAPPOLA DI SALVINI

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Se non ci saranno ripensamenti la crisi è aperta anche se il Presidente di passaggio Giuseppe Conte ha dato il peggio di se in una pietosa conferenza stampa dove ha fatto un monologo di quelli che mettono in mostra tutta la colla che mantiene attaccati i pantaloni ad una poltrona ormai senza gambe.

Hai voglia a dire come ha fatto ieri Salvini, dichiarando che lui lascia solo due amici, Conte e Di Maio. Parole al vento  che lasciano il tempo che trovano, e ciò che trovano è solo tempesta. In realtà i due ex-alleati, in questi ultimi tempi si parlavano con i comunicati e venivano rinviati incontri riunione, mentre il premier Conte ha disertato la sua conferenza stampa, rimandandola sino a sera con un comunicato vocale come anzidetto.

Nel mentre una nota ufficiale della Lega diceva chiaro e tondo che la rottura era ormai irreversibile, sempre attraverso i leghisti affondano il coltello nella piaga ,sostenendo chiaramente che così non era possibile andare avanti, elencando tutti i temi bloccati che dimostrano “visioni differenti” tra i due firmatari del contratto governativo. E come riprova si cita il voto sulla Tav “ultima evidente, irrimediabile, certificazione”.

Ecco la trappola: Di Maio aveva creduto che Salvini sarebbe passato sopra alla presentazione della mozione No Tav, fatta per calmare le proteste della base grillina, tanto sarebbe passata quella Sì, presentata da Forza Italia e, quindi, l’opera si sarebbe fatta .  Invece il leader della Lega non solo ha fatto votare dai suoi anche la mozione PD. ma ha preso lo spunto per dire che ormai si era alla rottura tra i giallo verdi come ha fatto nel comizio notturno a Sabaudia, dove, comunque, aveva specificato “non parlerò mai male di di Conte e Di Maio” elencando le cose fatte nel primo anno di “contratto” (ovviamente tutte quelle leghiste) e pure criticando il reddito di cittadinanza. Quindi, la nota ufficiale della Lega : “L’Italia ha bisogno di certezze e di scelte coraggiose e condivise:Inutile andare avanti tra no, rinvii, blocchi e litigi quotidiani. Ogni giorno che passa è un giorno perso, per cui l’unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli italiani con nuove elezioni.” Più chiari di così, si muore” ed il colpo, per i grillini, è stato duro dopo l’interpretazione del comizio salviniano di ieri notte fatta, sbagliando, anche da illustri commentatori che vi avevano visto la richiesta di un ampio rimpasto, magari con un Conte bis.

Lo stupore grillino per questa nota era evidente in quella diramata subito dopo: ” La nota della Lega è incomprensibile. Dicano chiaramente cosa vogliono fare.” E il solito (tontinelli) Toninelli lì a commentare con nessun senso del reale: “Non andare avanti significa tradire il mandato che ci hanno affidato i cittadini. “Sulla stessa lunghezza d’onda la vice-ministro dell’Economia Laura Castelli che diceva: “noi andiamo avanti”.

A stretto giro di nota la risposta leghista era micidiale: “C’è la consapevolezza e la presa d’atto che, dopo le tante cose buone fatte, da troppo tempo su temi fondamentali per il Paese come grandi opere, infrastrutture e sviluppo economico, shock fiscale applicazione delle autonomie, energia, riforma della giustizia e rapporto con l’Europa, tra Lega e 5Stelle ci siano visioni differenti. Il voto sulla Tav ne è solo l’ultima , evidente, irrimediabile, certificazione.”
Da quel momento non mi pare possano esservi state interpretazioni diverse dall’annuncio di una crisi, certo pilotata, magari con un reincarico a lui, Conte, anche perchè non esistono altre possibilità, un governo 5Stelle-Pd, considerando che il 70% dei senatori democratici sono renziani decisamente contrari a questa ipotesi e con Renzi che già sta preparando un partito di centro come ha detto farà se si va al voto anticipato.
Dunque, si cercherà di perdere meno tempo possibile malgrado questo caldo agosto, in modo da guadagnar tempo e cercare di arrivare  alle elezioni ad ottobre. Comunque sia sarà con ogni evidenza questo governo a gestire le elezioni e Salvini dovrebbe rimanere agli Interni e con la probabilità di fare, alle scadenze previste, il bilancio preventivo dello Stato da varare, con l’astensione leghista, nei limiti voluti dall’UE. Come andrà a finire con il commissario europeo italiano con il candidato leghista che rischierebbe di non passare nell’Europarlamento ed i grillini che potrebbero rivendicare quel posto per un loro esponente, considerando che sono maggioranza nel governo ed hanno votato per la Presidente dell’Unione. La vera sorpresa potrebbe essere vedere Conte a Bruxelles e sarebbe un ulteriore terremoto, non vi pare ?

UNA BELLA PIAZZA VALE ALMENO DIECI AUTOLAVAGGI?

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Su un social avevo, timidamente,chiesto al Sindaco amico Stefano, se non fosse stato il caso, visto che si stavano iniziando dei lavori, di fare qualcosa nell’area ex distributore Agip/Eni, magari, di decorativo e qualificante per la cittadina.
Impropriamente, qualcuno si era sentito in dovere di rispondere alla mia richiesta mettendomi a conoscenza che quell’area era privata di proprietà dell’Eni. Non voglio entrare nel merito della risposta: da ex dipendente Eni, che mi risulti l’Ente Nazionale Idrocarburi, nei suoi scopi principali sono, la ricerca, la raffinazione, e la distribuzione dei prodotti petroliferi, non il lavaggio delle auto e tanto meno i parcheggi, ma, questo lo sanno anche i bambini della prima elementare ed anche quelli delle scuole d’infanzia. In ogni caso, credo di sapere, può darsi che sbagli, che per fare un autolavaggio siano necessari degli scarichi particolari di tipo industriale e tali scarichi non possano scaricare nello stesso impianto fognario della cittadina. Ma, questa è roba da tecnici, ciò che invece importa alla Comunità teresina sia l’impatto ambientale ed il decoro che un’area di quel genere possa e debba avere al centro del paese. Mi si obietterà che già c’era una stazione di servizio con autolavaggio, ebbene, credo di non averlo mai visto funzionare, ma se la stazione di servizio avesse mantenuto il suo motivo di essere, nulla da dire ma ridurre una delle aree più belle ad un autolavaggio, non è da Eni, non riesco ad immaginare il direttore della rete di distribuzione che autorizzi di ridurre la compagnia di bandiera a mettere le sue insegne su un autolavaggio spoglio e scarno (Mi sa che glielo chiedo).
E se questo centro meraviglioso per mettere a lustro un po auto paesane e non fosse appoggiato e amplificato se ancora non c’è, nella stazione di servizio esistente all’uscita del Paese? Così mi è venuta come un’idea balzana: no, in quell’area dove ci verrebbe una piazza meravigliosa o, anche una chiesa o, ancora, come propone la consigliera Matta, un’area di aggregazione giovanile? Macchè, meglio un autolavaggio, Santa Teresa ne sente moltissimo la necessità.
Non mi si venga a dire che l’Eni non è in concessione ma proprietaria di quell’area che, se anche lo fosse mi sembra che questa amministrazione abbia ormai una certa pratica per risolvere questi casi: se quell’area non rappresenta la pubblica utilità, almeno quanto l’ex area Esit ed anche le dune di Rena di ponente, per le quali vi è stato un plauso generale, nessuno escluso, perché, alla peggio, non si procede nello stesso modo? Tanto, uno più uno meno poco cambia anche economicamente, ma, almeno il paese avrebbe motivo di esultare ed allora, l’amico Stefano sarebbe sicuro che il suo sindacato rimarrebbe nella storia almeno per le cose belle che ha realizzato.
Avrà una risposta la cittadinanza di Santa Teresa in proposito? Non saprei dirlo, comunque, mi auguro che qualcosa si muova nel senso positivo, cioè, sulla bellezza di questo meraviglioso paese che non ha alcun bisogno di deturpazioni inutili.

FORSE CI SIAMO, ORA SALVINI DECIDE LUI QUANDO FARE LA CRISI

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In questi giorni le notizie cambiano ad oras, minuto per minuto, i vertici stellati non parlano e Lui, il Capitano, l’inossidabile esulta, ringrazia tre volte la Madonna, inneggia alla Fallaci, “scoperta” durante le letture a Milano Marittima e crede di portare a casa un decreto sicurezza bis che fa acqua costituzionale e con il diritto internazionale da tutte le parti come sostengono fior di costituzionalisti.

Poco importa, Lui sa bene che il provvedimento fa acqua da tutte le parti, con tutta probabilità, finirà alla Corte Costituzionale anche sulla base delle perplessità del Capo dello Stato che accompagnerà il si con una lettera di “osservazioni” come fece per il primo decreto. Al nostro importava venisse approvato, umiliando ancor più i grillini, e con un voto al di sotto della maggioranza in modo da dire che su questo c’è motivo di una attenta riflessione.  Si voterà, infatti, sulla mozione no Tav dei grillini e su quella sì Tav del Pd. La prima verrà sicuramente respinta, questo ha un significato ben preciso, sfiduciare il premier Conte e, quindi, il governo.

Sarà, quindi, crisi certa addirittura in epoca ferragostana per la prima volta in Italia? Credo proprio di no perchè la strategia salviniana ormai è chiara: pur pressato dai suoi che invocano la rottura dell’alleanza con gli “stellati” – l’ha chiesto perfino il candidato ad una Commissione UE come il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, l’ha ripetuto il potente sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giorgetti – Lui intende arrivare alla rottura sulla manovra che il premier Conte e il ministro dell’Economia Tria intendono tenere nei binari di Bruxelles e, quindi, tale da avere in ordine i conti, rendendo, ad esempio, impossibile la Flat Tax.

In questo modo Salvini ottiene: a) una crisi “pilotata” nel senso che , dichiarando un atto di grande responsabilità, la Lega consentirà al governo di approvare la manovra, grazie all’astensione leghista e, di fatto, costringendo il presidente Mattarella ad andare ad elezioni anticipate a marzo con Salvini ancora ministro dell’Interno; b) il voto a marzo e con i molti atout leghisti rende più difficile organizzare il nuovo centro moderato che Berlusconi ha lanciato con la Federazione “Altra Italia” che dovrebbe unire cattolici e liberali.
Ovviamente non è detto che, poi, i conti elettorali tornino per i salviniani perchè i sondaggi favorevoli non tengono presente i molti, troppi astenuti ed i voti bianchi o nulli che, stando alle ultime elezioni regionali sono più del 50%. Oggi non esiste un’alternativa credibile alla Lega perchè il Pd di Zingaretti sa troppo di sinistra ed i renziani sembrano pronti a confluire sul centro, ma se scendesse direttamente o indirettamente in campo con Cairo, che non dimentichiamo ha lavorato con Berlusconi e punta ad una donna candidata premier come, ad esempio, Maria Patrizia Grieco, ex-presidente della Olivetti e dell’Enel, emergerebbe, anche con l’apporto renziano, una robusta e convincente alternativa.

Sono sviluppi possibili, ma non certi ed il voto anticipato, anche se a marzo, complichi un pò i giuochi e, probabilmente, su questo punta Salvini che potrebbe presentarsi come il salvatore della patria per aver consentito, con l’astensione, una manovra che lui non voleva, ma che era indispensabile per evitare l’esercizio provvisorio e le relative conseguenze positive. In più avrebbe la possibilità di sostenere che lui avrebbe abbassato le tasse e fatto tutta quella serie di provvedimenti (investimenti, via la Tari, grandi opere,ecc. ecc.) illustrati oggi nel nuovo incontro con le parti sociali. E tutta la colpa di quanto accaduto ricadrebbe sui grillini ( oggi c’è stata un’altra battuta salviniana contro il reddito di cittadinanza: “qualcuno- ha detto – sostiene che non c’è lavoro qualificato per colpa del reddito”.

Del resto se leggere questa dichiarazione rilasciata stamani a radio24 vedrete chiaramente che la crisi ci sarà, ma quando vuole lui, il “capitano” : “Toninelli non mi sembra all’altezza di gestire le infrastrutture di un Paese bello, ma difficile come l’Italia. Non voglio regalare agli italiani altri mesi di litigi, polemiche, insulti da parte degli alleati. Sulla Tav si è perso un anno, così come sulla Riforma della Giustizia o sull’Autonomia. Sul taglio delle tasse il dibattito è infinito: Se dovessi ritenere che non c’è più strada, non ne farei un fatto personale, bisogna prenderne atto.”

Tutti i suoi lo vorrebbero subito, lui pare preferire rinviarlo alla manovra. Intanto, purtroppo, il nostro Paese rimane a crescita zero e le tasse invece di diminuire aumentano: E aumenteranno visto che il ministro Tria, per tentare di salvarci dall’aumento dell’IVA, intende ridurre drasticamente le riduzioni fiscali che oggi abbiamo: Altro che Flat Tax !

Wwf : una inaugurazione in sordina, sottovoce, sommessamente, aumm-aumm, per pochi intimi

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In sordina, altri direbbero, sottovoce, sommessamente, a Napoli, molto completamente direbbero: aumm-aumm. In questo clima non solo torrido di Santa Teresa ma, direi anche con un po di tensione sembra si sia svolta la cerimonia di inaugurazione della rivisitazione della sezione del Wwf.
Sezione, solo un’ombra di ciò che era stato, quando allo spirito dell’Associazione erano in tanti a credere, a partecipare, a formarsi sotto una guida attenta, convinta di un signore del vero ecologismo al quale era arrivato spontaneamente, senza forzature ed interessi, per convinzione, tanto da ricordare i suoi trascorsi: Altri tempi “quando il sottoscritto si buttava in mare e prendeva dei bei saraghi, tutti grossi, è vero, si erano già riprodotti, voleva, forse, che ci fosse qualcuno dietro di lui a contare quei saraghi? No, non voleva che venissero contati. A un certo punto, non si è emancipata la legge, non si è emancipato nessuno, si è emancipato il sottoscritto che si è ritirato dal mare”.
Questo era Andrea Quiliquini, un adepto per convinzione di un certo ecologismo che aveva individuato ed impersonato in quella Associazione condotta in Italia da un signore che aveva capito chi fosse Andrea e quale potenziale avesse per divulgare quei sani valori che, nello spirito, albergano nel Wwf.
Santa Teresa, allora poteva vantare tanti giovani riuniti attorno a quel professore che poco aveva di ufficiale ma che trasmetteva una grande forza che gli proveniva da una grande forza d’animo, dal suo spirito libero, dalla convinzione che il rispetto della natura avrebbe sempre ripagato solo se fosse rispettata.
Andrea non aveva bisogno di grandi riconoscimenti, in quel suo giardino sempre aperto a tutti, giovani e meno giovani, senza cattedra, mai in pompa magna, in un momento di relax, all’ombra della sua vite, si soffermava per un attimo pausa e ne veniva fuori una lezione di vita. Poche parole,
forse in qualche momento di amara riflessione diceva ai giovani che ascoltavano rapiti diceva: “Il problema, tirando le somme, cercando di stringere al massimo in una sintesi più che estrema, è il soldo, quando vi è il denaro non puoi più collaborare, quando vi è il denaro di mezzo non puoi più capire, l’uomo è parte della natura ma ha già una patina, un callo così grosso, così spesso per cui bisogna limarlo, bisogna acchiappare l’uomo, levare questo callo. E dov’è il tempo? E dov’è la predisposizione? Già manca in partenza il dono di comunicare con poco, con nulla, con umiltà. Quello spetta ai Santi e noi non lo siamo”.
Tale era la convinzione di Andrea che in quel suo giardino, ricordo dei suoi antenati, del nonno, suo mentore, che teneva apparentemente incolto, con piante autoctone, le più svariate li, in una calcolata confusione, che un giorno decise di donare quell’oasi di paradiso terrestre, all’Associazione. In quel momento, sicuramente, pensava a suo figlio, forse sentiva che la vita per lui sarebbe potuto essere avara, ed allora, perché no, aveva trasmesso il suo credo, la sua passione, le sue preoccupazioni alla moglie Paola, ben sicuro che i suoi convincimenti non sarebbero mai andati persi; ragionamenti di un vero e puro idealista che non credeva nella sua immortalità ma in quella di Fulco Pratesi, di quell’Associazione che aveva stimolato quel suo “credo”, nelle generazioni che spontaneamente lo avevano seguito.
Nelle sue riflessioni diceva: “Si, affermo un concetto: noi ci siamo prima del Wwf e i nostri pensieri sono precedenti ed è difficile ucciderli. Io mi sento abitante integrale di questo territorio e, in questo territorio vivo, cerco di parlare la lingua, ormai moribonda,. Questo è un grande dolore per me”. “L’uomo, per dire questo è bello, le cose sono già assestanti e sono di per se stesse già valevoli senza l’uomo. Quest’uomo lo faremo entrare e valutare, a vedere, a godere di tutti questi valori senza che dica, esso stesso, questo è un valore, questo non è un valore. Qui bisogna tornare ad un concetto importante”.
Questa era l’inaugurazione che Santa Teresa si aspettava del giardino di Andrea Quiliquini che ora non è più, una Sezione di quell’Associazione che ha snaturato quel luogo, i teresini, coloro che hanno conosciuto ed amato quel loro concittadino dall’aria sempre preoccupata e dolce, integro nelle sue convinzioni, rispettoso della natura e della sua terra. Ed ora quella sua oasi è diventata, per la mano maldestra dell’uomo cemento e quattro aiuole messe li, ordinate ma asettiche, nulla che ricordi lo spirito di quell’uomo vero che pochi non hanno capito e tanti ancora vedono nello spirito del rispetto della natura che in quell’oasi è stata violentata da chi non lo ha conosciuto, snaturando quella cosa che nessuno riuscirà mai a togliere dalla cittadina gallurese che gli ha dato i natali.
Si è tagliato un nastro, ma chi lo ha messo non si illuda, Andrea è nostro e tale rimane. Il Suo spirito non sarà mai prigioniero di una aiuola, il Suo spirito aleggerà libero fra quei profumi di erbe e macchie della sua terra e sarà sempre nei cuori di chi ha creduto in lui.

LETTERA APERTA A SIG.A/O F.S.

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Giustusblog.it
Cara/o F.S. (scusami se non capisco per cosa stanno quelle due lettere puntate che, in ogni caso, lasciano libera interpretazione ad ogni possibile immaginazione), non risponderò sul tuo commento al post di Cinzia Sposito, voglio, solo per una volta, dare il risalto che la tua povera e misera imbecillità merita, per questo ne farò oggetto di un breve “pezzo” per il mio blog.
Allora, dicevamo: certo da due iniziali, ammesso che lo siano, non si può arguire la tua età, sei giovane come vorresti far capire? Ebbene, visto che scrivi come appartenente ad un gruppo chiuso del nostro paese, sarebbe d’obbligo conoscerne almeno le cose ultime. Tranquilla/o, non intendo parlarti della storia del paese, è troppo per il tuo livello, mi limito solo ad un cenno che risale solo ad una cinquantina di anni: devi sapere che in quei tempi, quel “grosso depredatore” cui hai voluto accennare, aveva una vista più lunga di quanto tu giovane riesca a far galoppare la tua fantasia, quei vecchi a cui chiedi il passo, ti possono insegnare che Santa Teresa Gallura, non aveva “gruppi chiusi” dove ammettevano personaggi senza prima valutarli, allora bisognava aguzzare lo sguardo e pensare al futuro, e, quel signore che era NINO SPOSITO, si inventò la spiaggia “Rena di Ponente”. Sino ad allora, te lo dico in modo che ne sii edotto, quella era una spiaggia inesistente per io lungunesi. LUI ci ha creduto e, con pazienza certosina anno dopo anno, stagione dopo stagione ci ha abituati ad averne rispetto; sai tu cosa sia il rispetto? Fatico a crederci ma, voglio darti un abbuono. Quando dici che quel depredatore fa parte dei distruttori di Capotesta si vede che tu, veramente, potresti anche avere capo da qualche parte ma… la testa…dove?
Sai perché intervengo? Vedi, io oltre ad una parentela che mi ha legato da sempre a Nino, le ero AMICO, ed ora che non c’è più, ritengo mio dovere, come tale, di perdere un po del mio tempo per insegnare qualcosa a te che dimostri di averne quanto mai bisogno. Ci fosse stato lui…
Stupidamente, pencoli da un discorso ad un altro, non ti bastava il padre te la prendi con la figlia: ma chi sei tu per giudicare e permetterti certe espressioni? Un nessuno, imbastato e vestito, dimostrando la gretta cretinaggine che ti distingue, parli di Cinzia come fosse una tua compagna di scuola, cosa puramente impossibile perché la donna di cui parliamo, diplotasi geometra si è iscritta al Politecnico di Milano, facoltà di architettura e, dopo i giustissimi cinque anni ha conseguito la sua brava laurea. Ti risulta tutto questo? Le tasse…siamo sicuri che tu le paghi? Tutte, senza nascondere nulla? Non lo sappiamo visto che sei un “nulla”, solo due lettere. Povero!
Quando fai cenno alla “commissione edilizia”, ho pensato che ti riferissi al suo povero nonno, DODDO’ SPOSITO fu nel Consiglio comunale del Sindaco Nicolai, ne hai mai sentito parlare? Lui possiamo ben dirlo, fu il sindaco della ri-nascita di Santa Teresa, lui era nella commissione edilizia di allora, ma anche la nipote vi è stata tanti anni dopo, eppure non ho mai saputo che si sia arricchita con quell’incarico che, mi risulta, ha svolto con perizia nell’interesse di questo nostro bel paese.
Ma cosa te le dico a fare tutte queste cose? Tu ti nascondi dietro due lettere che possono dire e far immaginare tante cose.
I vecchi: un vecchio adagio gallurese recita: “colcia e la banca undi manca la balba bianca”. Non lo traduco perché se si gallurese non ve n’è bisogno se non lo sei, allora sarà bene che te lo faccia tradurre. Voglio solo aggiungere una cosa che per arroganza e presunzione ti sfugge: devi sapere che negli anni quaranta c’è stata una guerra detta “seconda guerra mondiale”, quando terminò questa povera Italia risultò essere un a grande ammasso di macerie, la generazione più giovane di allora dovette faticare non poco per “ritirare tutti quelli che in lingua moderna chiamano inerti e che io della generazione successiva continuo a chiamare macerie, si io appartengo alla categoria più prossima a lasciare il campo a FS come te, sappi che noi, poveri vecchi rimasti siamo gli ultimi che, prima di generare la genia, per fortuna limitata come quella cui appartieni, abbiamo lavorato duro, senza risparmio, perché tu e tutti quelli che la pensano come te, possiate godere di quel benessere che, stando alle tue parole, poco meritate. Si, cara/o siamo quelli della ricostruzione; Tu cosa hai fatto? Non hai educazione, capisci cosa significa? Essere maleducato perché non hai rispetto per chi ha fatto qualcosa per te, per chi ti ha permesso di poter avere una istruzione, una casa, una iniziativa senza fare alcuna fatica. E, ti permetti di parlare di largo ai giovani? I giovani di allora abbiamo faticato per farci largo. Lo vedi a che livello è la tua stupidità.
Mi fermo, augurandoti che il Padre Eterno, da oggi in poi, ti illumini per farti avere la facoltà di poter pensare prima di esporre il tuo cervello al pubblico ludibrio e aver rispetto delle persone che non fanno parte più del mondo dei vivi e ti faccia comprendere che la loro memoria mai, in nessuna circostanza va calpestata. Buona fortuna, ne hai veramente bisogno.
Beppe Tusacciu

L’antefatto:
Cinzia Sposito: cari STG, non resisto, la devo dire anche a rischio di risultare antipatica, ma proprio non ne posso più di tutti coloro il cui unico scopo è la vacanza a risparmio…a spese ns..si, proprio così!! Le persone che vivono in un luogo, anche se per un breve periodo, sono un costo enorme in termini ambientali. I costi in Gallura sono ancora più pesanti perchè l’ambiente è molto più delicato e fragile…per questo motivo è così bello. Per preservare, ripristinare, conservare etc. etc. servono soldi…e tanti. Servono soldi (anche urgenti) per intervenire su Rena Bianca, Capo Testa e chi più ne ha più ne metta. C’è poco da fare, sarebbe meglio che venisse meno gente ma con maggior potere d’acquisto e più scaglionata nel tempo. Chi si mette il problema del pagamento del parcheggio e di comprarsi il panino al Super lascia un costo che pagheremo noi!!! Non voglio sembrare classista, sono solo pratica. Ci sono molti luoghi nel mondo che vorrei visitare ma, se non me lo posso permettere, non ci vado.

Lungoni Gaddura La campagna elettorale sembra ormai alle porte, e cominciano i primi miracoli. Come quello di fare in modo che anche chi, figlia di uno dei più grossi depredatori e distruttori di Capo Testa, nonchè professionista che ha fatto parte per molti anni della commissione edilizia comunale che ha licenziato moltissimi degli scempi edilizi che sono sotto gli occhi di tutti, oggi si risveglia con cuore ambientalista e con facili ricette per risollevare la crisi figlia di molti anni di malgoverno locale . Santa Teresa non ha più bisogno dell’impegno di questa gente, alla quale chiediamo di rimanere dove ha deciso di vivere e di continuare a venire qua a passare le vacanze, magari pagando le tasse possibilmente non come prima casa. Santa Teresa ha bisogno che venga lasciato spazio a persone giovani. I vecchi, non soltanto anagraficamente, è bene che continuino solo a sfogarsi su FB lasciando spazio a chi avrebbe voglia di fare …ma questa è un utopia.
F.S.